Sette orchidee macchiate di rosso (1972)

Pubblicato: 14 dicembre 2014 in Giallo

sette orchidee macchiate di rosso

Buonissimo giallo firmato da Umberto Lenzi che farà sicuramente la gioia degli amanti del genere. Anche se il regista toscano ha sempre preso le distanze dai gialli cosiddetti “argentiani” (e gliene va dato atto soprattutto per quanto concerne i suoi primi 3 gialli complottistici “Orgasmo”, “Così dolce… Così perversa” e “Paranoia”), stavolta firma una pellicola che ricalca decisamente alcuni stilemi tipici del primo Argento che hanno finito poi col caratterizzare l’ intero genere. Si parte dall’ abbigliamento dell’ assassino, vestito di scuro e con guanti neri, anche se qui Lenzi ha simpaticamente “giocato sporco” e in alcune interviste ha rimarcato con orgoglio l’ originalità della sua idea, legata ad un certo modo di vestire tipico di questo killer (ma che ovviamente non posso svelare). Ok, ci sta. Però se questa vogliamo fargliela passare per buona su altri elementi invece non c’ è scampo: l’ ambientazione romana, le vittime che sono tutte donne e il protagonista che si trova coinvolto nella scia dei delitti e indaga per conto suo riuscendo a giungere alle conclusioni molto più in fretta della polizia non possono non farci tornare alla mente “L’uccello dalle piume di cristallo”. Inoltre anche un certo modo di coreografare gli omicidi, piuttosto sanguinosi ed efferati (su tutti quello di Marisa Mell colpita nello stomaco con un trapano elettrico con copiosa fuoriuscita di sangue), è un altro elemento tipico del giallo “alla Dario Argento”. Naturalmente questo non significa affatto che Lenzi abbia copiato da Argento! E’ solo una precisazione per contestualizzare e inquadrare al meglio questa buonissima pellicola (e poi, cinematograficamente parlando, “argentiano” non è mai stato un aggettivo dalla connotazione spregevole). Il cast maschile è di tutto rispetto: Antonio Sabàto svetta su tutti, senza dimenticare un buon Claudio Gora e un Pier Paolo Capponi in veste di commissario poco incisivo (un ruolo pressoché identico a quello che aveva già ricoperto un anno prima ne “Il gatto a nove code” di Argento, ops!). Il cast femminile, poi, è di quelli pesanti anche se molte delle belle attrici utilizzate (Gabriella Giorgelli, Petra Schurrer, Rossella Falk, Marina Malfatti e i suoi soliti vestitini assurdi) si vedono un po’ poco: giusto il tempo di essere uccise… Uschi Glass e Marisa Mell, invece, sono quelle un po’ più presenti ed è davvero un bel vedere, soprattutto per quanto concerne la bella Marisa. Un film che gli amanti del thriller tricolore anni ’70 non possono farsi scappare.

setteorchidee1

setteorchidee2

Una prostituta, Marcella detta la toscana (Gabriella Giorgelli), viene uccisa a colpi di bastone da un finto cliente in un canneto nei pressi del Tevere. Nel palmo della mano l’ assassino le lascia una mezzaluna d’ argento. Mentre il commissario Vismara (Pier Paolo Capponi) inizia ad indagare sul delitto l’ assassino colpisce nuovamente: stavolta tocca alla eccentrica pittrice Kathy Adams, strangolata dentro casa. Anche stavolta l’ assassino lascia sul suo corpo seminudo una mezzaluna d’ argento… La terza vittima è Giulia (Uschi Glass), che è appena convolata a nozze con il disegnatore di moda Mario Gerosa (Antonio Sabàto) ed è in viaggio sul treno per la luna di miele. Approfittando della momentanea assenza del marito, l’ assassino penetra nello scompartimento e la aggredisce a coltellate ma le urla della donna permettono l’ arrivo di un conduttore e quindi il killer fugge frettolosamente senza lasciare sul cadavere il solito monile: stavolta lo spedirà per posta. Miracolosamente Giulia sopravvive all’ aggressione ma la polizia diffonde sui giornali la falsa notizia della sua morte per dissuadere il killer dal riprovarci e per proteggerla: la fresca coppia di coniugi viene quindi nascosta dagli inquirenti in una villa appena fuori Roma. Mentre il commissario si interroga sul movente degli omicidi e sull’ eventuale legame intercorrente tra le vittime Mario mostra a Giulia la mezzaluna d’ argento che l’ assassino le ha spedito a casa e Giulia ricorda chiaramente di averne già vista una identica nell’ estate di 2 anni fa: era il ciondolo di un portachiavi di un americano che aveva soggiornato nell’ hotel di proprietà della sua famiglia, ad Orbetello. A questo punto Mario e Giulia vanno subito ad Orbetello per consultare il registro dei presenti nell’ hotel in quel periodo ma qualcuno li ha preceduti e ha strappato una pagina. Tuttavia, spulciando nel registro, tra i nominativi spiccano quelli di Kathy Adams e di Ines Tamborini, vero nome della prostituta uccisa. Poichè sembra chiaro che l’ assassino abbia preso di mira le donne ospiti dell’ hotel in quel periodo (che erano sette) Mario teme che anche le altre siano in pericolo. Detto fatto: un’ altra di loro (Rossella Falk) viene uccisa, affogata in una vasca da bagno, nella clinica psichiatrica che la ospitava. E dopo di lei tocca ad una giovane insegnante di scuole medie (Petra Schurmann) che, nonostante la protezione della polizia, viene strangolata nel confessionale di una chiesa. Restano altre due potenziali vittime: una è già morta per cause naturali e un’ altra (Marisa Mell) si trova in Sudafrica ma sta tornando in Italia. Parallelamente alle indagini della polizia Mario indaga per suo conto e, grazie al marito (Claudio Gora) dell’ unica donna non uccisa dal killer, stende un identikit del misterioso americano. Mostrando l’ identikit in lungo e in largo, Mario Scopre il nome dell’ uomo: Frank Saunders, morto in un incidente d’ auto l’ estate di 2 anni prima. Il medico dell’ ospedale ricorda che l’ uomo non era alla guida della sua auto e che, dopo l’ impatto, fu lasciato agonizzante a morire dissanguato. Intanto sulla sua tomba qualcuno ha lasciato sette orchidee macchiate di rosso…

