Caro papà (1979)

Pubblicato: 16 novembre 2014 in Drammatico

caro papà

Altra grande prova drammatica di Vittorio Gassman, egregiamente diretto dal maestro Dino Risi. Il film affronta ancora una volta tematiche anni ’70 come il terrorismo e gli attentati, e non a caso esce l’ anno successivo all’ omicidio di Aldo Moro da parte delle brigate rosse. Trattandosi di una produzione ital-francese-canadese il film ha un sottofinale girato in Canada ed è ricco di attori francesi, ridotti però a ruoli di banalissimi comprimari poichè la presenza imponente e scenica di Gassman (premiato con il David di Donatello) oscura fatalmente il resto del cast. Solo il giovane Stefano Madia (premiato a Cannes come miglior attore non protagonista) si eleva leggermente sugli altri: peccato che non abbia poi avuto una carriera attoriale rilevante, morendo una decina d’anni fa appena cinquantenne (ne “Il miele del diavolo” di Fulci mi era piaciuto tantissimo). Stranamente questo è un film poco celebrato nella filmografia di Gassman ed è considerato addirittura un film minore: non sono assolutamente d’ accordo, anzi.

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Albino Millozzi (Vittorio Gassman), ex partigiano, è diventato un personaggio di spicco di una potentissima multinazionale. Cinico e smaliziato, si è ormai convertito alla logica del fine che giustifica i mezzi e schiaccia come un rullo compressore e senza alcun problema o rimorso i suoi antagonisti. Se la sua carriera lavorativa viaggia a gonfie vele la sua vita privata, invece, non è esattamente il top: in primis ha una ex moglie (Andrèe Lachapelle) che si è rifatta una vita con un nuovo compagno e ora vive a Ginevra ma che, di tanto in tanto, tenta il suicidio (senza riuscirci, ovviamente) per far sì che Albino si precipiti al suo capezzale. Con la mamma vive anche il suo terzo e ultimo figlio di 8 anni, mentre la seconda, Costanza (Ileana Fraia) è una tossicodipendente che sta tentando di disintossicarsi in una sorta di comune gestita da un prete. Il primo, Marco (Stefano Madia), vive con lui ed è uno studente universitario molto introverso e schivo. Albino ha anche un’ amante storica, Margot (Aurore Clément), che però non ha mai lasciato il marito. L’ ultimo tentativo di suicidio della ex moglie è un viatico per intensificare un po’ i rapporti con suo figlio Marco: infatti, pur vivendo sotto lo stesso tetto, i due si vedono pochissimo. Albino comincia ad interessarsi alle letture e agli hobby di Marco e, sbirciando nella sua libreria, trova suo il diario personale che comincia a leggere di nascosto. La scoperta non è delle più felici: dagli scritti di Marco si evince chiaramente che il ragazzo appartiene a qualche frangia estremista di sinistra che progetta addirittura degli attentati terroristici. Albino è incuriosito soprattutto dal fatto che nell’ ultima pagina del diario c’ è scritto chiaramente che un certo P. è stato condannato a morte e che verrà ucciso il giorno 12. Naturalmente si guarda bene dal denunciare il figlio alla polizia e tenta invece di capire chi possa essere il bersaglio dell’ attentato: sicuramente sarà un personaggio influente, un industriale, un simbolo del capitalismo dominante… Ma chi? I sospetti di Albino convergono sul suo socio Parrella (Julien Guiomar) ma costui, dopo essere stato informato da Albino in tutta segretezza, minimizza. Il caso vuole che proprio il giorno 12 Albino debba partire per il Canada; una volta giunto a Montreal, egli continua a preoccuparsi per il suo socio e telefona continuamente in Italia per avere sue notizie. Un biglietto di suo figlio Marco che lo invita a non lasciare la camera d’ albergo per tutto il giorno gli fa sorgere l’ atroce dubbio: e se quella P. stesse per Papà?…

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La colonna sonora è firmata da Manuel De Sica ma in realtà è costituita quasi interamente da una serie di canzoni dei New Trolls in stile un po’ Bee Gees, soprattutto “It’s downtown”. I pezzi sono “It’s a downtown”, appunto, cui si aggiungono Good morning people”, “I can see the rain”, “Ha ha ha” e“Do, do, do, do the rock ‘n roll”. I brani sono estratti da un album uscito solo per il mercato spagnolo (“Nunca en horas de clase”, colonna sonora dell’ omonimo film) con testi in inglese di Douglas Meakin e Mike Fraser. E poi c’ è “Bambina innamorata” che nel film viene cantata da Vittorio Gassman durante una festa all’ interno della sua villa; il complesso che lo accompagna nell’ esecuzione è proprio quello originale dei New Trolls nella formazione che comprende Gianni Belleno, Nico Di Palo, Vittorio De Scalzi e Ricky Belloni (a mio avviso la migliore).

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Cast principale:

Vittorio Gassman

Stefano Madia

Andrée Lachapelle

Aurore Clément

Joanne Cotè

Regia: Dino Risi

Edizioni in dvd: 01

Formato video 1,85.1 letterbox

commenti
  1. ypsilonp ha detto:

    Prima di tutto complimenti per le recensioni… ad oggi mi hanno permesso di scoprire film di cui ignoravo l’esistenza e l’alta qualità… naturalmente parlo anche di questo titolo!
    L’ho trovato davvero profondo e allo stesso tempo privo di punti morti nel ritmo e nella trama!

    PS:Volevo permettermi di darti un consiglio: ti suggerisco di evitare di inserire elementi spoiler nella sezione riguardante la trama.. in questo e in altri casi viene descritto praticamente ogni evento importante del film,compreso il colpo di scena finale!!
Questo mi porta a ignorare totalmente la sezione relativa, a meno che non si tratti di film che ho già visto… una soluzione intermedia potrebbe essere quella di evidenziare ( magari utilizzando il carattere grassetto ) i passaggi inerenti punti focali nella trama… permettendo così a chi non ha visto ( ancora ) il film di non perdere l’effetto sorpresa!
    Grazie per l’attenzione,ancora complimenti! 😉

  2. johntrent70 ha detto:

    Grazie… Ho sempre cercato di non spoilerare troppo (soprattutto per quanto concerne i gialli o gli horror) ma evidentemente con qualche altro titolo mi sono fatto prendere la mano… Cercherò di stare più attento… 🙂

  3. Una trama, a mio modesto avviso, senza grandi eclatanze, tipica di quel periodo, quindi apprezzabile più che altro sotto il profilo “archeologico”. Certo che Gassman è sempre un mostro sacro, e ogni volta lo si guarda con estremo piacere.

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