A cuore freddo (1971)

Pubblicato: 30 novembre 2014 in Thriller

a cuore freddo

“La differenza tra te e mio marito è che mentre tu i soldi li dipingi lui li fa…”

Agghiacciante e cupissima storia a metà tra il drammone familiare (nella prima parte) e il thriller (nella seconda), “A cuore freddo” è un’ autentica perla preziosa del cinema italiano di genere. La regia di Riccardo Ghione è asciutta e incisiva e acuisce il rammarico per la sua, tutto sommato, scarna produzione: Ghione, infatti, è stato sicuramente un autore originale e, a suo modo, perfino coraggioso e non sarebbe stato affatto un male se avesse diretto più film. Personalmente apprezzo molto il sottogenere del “rape & revenge” ma Ghione è un geniaccio e un precursore (di lì a poco arriveranno John Boorman, Sam Peckinpah, Wes Craven & friends) e si inventa un “rape without revenge” che lascia il segno. Nel cast spicca su tutti una strepitosa Rada Rassimov in versione bionda (che sfoggia una somiglianza quasi inquietante con Anita Strindberg!) in grado di offuscare perfino un mostro sacro come Enrico Maria Salerno, sempre comunque ottimo e in un ruolo abbastanza inusuale. Il resto del cast è mero contorno (val la pena citare soltanto Colette Descombes che si conferma perfetta in ruoli di spietata aguzzina alla “Orgasmo”) in quanto tutta la pellicola ruota praticamente intorno alla coppia Rassimov/Salerno, così diversa e magicamente assortita, e alle dinamiche interne del loro rapporto. Ghione è estremamente bravo nel tratteggiare soprattutto l’ evoluzione e la  trasformazione del personaggio della Rassimov, davvero stupefacente e bravissima. Il film gioca fin dall’ inizio su un montaggio che alterna continuamente diversi piani temporali e quindi lo spettatore, dopo un iniziale stordimento, ricostruisce lentamente il puzzle grazie a dei continui flashback. Man mano che si va avanti nella visione il clima di angoscia e di tensione cresce sempre di più mentre si assiste alla strabiliante disumanità di una giovane donna (la Rassimov) ex hippy e senza un soldo che incontra per caso un riccone con almeno il doppio dei suoi anni (Salerno) che prima se ne innamora, poi la sposa e infine le fa fare la vita da gran signora venendo ripagato di tutto ciò con continue angherie, offese, tradimenti e chi più ne ha più ne metta. L’ uomo non si oppone mai, si mostra remissivo al massimo e quindi sua moglie infierisce senza alcuna pietà, in un atroce disegno che si concluderà con la morte… Alla base di tutto c’ è l’ avidità, la protervia del denaro e la bramosia del lusso ed infatti i titoli di testa sono geniali e perfettamente esplicativi, mostrando tutti gli infiniti dettagli di una banconota da 10.000 lire (dall’ effigie di Michelangelo alla firma del governatore della Banca d’ Italia); e anche l’ amante della Rassimov, uno spiantato pittore, dedica la sua arte alla produzione di quadri astratti nei quali vengono ritratte, alla stregua di divinità, monete e/o banconote sgualcite. Film estremamente “cattivo” che va giù durissimo e lascia un profondo senso di amarezza, sfociando in un finale inatteso. Fantastico e imperdibile.

