Le farò da padre… (1974)

Pubblicato: 12 settembre 2014 in Drammatico

le farò da padre

Il cinema italiano anni ’70 ha sempre osato molto e forse questo è proprio uno dei motivi principali per il quale lo amo così tanto. Diciamocela tutta: girare oggi un film anomalo e coraggioso come questo di Alberto Lattuada è una cosa francamente impossibile. Oltre ad essere politicamente scorrettissimo offre una feroce critica all’ alta borghesia mescolata ad erotismo morboso, pedofilia (ebbene sì) e perfino coprofilia (vedere per credere!)… Lattuada è un regista che non va tanto per il sottile e dirige con mano ferma una storia decisamente spinosa e problematica che non lascia indifferenti, rapendo l’ attenzione dello spettatore ma senza concedersi mai troppo a compiacimenti voyeuristici e senza sconfinare nel cattivo gusto (cosa per niente facile). Nell’ ottimo cast svetta su tutti una clamorosa e bravissima Teresa Ann Savoy (qui al suo esordio) che interpreta una ragazzina sedicenne affetta da gravi disturbi mentali che viene iniziata ai piaceri sessuali dalla anziana tata (che spesso la masturba per farla… addormentare) e che finisce col diventare oggetto del desiderio di un bieco e sgradevole avvocato senza scrupoli, un ottimo Luigi Proietti (sempre estremamente convincente anche in ruoli non comici) che agisce in barba a quanto affermato nel titolo: è fin troppo evidente che le sue attenzioni nei confronti della ragazzina sono tutt’ altro che paterne… Tra gli altri attori val la pena segnalare l’ interpretazione di Irene Papas, che in quanto a cinismo non ha nulla da invidiare al personaggio di Proietti (anzi, per certi versi lo supera di slancio), quella di un superbo Mario Scaccia e quella della svampita Lina Polito, camerierina palpeggiata in lungo e in largo per tutto il film. In estrema sintesi, “Le farò da padre…” è una delle più intense e controverse storie d’ amore del cinema italiano. Consigliato.

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Saverio Mazzacolli (Luigi Proietti) è un avvocato traffichino e intrallazzatore che gode di parecchie amicizie influenti in ambito politico. Tuttavia, si trova a corto di risorse finanziarie per portare a compimento il suo ultimo e avveniristico progetto: una clamorosa speculazione edilizia che interesserebbe 20 km di costa nel Salento da destinare alla costruzione di un villaggio turistico esclusivo per ricchi facoltosi. La proprietà dei terreni è appannaggio della ricchissima contessa Raimonda Spina (Irene Papas), da tempo vedova, e Saverio, con la complicità del nobile decaduto Amilcare Loyola (Mario Scaccia), che aveva perso una grossa porzione di quei terreni proprio giocando a poker con il defunto marito della contessa, cerca di entrare nelle grazie della donna. Dapprima tenta la carta della seduzione, puntando sul suo fascino di giovane avvocato rampante: riesce infatti a portarsela facilmente a letto ma, una volta giunti a parlare di affari, la contessa si mostra tutt’altro che sprovveduta e si dichiara favorevole a finanziare il progetto riservandosi però la percentuale del 70% sui futuri guadagni. Saverio, che aveva intenzione di proporle non più del 30%, resta dunque spiazzato. Ad una cena di gala in casa della contessa Saverio conosce la sua giovane figlia Clotilde (Teresa Ann Savoy), non ancora sedicenne; la ragazza è molto carina e attraente ma ha dei gravi ritardi mentali: non parla, si esprime solo a gesti e ha l’ intelligenza di una bambina di 2 anni. Vive letteralmente segregata nella sua stanza e questo è il suo debutto in società: non male, visto che Clotilde si fa pipì addosso dopo essersi sollevata la gonna davanti a tutti in salotto… A questo punto Saverio ha la brillante idea di chiedere Clotilde in sposa, nella speranza di ottenere i terreni come regalo di nozze. La madre accetta ma, dinanzi al notaio incaricato della stipula del contratto nuziale, salta fuori una clausola vincolante presente nel testamento del papà di Clotilde che prevede l’ usufrutto a vita su tutte le proprietà da parte della contessa Spina. Per Saverio siamo quindi punto e da capo: pur sposando Clotilde non potrà disporre a suo piacimento dei terreni… Ma Saverio è uno che non si arrende facilmente e partorisce un’ altra idea ingegnosa: far rapire Clotilde, fingersi disperato, fingere il suo ritrovamento ed infine dichiararsi disponibile a sposarla ugualmente, naturalmente con qualche revisione sul contratto nuziale a titolo di risarcimento. Siamo pur sempre nel profondo Sud: la ragazzina, ormai disonorata e compromessa, non avrebbe certamente lo stesso “valore” di quando era pura e immacolata… E così il piano scatta: durante una festa in paese un dipendente di Saverio, Peppe (Bruno Cirino), rapisce Clotilde e la nasconde con la connivenza di don Amilcare e della cameriera Concettina (Lina Polito). Nessuno sospetta di loro ma poi accade l’ imponderabile: Saverio finisce con l’ innamorarsi perdutamente di quella povera fanciulla e inizia a rivedere i suoi progetti…

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La colonna sonora, molto  romantica e malinconica, è opera di Fred Bongusto, cantautore e compositore che, evidentemente, si è sempre trovato a suo agio nel fornire tappeti sonori a storie difficili e morbose (citiamo “All’ onorevole piacciono le donne”“Malizia”, “Peccato veniale” e “Oh, Serafina!”). Notevole.

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Cast principale:

Luigi Proietti

Irene Papas

Teresa Ann Savoy

Mario Scaccia

Lina Polito

Regia: Alberto Lattuada

Edizioni in dvd: Millennium Storm

Formato video 1,85.1 anamorfico

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