Nude per l’assassino (1975)

Pubblicato: 4 gennaio 2015 in Giallo

nude per l'assassino

Andrea Bianchi è sicuramente un regista di culto che gli appassionati di cinema di genere italiano ben conoscono. Famoso per i suoi film erotici, qui si cimenta nel giallo ma vi aggiunge un tocco autoriale che si può “captare” anche nel titolo: le protagoniste del film sono praticamente quasi sempre nude! L’ unica eccezione è rappresentata dalla bionda tedescona Solvi Stubing, famosa in Italia per essere stata testimonial della birra Peroni in svariate pubblicità… Il resto del cast femminile, tra l’ altro estremamente nutrito, si mostra invece con disinvoltura ed esibisce le proprie grazie senza lasciare nulla all’ immaginazione. E’ vero che il giallo con spinte connotazioni sexy non è una novità nel cinema italiano (Sergio Martino docet) ma Bianchi, futuro esponente di spicco della golden age del porno italiano degli anni ’80, ci dà dentro di brutto con scene quasi al limite dell’ hard (il finale pecoreccio è qualcosa di stupefacente!) e con le attrici che mostrano le pudenda spesso e volentieri. Parliamo di Femi Benussi (i cui nudi integrali frontali non si contano), di Erna Schurer e della anonima e un po’ attempatella starlette Amanda. Ma parliamo anche della protagonista principale, ovvero la divina Edwige Fenech, che per l’ occasione sfoggia un quasi inedito capello corto: anche i suoi nudi sono parecchio insistiti e in una scena d’ amore con Nino Castelnuovo si intravede di sfuggita finanche il pelo… Per dovere di cronaca aggiungiamo che la prima e unica volta in cui la Fenech si mostrerà interamente nuda full frontal sarà l’ anno dopo nel film “La pretora” di Lucio Fulci… Ma qui ci sono le prime avvisaglie… Le varie definizioni di porno-giallo, sexy trash e così via che a volte ho letto in giro a proposito di questo film sono ovviamente forzate e scorrette però c’è da dire che Bianchi, autore anche del soggetto originale, è un regista amante dell’ estremo e che, pur non girando scene hard esplicite, imbottisce la trama di così tanti nudi (per lo più assolutamente gratuiti) che rendono questo giallo come uno dei più spinti in assoluto (e che gli varrà un meritatissimo “rigorosamente vietato ai minori di 18 anni”). Il film in sé è comunque un discreto thriller che prende parecchi spunti da alcuni illustri predecessori: il movente richiama senz’ altro “Cosa avete fatto a Solange?” del 1972 e il look dell’ assassino con tuta nera di pelle e casco nero integrale da motociclista si rifà indubbiamente a quello del killer de “La polizia chiede aiuto” del 1974 (e pazienza se invece di andare in moto gira sempre in macchina)… Inoltre, prima di colpire, l’ assassino apre sempre i rubinetti dell’ acqua e la fa scorrere in modo tale da ricreare le stesse condizioni che hanno liberato la sua follia (proprio come l’ assassino di “Profondo rosso”, film uscito pochi mesi prima nelle sale, che prima di uccidere faceva partire una nenia infantile, cornice occasionale del suo trauma scatenante). Buone anche le musiche originali di Berto Pisano, con un tema principale jazzato e “sussurrante”. Da vedere.

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Una giovane fotomodella, Evelyn, muore in seguito ad un aborto clandestino. Il dottore che le ha praticato l’ intervento, in combutta con un complice, trasporta la ragazza a casa sua e la posiziona nella vasca da bagno, tentando di simulare una morte per cause naturali. Di lì a poco il medico viene ucciso a pugnalate sulla soglia del palazzo da una misteriosa figura vestita di nero che indossa un casco da motociclista. La ragazza morta lavorava come fotomodella presso lo studio fotografico Albatros e subito dopo cade sotto i colpi del killer un fotografo dello stesso studio, ucciso sempre a colpi di pugnale ed evirato. Lo studio Albatros è di proprietà di Gisella Mayer (Amanda) che è sì sposata con Maurizio (Franco Diogene) ma che non disdegna di andare a letto con molte delle giovani fotomodelle che ha sotto contratto. Dal canto suo Maurizio vorrebbe fare altrettanto e ci prova con tutte, finendo però col fare cilecca e consolarsi con una bambola gonfiabile… In questo bell’ ambientino lavorano come fotografi Carlo Gunter (Nino Castelnuovo) e la sua assistente Magda (Edwige Fenech). Carlo è un playboy da strapazzo che spesso e volentieri rimorchia giovani e belle ragazze che poi finisce col portarsi a letto con la promessa di una scrittura come fotomodelle; l’ ultima a cadere nella sua rete è Lucia (Femi Benussi), conosciuta in piscina e sedotta in sauna, che viene infatti assunta come modella da Gisella (naturalmente dopo essere passata anche nel suo letto). Magda, invaghita di Carlo da tempo, decide di farsi avanti e i due iniziano una relazione ma il killer in tuta da motociclista, intanto, continua a mietere vittime: Lucia viene uccisa e ritrovata nuda nel bagagliaio della sua auto e Maurizio viene ucciso a casa sua dopo l’ ennesimo tentativo di seduzione fallito nei confronti di Doris (Erna Schurer), altra modella che lavora per lo studio Albatros e amante storica di sua moglie. Visto che i delitti ruotano tutti intorno allo studio e che la polizia brancola nel buio Carlo e Magda decidono di indagare…

