La polizia sta a guardare (1973)

Pubblicato: 11 gennaio 2015 in Poliziesco

la polizia sta a guardare

Dopo il folgorante (e meritato) successo de “La polizia ringrazia” del 1972 il poliziesco all’ italiana comincia a prendere sempre più quota. E’ passato un anno e prima che il genere si consolidi e vengano alla ribalta i futuri commissari di ferro che lo caratterizzeranno in maniera definitiva (Franco Nero, Maurizio Merli, Luc Merenda & friends) tocca ancora ad Enrico Maria Salerno fare la parte del leone e interpretare un altro dei “protocommissari” che combattono il crimine e la violenza dilagante. Anche se stavolta impersona un questore e non un commissario il suo personaggio ha strettissimi punti di contatto con il prototipo dell’ anno precedente e lo ricalca anche dal punto di vista strettamente fonetico (ne “La polizia ringrazia” si chiamava Bertone e qui Cardone). Le tematiche nere ed eversive sono presenti anche stavolta ma con la variante di una serie di rapimenti di giovani rampolli figli di ricchi industriali: i proventi dei riscatti potrebbero finanziare addirittura un clamoroso colpo di stato… Salerno è sempre un attore straordinario e regala un’ interpretazione assolutamente intensa e magistrale, ben supportato da un ottimo Lee J. Cobb. Inutile invece la melliflua presenza del solito pesce lesso Jean Sorel la cui loffia performance recitativa viene leggermente arricchita dal doppiaggio di Pino Locchi (futura voce, ironia della sorte, di Maurizio Merli in tanti altri polizieschi); fortunatamente qui il bel marsigliese si vede poco, almeno questo. Curiosità: il ragazzo che interpreta il figlio di Enrico Maria Salerno è il suo vero figlio, Giambattista. Nel cast femminile abbiamo invece Laura Belli (anch’ essa vista ne “La polizia ringrazia”) e una brava Luciana Paluzzi. La regia è affidata a Roberto Infascelli che però, dopo questa esperienza, lascerà la macchina da presa per dedicarsi prevalentemente all’ attività di produttore. Da vedere.

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In una non ben precisata cittadina del Nord Italia la polizia si trova a dover fronteggiare periodicamente alcuni sequestri di persona. L’ ultimo, in ordine di tempo, è quello del figlio del commendator Boletti per il quale vengono pagati dalla famiglia 400 milioni di lire. Le condizioni dei rapitori sono sempre le stesse: trattare direttamente con le famiglie e pretendere che la polizia non venga messa al corrente dell’ accaduto se non dopo il pagamento del riscatto, pena l’ uccisione del sequestrato. Per questi motivi la polizia è quindi praticamente inerme e il questore Jovine (Lee J. Cobb), stanco e frustrato, rassegna le proprie dimissioni. Il suo posto viene preso dal dottor Cardone (Enrico Maria Salerno) che, fin dal suo arrivo, si dimostra uomo tutto d’ un pezzo e dal pugno di ferro. Uno dei suoi principi fondamentali consiste nel non scendere mai a patti con i criminali e lo mette subito in pratica durante una rapina in banca: 2 uomini tengono in ostaggio 3 persone ma Cardone non si fa intimidire e li costringe alla resa. Riesce sì ad arrestarli ma, al contempo, rischia tantissimo e si schiera apertamente contro il procuratore (Jean Sorel) che invece avrebbe voluto trattare per non mettere in pericolo la vita degli ostaggi. Fortunatamente stavolta tutto finisce bene… Cardone insiste anche in una sua personale crociata contro l’ anonima sequestri e comincia a riaprire le indagini sui rapimenti archiviati. Ma non è tutto: riesce anche a sventare il rapimento del figlio di un noto industriale, impedendo il pagamento del riscatto in seguito ad una serie di intercettazioni telefoniche non autorizzate. Per aggirare la polizia i sequestratori avevano utilizzato come tramite la madre del giovane Boletti (Luciana Paluzzi), il ragazzo rapito 6 mesi prima, con la minaccia di rivelare al marito della donna una sua relazione extra-coniugale; Cardone riesce però a “dirottarla” in questura con la borsa contenente il riscatto (altri 400 milioni)… Il giovane viene poi ritrovato morto e la stampa è già pronta a scagliarsi contro il nuovo questore ma l’ autopsia rivelerà che il poveretto era già stato ucciso 3 giorni prima, quindi il giorno stesso del rapimento. Ciò nonostante i rapitori avevano chiesto ugualmente il riscatto! Dunque anche stavolta Cardone ne esce bene, seppur per il rotto della cuffia… A questo punto, per dargli una severa lezione, la solita banda di sequestratori decide di rapire suo figlio Massimo, giovane studente universitario. Il prezzo da pagare, stavolta, non è elevato come i precedenti: i rapitori sanno che Cardone non è certamente milionario e quindi richiedono una cifra simbolica pari ad un mese del suo stipendio. Ora il dilemma per il questore è atroce e duplice: accettare le condizioni dei criminali significherebbe non solo sconfessare tutte le sue teorie ma dimostrerebbe anche all’ opinione pubblica che quando c’ è un coinvolgimento “personale” la polizia agisce in maniera diversa rispetto a quanto invece farebbe se si trattasse di cittadini qualsiasi…

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L’ ottima colonna sonora di Stelvio Cipriani (tesa, trascinante e malinconica) è un must assoluto nell’ ambito del genere poliziesco. Il tema principale verrà poi riproposto identico nel successivo “La polizia chiede aiuto” e con qualche variante nell’ arrangiamento in “Tentacoli”Tuttavia l’ opera di riciclo coinvolge la soundtrack anche di questo film, giacchè in varie sequenze riecheggiano spesso le note di uno dei temi del precedente “La polizia ringrazia”. Insomma è un bel guazzabuglio ma le musiche del Maestro Cipriani sono, comunque, sempre da amare.

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Cast principale:

Enrico Maria Salerno

Lee J. Cobb

Jean Sorel

Luciana Paluzzi

Laura Belli

Regia: Roberto Infascelli

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 2,35.1 anamorfico

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