Il plenilunio delle vergini (1973)

Pubblicato: 7 dicembre 2014 in Horror

il plenilunio delle vergini

Nel panorama horror italico anni ’70 un posto di tutto rispetto se lo ritaglia tranquillamente anche questo eccentrico (e sottovalutato, tanto per cambiare) tardo gotico di Luigi Batzella (che si firma col suo storico pseudonimo Paolo Solvay). Il deus ex machina dell’ intero progetto è l’ attore Mark Damon (già protagonista del segmento “I Wurdalak” nel capolavoro di Mario Bava “I tre volti della paura”) che propone una sua sceneggiatura che, evidentemente, teneva molto a cuore e si offre di fare da tramite presso i distributori statunitensi per far finanziare il film; si favoleggia addirittura che questi fantomatici distributori d’ oltreoceano non esistessero affatto e che in realtà fosse lo stesso Damon a mettere i soldi in prima persona… Sta di fatto che il buon Mark qui ha un ruolo di tutto rispetto perchè è protagonista indiscusso e interpreta addirittura il doppio ruolo di 2 fratelli gemelli. Il film è sicuramente ben confezionato perchè il buon Batzella è coadiuvato dall’ ottimo Aristide Massaccesi (al secolo Joe D’ Amato) in veste di direttore della fotografia e, probabilmente, non solo in questa e chissà… Forse non è un caso se, di lì a poco, Massaccesi dirigerà il suo primo e unico (nonchè stupendo) horror gotico: “La morte ha sorriso all’ assassino”. In questa pellicola di Batzella si respira inoltre quella incredibile atmosfera prettamente anni ’70 dei fumetti sexy horror per adulti che imperversavano in quel periodo: penso a Zora la vampira, Il vampiro, Jacula etc… Le vergini del titolo si mostrano anch’ esse tranquillamente nude e la scena del sacrificio rituale non può non calarci completamente nel ricordo di quegli albi a fumetti in versione tascabile sfogliati di nascosto da ragazzini…  La vampira protagonista è una statuaria Rosalba Neri che mostra con fiero cipiglio le sue nudità e oltretutto non disdegna nemmeno una piuttosto infuocata scena saffica con Esmeralda Barros. Il suo personaggio è chiaramente ispirato alle truci gesta della sanguinaria contessa Elizabeth Bathory, un nome che ogni horrorofilo non può non ricordare, al pari del famigerato Vlad Tepes (per i più semplicemente Dracula) e che è stato ampiamente celebrato al cinema in pellicole superbe quali “La vestale di Satana”, “Le vergini cavalcano la morte” e l’ hammeriano “La morte va a braccetto con le vergini”: chi se li è persi li recuperi all’ istante! Tornando a bomba, sicuramente emblematica è la scena in cui la Neri, completamente nuda, emerge tra i fumi di una vasca dopo una vera e propria doccia a base di sangue virginale: una immagine finita giustamente anche sulle locandine e che risulta essere, per l’ appunto, il manifesto dell’ intero film. Da vedere.

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Siamo intorno al 1800. L’ archeologo Karl Shiller (Mark Damon) sta conducendo da tempo degli studi su un antico e preziosissimo anello dei Nibelunghi, ritenuto capace di straordinari poteri e di dominio assoluto su tutte le creature della terra; secondo la leggenda ciò avverrebbe soprattutto nelle notti di plenilunio, nel momento esatto in cui la luce della luna piena colpisce la pietra rossa simile ad un rubino (estratta da un antico meteorite precipitato sui monti Carpazi) incastonata nella montatura d’ oro dell’ anello stesso. Karl ha intenzione di trovare l’ anello per donarlo ad un museo e mette al corrente del suo progetto suo fratello gemello Franz (sempre Mark Damon, controfigurato nei controcampi da Sergio Pislar). Le ricerche partiranno proprio dalla Transilvania, terra notoriamente di vampiri, e più precisamente dal castello appartenuto al conte Dracula. Franz ammonisce Karl sui pericoli cui andrebbe incontro ma Karl gli mostra un potentissimo amuleto, inneggiante al demone Pazuzu, in grado di proteggere chiunque lo indossi da ogni creatura maligna, vampiri compresi. L’ intraprendente Franz, animato da tutt’ altro spirito rispetto al fratello, decide di mettersi anch’ egli sulle tracce dell’ anello per pura bramosia di potere e, dopo aver rubato a Karl l’ amuleto protettivo di Pazuzu, si mette in viaggio. Giunto in Transilvania, trova alloggio in una locanda e stringe amicizia con la giovane e bella Tania (Francesca Romana D’Avila), figlia del locandiere, che lo informa sulle leggende circolanti intorno al castello e sull’ avvicinarsi del temutissimo “plenilunio delle vergini”: ogni 50 anni, durante la prima notte di luna piena, 5 giovani vergini spariscono misteriosamente dal villaggio… Il plenilunio delle vergini è previsto per il giorno dopo ma Franz non se ne cura e si reca tranquillamente al castello di Dracula, dimenticando però l’ amuleto sotto il cuscino. Ad accoglierlo c’è una cameriera, Lara (Esmeralda Barros), che gli offre ospitalità in attesa del ritorno della proprietaria, la contessa Dolingen De Vries (Rosalba Neri), che naturalmente è una vampira e quindi si paleserà soltanto dopo il tramonto. Franz si spaccia per un architetto desideroso di studiare la struttura del castello e comincia a curiosare nella speranza di trovare il famoso anello… Dopo aver cenato con la contessa i due trascorrono alcuni bollenti momenti d’ amore e Franz viene morso e vampirizzato. Frattanto Karl, messosi sulle tracce del fratello, giunge anch’ egli al castello la sera stessa. La contessa è impressionata dalla straordinaria somiglianza dei due e decide di ospitare anche lui, dopo aver fatto rinchiudere Franz in una bara. Ed è sempre lei, che indossa proprio l’ anello dei Nibelunghi, a dare il via al plenilunio delle vergini chiamando al castello le 5 vergini del villaggio che verranno sacrificate nel corso di un rito magico e propiziatorio che dovrà preludere al suo matrimonio con Franz. Karl, dopo aver scoperto suo fratello ormai vampiro, ha con lui una colluttazione dalla quale esce vincitore e decide di presentarsi alla cerimonia del matrimonio al posto di suo fratello…

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Cast principale:

Mark Damon

Rosalba Neri

Esmeralda Barros

Francesca Romana Davila

Regia: Paolo Solvay (Luigi Batzella)

Edizioni in vhs: 3B Magnum

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

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