setteorchidee3

setteorchidee4

Le musiche di Riz Ortolani, eccezion fatta per il tema dei titoli testa (con un tema interessante basato su una insistente linea di basso), sono interamente riciclate da un altro giallo firmato da Lenzi nel 1969: “Così dolce… Così perversa”. In particolare si può ascoltare il tema principale “Why?” in varie versioni strumentali e anche nella versione cantata da J. Vincent Edward.

setteorchideetitoli

Cast principale:

Antonio Sabàto

Uschi Glass

Pier Paolo Capponi

Marisa Mell

Marina Malfatti

Rossella Falk

Gabriella Giorgelli

Regia: Umberto Lenzi

Edizioni in vhs: Lamberto Forni

Edizioni in dvd:

Next: formato video 2,35:1 letterbox

Neo Publishing (Francia): formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Ottima recensione e ottimo film. Ho trovato la pellicola di Lenzi estremamente interessante e godibile. Belle le ambientazioni degli omicidi e ottime le interpretazioni.

  2. Gianluca P. ha detto:

    Bel film questo di Lenzi, le musiche non mi hanno colpito tantissimo però la trama è interessante e il movente (e modus operandi) è originale… purtroppo bisogna spoilerare quando si commenta un film giallo, altrimenti parliamo di aria fritta… io personalmente a volte vado proprio a frugare tutto prima di imbarcarmi nella visione o nella lettura di un giallo. Quindi dico che anche qui, come in “Solamente nero” di Bido, l’assassino è costretto a “passare in rassegna” (perdonatemi la licenza poetica), non conoscendole, tutte le persone (7 donne, quelle del titolo) di una certa lista per poter essere sicuro di uccidere quella REALMENTE colpevole dell’omicidio della persona a lui cara. In sostanza, 6 delle vittime (anzi 5, perchè la protagonista principale si salva alla fine) pagano senza aver commesso niente… E questa è una soluzione interessante e originale come dinamica in un film giallo. La frase che più mi ha colpito, pronunciata da Sabato: “E’ morto nell’ospedale militare'”. Andatevelo a vedere perchè merita…

  3. francesco ha detto:

    Molto bello e teso fino alla fine. Mi è sembrato più compatto rispetto al gemello “gatti rossi in un labirinto di vetro” (che forse è più debole come sceneggiatura ma sorretto da ottima regia e colonna sonora d’impatto). Cmq sia Argento che gli “argentiani” traggono sicuramente ispirazione dal grande maestro di tutti:Maro Bava. A mquesto film ha ricordato e non solo per il titolo “sei donne per l’assassino” (scena nella vasca da bagno? – abbigliamento e movenze del killer ?).
    Piccola curiosità: la Mell in questo film ha una gemella: se non ricordo male anche in un altro film giallo (di altro regista) in cui era protagonista aveva una gemella….non dico il titolo per non spoilerare il film in questione….ambientato a San Francisco….

  4. johntrent70 ha detto:

    E’ una vecchia “diatriba”… Bava ha dato il la e Argento ha codificato il genere. Ecco perchè si tende a parlare maggiormente di giallo argentiano anzichè baviano… Ciò nulla toglie al genio di Bava (che adoro) ma è un fatto storico che, subito dopo “L’uccello dalle piume di cristallo”, sia uscita nelle sale una pletora di film gialli… E aggiungo per fortuna, perchè è un genere che amo molto…
    Sul film con la Mell penso di scrivere qualcosina in futuro nel blog parallelo a questo, visto che qui siamo confinati nel decennio 1970-1979 e non rientriamo per un pelo… 😉

    • Francesco ha detto:

      Già infatti il film in questione (un caposaldo del genere) dovrebbe essere del 1969, tra l altro scritto anch esso dal regista e da Gianviti ( come sette orchidee). Dimenticavo di chiederti un particolare: all inizio del film (Sette orchidee) viene uccisa una donna, che nn è una delle 7, che ha una foto della Mell sul comodino. Nel corso del film nn si da per niente risalto all episodio. è per caso un errore di montaggio?la donna uccisa chi è?

  5. johntrent70 ha detto:

    Non è chiaro. La foto sul comodino non è della Mell ma di Gabriella Giorgelli, la prostituta detta “la toscana” (ufficialmente la prima vittima uccisa dal killer della mezzaluna d’argento). Vista l’età della donna suppongo sia la madre della toscana ma il motivo del suo omicidio mi sfugge.

    • Francesco ha detto:

      Probabilmente è stata tagliata qalche scena precedente o successiva correlata a questo omicidio e che ne attribuiva un significato. Grazie cmq del chiarimento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...