Le malizie di Venere (1975)

Pubblicato: 10 agosto 2014 in Erotico

le malizie di venere

Tratto dal romanzo “Venere in pelliccia” di Leopold von Sacher-Masoch, questo bel film erotico di Massimo Dallamano ha vissuto in Italia incredibili difficoltà distributive, visto il suo contenuto scabroso che per l’ epoca era davvero notevole. Il film sarebbe dovuto uscire nel 1969 ma la  prima versione (che si intitolava “Venere in pelliccia” come il romanzo) non è mai stata vista nelle sale italiane poichè il film, per 5 lunghissimi anni, ha girovagato nelle stanze della censura ed è stato bocciato più e più volte. Ad ogni bocciatura la commissione censura imponeva dei tagli e dei rimaneggiamenti e quindi molte scene sono state espunte oppure rigirate ex novo. Ciò ha portato ad uno stravolgimento totale del film che da dramma erotico-morboso è andato via via trasformandosi in una sorta di thriller psicologico ed è riuscito a vedere la luce in Italia soltanto nel 1975 con il titolo cambiato in “Le malizie di Venere”  per sfruttare la scia del successo di “Malizia” che aveva la stessa protagonista, ovvero una favolosa Laura Antonelli. Tutti i nomi del cast tecnico (attori e autori delle musiche esclusi) sono stati cambiati in pseudonimi tedeschi: Massimo Dallamano è diventato Max Dillmann, l’ operatore di macchina Giuseppe Gatti è diventato Joseph Katz, il direttore della fotografia Sergio D’ Offizi è diventato Stefan Kruger e così via… Ma il cambiamento più clamoroso riguarda l’ eliminazione totale di ogni e qualsivoglia rimando alla componente sadomasochistica del protagonista maschile Régis Vallée che da perverso e morboso schiavo sottomesso che gode nell’ essere frustato e che procura egli stesso gli amanti alla sua donna per eccitarsi nello spiarla si trasforma in romanticissimo e delicato amante che subisce sì i tradimenti continui della compagna Laura Antonelli ma non è affatto consenziente e alla fine si rassegna a conviverci solo perchè non ha la forza di ribellarvisi, in virtù del cieco amore che prova. Chissà, probabilmente i censori dell’ epoca erano rimasti turbati dall’ idea che sullo schermo si potesse vedere un uomo che non solo spronava sua moglie a tradirlo ma che al contempo ne traeva finanche piacere e godimento… E’ chiaro che un cambiamento di registro così radicale fa sì che i 2 film risultino completamente diversi (con le scene comuni ad entrambi totalmente cambiate nel doppiaggio); inoltre c’è anche l’ aggiunta di un omicidio che nella prima versione era completamente assente, per non parlare delle lunghe sequenze del processo girate appositamente in seguito da Paolo Heusch (seppur non accreditato). Ed è proprio in queste sequenze che possiamo ammirare la presenza del grande Giacomo Furia nei panni di un avvocato e di Venantino Venantini in quelle di un testimone hippie…

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Xavier (Régis Vallée) è in carcere, accusato dell’ omicidio volontario di un uomo (Loren Ewin) avvenuto nella sua villa durante un’ orgia a base di sesso, droga e alcool poi finita in tragedia. Al festino partecipavano anche Wanda (Laura Antonelli), compagna di Xavier, e le 2 domestiche ma le 3 donne sono misteriosamente scomparse. Unico sospettato è dunque Xavier che confessa tranquillamente di aver ucciso l’ uomo pugnalandolo più volte. Il giudice istruttore è convinto della sua colpevolezza ma la strenua difesa del suo avvocato (Giacomo Furia) prolunga notevolmente il dibattimento giudiziario e Xavier racconta, con una lunga serie di flashback, il suo tormentato rapporto d’ amore con Wanda, giovane e bellissima fotomodella ed ex spogliarellista. Dopo il loro primo incontro su un lago di Ginevra il loro rapporto era andato via via consolidandosi ma Wanda, che era fin troppo incline ai facili tradimenti, aveva avuto varie scappatelle occasionali (con un pittore, un pescatore e il padrone di una scuderia) con il povero Xavier che, intanto, si struggeva nel dolore ma riusciva sempre a perdonarla… Dopo essersi trasferiti in una lussuosa villa con 2 cameriere i due avevano anche inscenato un piccolo gioco: Xavier si fingeva l’ autista di Wanda e proprio durante una delle loro passeggiate avevano incontrato Bruno, un motociclista che Wanda aveva già conosciuto in un camping. Bruno finisce con l’ essere ospitato in casa per qualche giorno e, dopo aver fatto l’ amore più volte con Wanda, aggredisce a pugni Xavier che aveva cercato di manifestare il suo disappunto. Veniamo dunque al momento fatale dell’ orgia: dopo aver bevuto tanto e dopo essersi imbottito di droga, Bruno abusa di Wanda e delle 2 donne di servizio e finisce poi pugnalato a morte. Ma chi l’ ha ucciso? Xavier insiste ad autoaccusarsi ma, a sorpresa, ricompare una delle 2 domestiche (l’ altra è intanto morta suicida) che, durante il processo, lo scagiona sostenendo che Xavier era incatenato e imbottito di droga e indica Wanda come la vera autrice del delitto. A questo punto è chiaro che Xavier, in un ultimo estremo gesto d’ amore, si dichiarava colpevole di un omicidio mai commesso solo per coprire la donna di cui era innamorato (e che è tutt’ ora latitante). Assolto da ogni accusa, Xavier si mette dunque sulle tracce di Wanda e gira tutti i locali notturni di Parigi prima di arrivare in Spagna e incontrare una prostituta che le somiglia in maniera strabiliante. Appartatisi in una camera d’ albergo, Xavier viene colto da un raptus e la strangola…

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Oggi è possibile vedere entrambe le versioni del film grazie all’ ottimo lavoro della casa editrice Cecchi Gori (collana Cinekult) che le ha editate in ottimi master in formato anamorfico 2,35:1. Il dvd contiene quindi sia la versione ufficiale del 1975 sia quella originale (“Venere in pelliccia”) del 1969 per un ideale confronto. Ottime anche le musiche di Gianfranco Reverberi (con orchestra diretta dal fratello Gian Piero): il tema principale è davvero indimenticabile. Da vedere.

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Cast principale:

Laura Antonelli

Régis Vallée

Loren Ewing

Werner Pochat

Giacomo Furia

Regia: Max Dillmann (Massimo Dallamano)

Edizioni in dvd: Surf e Cecchi Gori

Formato video 2,35:1 anamorfico

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