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Silvana (Rada Rassimov) è una giovane hippy che vive per strada con alcuni suoi amici. Per sfuggire all’ arresto per vagabondaggio in seguito ad una retata della polizia, ha la fortuna di imbattersi in Enrico (Enrico Maria Salerno) che sta quasi per investirla con la sua macchina: sale a bordo e si fa portare lontano, nonostante la reticenza iniziale dell’ uomo… Enrico è un uomo ricchissimo che gioca in borsa e non ci mette molto ad innamorarsi della giovane donna; dal canto suo Silvana viene irresistibilmente attratta dalla possibilità di una vita agiata e lussuosa che mai e poi mai avrebbe potuto immaginare e così nasce tra i due una “storia d’ amore” che sfocia in matrimonio. Dopo qualche anno per Silvana la routine matrimoniale è ormai diventata insostenibile e quindi inizia a frequentare uno stravagante pittore, Mirko (Bruno Pradal), con il quale intreccia una relazione. Nonostante il giovane la inviti più volte a lasciare il marito Silvana non ne ha alcuna intenzione, visto che non intende rinunciare ai privilegi che ormai si è conquistata. Enrico è al corrente dei tradimenti di sua moglie ma preferisce soffrire in silenzio e senza contestare. Lei è sempre più stanca dell’ ignavia del marito e lo umilia continuamente in ogni situazione (anche quando sono in intimità) ma lui non reagisce mai… Una domenica mattina è in programma l’ ennesima e noiosa visita a casa della mamma di Enrico che ha una fattoria in campagna; solitamente, in occasione di queste visite, lui le porta delle grosse somme in contanti e anche stavolta nasconde in un foglio di giornale ben 7.000.000 di lire… Lungo il tragitto i due incrociano su una superstrada una 500 a bordo della quale viaggiano 4 balordi, 3 uomini e una donna (Colette Descombes), che li seguono e si divertono a sorpassarli di continuo. Si tratta di alcuni personaggi appartenenti alla comunità hippy che non vedono di buon occhio il passaggio di Silvana dalla parte dei ricchi borghesi e quindi provocano sia lei sia il marito. Dopo essersi fermati ad una stazione di servizio, Enrico dà ai giovinastri perfino dei soldi per la benzina, sperando così di essere lasciato finalmente in pace. Rimessosi in viaggio, si fa convincere da Silvana ad imboccare un viottolo che sbuca in un boschetto isolato per fare un pic-nic. Sembra tutto tranquillo ma, dopo qualche minuto, sopraggiungono nuovamente i 4 balordi che aggrediscono lui e Silvana: Enrico viene picchiato e lasciato a terra esanime mentre sua moglie viene poi stuprata dai 3 uomini… Nonostante nella colluttazione salti fuori il pacchetto contenente i soldi, gli hippies non se ne impadroniscono e li lasciano sparpagliati sull’ erba, restando così “fedeli” ai loro ideali: emblematica la banconota da 10.000 lire che uno dei 3 conficca in terra con un coltello a serramanico… Dopo un po’ Silvana si riprende lentamente e si accorge che Enrico è ancora vivo, seppur ridotto veramente male in seguito a tutte le botte prese, e ha l’ ennesimo guizzo di perfidia: impugna il coltello con una delle banconote per non lasciare impronte e lo pugnala alla schiena, uccidendolo. In questo modo farà ricadere la colpa sui loro assalitori e lei potrà godersi tutto il patrimonio. Ma…

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La colonna sonora è opera del grande Stelvio Cipriani e nel film è presente anche il brano “Lyoness” (interpretato da Giuliana Valci) che verrà poi riutilizzato nel tardo rape & revenge di Raimondo Del Balzo “Midnight blue – La domenica del diavolo”. Purtroppo di questa pellicola non è mai esistita alcuna versione in vhs e in dvd e non ho notizia di suoi passaggi televisivi da almeno 20 anni: un peccato gravissimo.

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Cast principale:

Rada Rassimov

Enrico Maria Salerno

Colette Descombes

Bruno Pradal

Regia: Riccardo Ghione

commenti
  1. Tiziano ha detto:

    Ciao a tutti volevo sapere , per chi mi può’ aiutare sapere il doppiaggio del film . So che è’ della SAS. Grazieeeeeeee

  2. johntrent70 ha detto:

    Stanotte, dopo una ventina d’anni buoni, il film è passato su Rai Movie in un ottimo master 2,35:1. Incredibile….

  3. Bernadette Bessodes ha detto:

    Je suis intéressée par le DVD du film A CUORE FREDDO (1970). Merci d’avance. Mon adresse e-mail est la suivante : bessodes.leone@orange.fr

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