Il giocattolo (1979)

Pubblicato: 19 ottobre 2014 in Noir

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… E rieccolo qui, il cittadino medio italiano anni ’70 pieno di frustrazioni che tenta di farsi giustizia da solo e vede in una pistola l’ elemento chiave per poter affermare la sua personalità e la sua virilità perduta. Il regista Giuliano Montaldo riprende, a distanza di un anno, le stesse tematiche affrontate da Pasquale Squitieri ne “L’arma” e anche stavolta le conseguenze per il protagonista saranno tragiche… Il personaggio principale è interpretato dal solito strepitoso Nino Manfredi che riesce, con le sue taglienti battute, a far oscillare sempre il film tra commedia e drammatico. Il clima da Far West si respira fin dalla prima scena (un’ auto sembra seguire quella su cui viaggia Manfredi che ha appena prelevato 40 milioni di lire per conto del suo capo, le guardie del corpo tirano fuori le pistole dalle fondine ma poi l’ auto li sorpassa tranquillamente e non succede nulla) e fotografa perfettamente il clima di tensione degli anni ’70 che così tante volte abbiamo ammirato nei polizieschi e nei noir. Manfredi è un disilluso, un mediocre ragioniere che ha dedicato tutta la sua vita ad un industriale ricchissimo e sfruttatore (un cinico e convincente Arnoldo Foà) che crede suo amico, ha una moglie (una diafana Marlene Jobert) con cui non ha più rapporti intimi da tempo immemore, si limita a sognare la moglie del suo datore di lavoro (la bellissima Olga Karlatos dagli occhi sempre incantevoli) e coltiva maniacalmente l’ hobby degli orologi: i ticchettii ossessivi delle lancette nel suo studio sembrano scandire beffardamente e inesorabilmente il tempo che lo separa dalla sua autodistruzione… Metodico e pignolo, Manfredi finisce fatalmente col desiderare un’ arma che possa finalmente dargli coraggio e risolutezza. Il sempre grande Vittorio Mezzogiorno, giovane poliziotto con cui condivide la passione per il cinema western e le citazioni dell’ Indio e del monco tratte da “Per qualche dollaro in più”, è l’ inconsapevole volano che lo spingerà verso il baratro mentre la giovane e disinibita Pamela Villoresi (figlia del suo capo) rappresenterà una breve e dolorosa “distrazione” dalla routine matrimoniale. La colonna sonora, anche stavolta minimale ma incredibilmente efficace, è affidata al Maestro Ennio Morricone: l’ inizio del tema principale con il carillon è da brividi… Un grande, grande film inspiegabilmente ancora inedito in dvd…

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Vittorio Barletta (Nino Manfredi) è un ragioniere romano trapiantato a Milano dopo essere convolato a nozze con Ada (Marlene Jobert) e conduce da circa vent’ anni una vita grigia e anonima al servizio di un suo vecchio amico, il miliardario Nicola Griffo (Arnoldo Foà), titolare di una florida azienda che si occupa anche di operazioni al limite della legalità: Vittorio rischia spesso in prima persona, sia quando effettua prelievi e versamenti in banca (accompagnato da un autista + due gorilla armati), sia tenendo in casa i libri contabili della cosiddetta “contabilità nera” dell’ azienda, sia figurando come “testa di legno” e intestatario di alcuni titoli. Una sera, in seguito ad una rapina effettuata nel supermercato dove stava facendo la spesa insieme a sua moglie, Vittorio viene colpito ad una gamba da un colpo di pistola esploso dai rapinatori ma fortunatamente la ferita non è grave. Frequentando una palestra per la riabilitazione fa la conoscenza di un giovane poliziotto napoletano, Sauro (Vittorio Mezzogiorno): tra i due si instaura subito una grande amicizia, basata sulla passione in comune per i western e sulla stima reciproca. Griffo, intanto, decide di sostituire Vittorio nei servizi esterni con un ex maresciallo dei carabinieri in pensione; Vittorio, frustrato dall’ aver subito un taglio sullo stipendio (Griffo ha pensato bene di togliergli subito la cosiddetta “indennità di rischio”) e dall’ idea di essere stato soppiantato solo perchè il suo sostituto gira armato, si sente sempre più vulnerabile e indifeso e medita di comprarsi una pistola per potersi finalmente difendere da solo. Sauro, venuto a conoscenza delle sue intenzioni, lo accompagna ad un poligono per fargli fare qualche tiro di prova e qui Vittorio scopre di avere un talento naturale e di saper sparare benissimo (cosa che neanche lontanamente sospettava). Alla fine si decide e acquista l’ arma ma, dopo essere stato seguito, viene aggredito da 2 giovinastri che gliela rubano. Sauro viene a sapere dell’ accaduto dal collega che ha raccolto la denuncia di furto di Vittorio ma, quando cerca di parlarne con lui, Vittorio gli dice di aver cambiato idea e di non averla più comprata (evidentemente per vergogna). A questo punto Sauro decide di regalargliela; Vittorio è molto contento, continua ad esercitarsi al poligono e fa enormi progressi, arrivando addirittura a vincere dopo un paio di mesi una gara regionale. Per festeggiare l’ evento Sauro lo invita a cena fuori ma, non appena i 2 entrano in un ristorante, Sauro si accorge che tra i clienti seduti ai tavoli c’ è un pericoloso ricercato insieme ad alcuni complici. Sauro invita Vittorio a chiamare il 113 mentre cerca di bloccare i malviventi ma viene bruciato sul tempo: uno dei banditi gli spara 2 colpi in pieno petto, uccidendolo sul colpo… Nella confusione generale Vittorio, che inizialmente era rimasto impietrito, sfodera la sua pistola e uccide, con un colpo alla gola, proprio l’ uomo che aveva colpito Sauro, mentre gli altri delinquenti si dileguano. Da questo momento la vita di Vittorio viene sconvolta per sempre: assediato da giornalisti e tv prima e dai complici del malvivente ucciso dopo, non riesce a trovare pace. Dopo le minacce e le telefonate anonime si passa ai fatti: prima gli bruciano la macchina e poi una sera, dopo che Vittorio si è recato in farmacia per comprare le medicine a sua moglie che soffre di emicranie sempre più frequenti, lo aggrediscono in 3 con pistole e catene. Uno dei 3 sgherri impugna una tanica di benzina con evidenti intenti ma lui è più lesto e, pistola in pugno, mette fuori causa i 3 criminali (uno dei 3 è Mario Brega) colpendoli alle braccia e alle gambe; ciò gli costerà un’ incriminazione per eccesso colposo di legittima difesa. E non è ancora finita…

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Cast principale:

Nino Manfredi

Marlene Jobert

Vittorio Mezzogiorno

Olga Karlatos

Arnoldo Foà

Pamela Villoresi

Regia: Giuliano Montaldo

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