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O tanto o niente. Mentre molti dei film dei quali abbiamo disquisito su queste pagine attendono ancora un’ edizione decente in home video che li possa rendere fruibili al grande pubblico “Nude per l’assassino” ha goduto, invece, di parecchie edizioni in dvd all’ estero (Germania e Francia) e di una anche in Italia. Tutte le edizioni estere presentano anche l’ italico idioma e addirittura negli USA hanno editato un blu-ray da leccarsi i baffi (e sempre con audio italiano)! Sicuramente l’ edizione dvd italiana è ottima (il master è identico a quello francese) mentre quella tedesca presenta l’ inspiegabile taglio di una scena di circa 30 secondi (quella di Castelnuovo che dall’ ospedale telefona alla Fenech e le indica il punto in cui ha gettato in un cestino un rullino con foto compromettenti), inserita poi tra gli extra del dvd(!) e la cui assenza, francamente, complica notevolmente le cose per lo spettatore e gli rende complesso seguire lo svolgimento della storia: come fa infatti la Fenech a sapere che in una certa via di Milano, in un cestino dei rifiuti, c’ è, guarda caso, un rullino fotografico? Comunque, sul versante home-video, la cosa più interessante su cui dobbiamo soffermarci è il prologo di circa 3 minuti che precede i titoli di testa. In tutte le versioni dvd (italiana, tedesca e francese) questo prologo è a colori ma nella vecchia edizione italiana in vhs era virato interamente in blu. E il blu-ray a stelle e strisce presenta nuovamente, nelle scene iniziali, questi colori alterati. La domanda da un milione di dollari è: qual è l’ edizione che si è vista nelle sale nel 1975? Quella con il prologo in blu o a colori? Io propenderei per il prologo virato, giacchè l’ edizione in vhs presentava il telecinema di una vecchia copia positiva d’ epoca. E’ molto probabile che il negativo originale (dal quale sono stati poi ricavati i master per i dvd) avesse il prologo a colori e che poi lo stesso venisse virato in blu in fase di stampa delle copie positive che avrebbero poi girato nelle sale. Quindi credo proprio che gli americani abbiano prodotto un ottimo blu-ray proponendo il film nella maniera corretta.

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Cast principale:

Edwige Fenech

Nino Castelnuovo

Femi Benussi

Solvi Stubing

Erna Schurer

Franco Diogene

Regia: Andrea Bianchi

Edizioni in vhs: Avo

Edizioni in dvd: Surf, X-Rated (Germania) e Neo Publishing (Francia)

Edizioni in blu-ray: Blue Underground (USA)

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Come sempre riesce a coinvolgere il lettore e incuriosirlo nei confronti del film recensito. Dopo aver letto il suo articolo mi è venuta una grande curiosità di vedere la pellicola in questione. Complimenti.

  2. Con i miei ricordi fanciulleschi, di Castelnuovo in versione pubblicitaria che salta una staccionata, trovarlo in queste vesti “scollacciate”, e contornato da belle ragazze, è stata una simpatica scoperta. Carino comunque il film, anche se la parte godereccia, a mio parere sovrasta quella stilistica e narrativa.

  3. johntrent70 ha detto:

    Beh, la regia di Andrea Bianchi è emblematica in tal senso… Basta scorrere un po’ la sua filmografia… 😉
    E Castelnuovo resterà a vita l’uomo che salta la staccionata, su questo non c’è dubbio…

  4. benez256 ha detto:

    Film che è piaciuto anche a me…non fosse altro per la presenza di Edwige Fenech in un ruolo che non sia quello della donna fragile come in molti gialli firmati Sergio Martino…

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