I guappi (1974)

Pubblicato: 25 gennaio 2015 in Noir

i guappi

“Desidero diventare picciotto onorato.” “Che significa picciotto onorato?” “Picciotto onorato significa: servo dei camorristi che tiene miele in bocca e rasoio nel cuore” “E perchè?” “Il miele serve per addolcire le questioni, il rasoio per scacciare le infamie.”

Spettacolare pellicola di Pasquale Squitieri che con questa opera firma, forse, il suo capolavoro. Il regista napoletano rilegge a modo suo i metodi e le regole della camorra che, con la caduta del regno borbonico, rappresentava il vero “ordine” nella città partenopea e scrive una storia, per molti versi, epica. Avvantaggiato dalla profonda conoscenza della città, Squitieri si districa abilmente nelle piazze, nelle strade e nei vicoli di Napoli e la sua cinepresa gira scene memorabili in locations meravigliose. Il cast principale è composto da 2 stelle affermate come Franco Nero e Claudia Cardinale e da una stella in ascesa, Fabio Testi, che con il suo fisico imponente e statuario dà vita al personaggio di un guappo di ferro, Don Gaetano Fungillo, che lo consacra definitivamente e gli permette di entrare nel cuore dello spettatore fin dalle prime scene. Inizialmente il tono del film sembra quasi farsesco: a Franco Nero gli scugnizzi rubano la valigia nascondendola sotto un carretto e nel vicolo dove abita il guappo Testi c’ è un silenzio quasi irreale; nessuno, infatti, osa parlare o fare rumore fino a quando lui non si sveglia… Nel momento in cui Testi si alza dal letto allora tutti iniziano le proprie attività e ad attenderlo nei pressi di casa sua c’è Gigino ‘O Carognone (Nino Vingelli), pronto a ricevere l’ umiliazione quotidiana impostagli in seguito ad una spiata. Invece di ucciderlo, Testi ha infatti sentenziato che gli sputerà in un occhio tutte le mattine un tot di volte appena uscito di casa, alternando l’ occhio destro e il sinistro. E nel momento in cui inizia la nostra storia al Carognone restano da scontare ancora oltre 200 sputi… Ma dopo questo inizio un po’ beffardo e canzonatorio la pellicola cambia registro e realizza uno strepitoso compromesso tra cinema di impegno civile e cinema popolare, concedendo ben pochi spazi ai sorrisi. Anche la ricostruzione storica risulta estremamente convincente, nonostante qualche necessaria concessione ad alcuni momenti folkloristici che comunque non stonano con il contesto. Fondamentale è anche il doppiaggio, con un cast di doppiatori che definire stellare è quasi riduttivo: Giuseppe Rinaldi (doppiatore ufficiale di gente come Marlon Brando, Paul Newman e Jack Lemmon) presta la voce a Fabio Testi, Pino Colizzi doppia Franco Nero e Pino Locchi doppia Raymond Pellegrin, altro grandissimo protagonista che contribuisce in maniera determinante alla riuscita del film. Meraviglioso il finale, con un lunghissimo piano sequenza senza stacchi di una cinepresa che compie autentiche acrobazie uscendo lentamente da un tribunale attraversando corridoi, inerpicandosi nei vicoli e trasportando lentamente lo spettatore in uno spazio temporale che va da fine ‘800 al 1974. Grande cinema.

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Napoli, 1891. Nicola Bellizzi (Franco Nero), ex scugnizzo noto come “Coppola rossa”, dopo aver scontato 6 anni di riformatorio ha abbandonato la strada e ha deciso di intraprendere la via dello studio; sogna di diventare avvocato, studia anche di notte e, paradossalmente, ciò lo porta ad essere mal visto e lo costringe ad abbandonare il suo quartiere. Giunto in un nuovo quartiere, dove ha preso una stanza in subaffitto, si scontra con il guappo locale, Gaetano Fungillo (Fabio Testi), detto “Gaetano Cor ‘E Fierro”: pizzicato a giocare a morra senza essere stato autorizzato, Nicola subisce la provocazione di Don Gaetano che lo schiaffeggia. La resa dei conti si avrà di giorno in un bar dove i due si sfidano in un duello rusticano all’ arma bianca (rasoio contro coltello) ma la polizia sopraggiunge prima che i 2 si feriscano e li costringe a desistere dai loro propositi: interrogato dal delegato di Pubblica Sicurezza Aiossa (Raymond Pellegrin), Nicola afferma che lui e Don Gaetano sono grandi amici e lo scagiona da ogni accusa. Ciò lo fa entrare nelle grazie del guappo e da questo momento tra i due si instaura una profonda amicizia. Don Gaetano ammira molto Nicola e, dopo un po’, lo presenta al gran consiglio della camorra che lo sottopone ad un rito iniziatico che lo fa diventare “picciotto onorato”. Nicola non può sottrarsi e per lui è un grande smacco, visto che il desiderio di giustizia e lo studio della legge riempiono da sempre la sua vita e ora si ritrova anch’ egli, suo malgrado, ad essere un guappo affiliato alla camorra. Uno dei capi (Edoardo Mascia) fa presente a Don Gaetano che, proprio nel suo quartiere di “competenza”, Vincenzo ‘O Pazzariello (Benito Artesi) ha aperto un’ osteria senza essere stato autorizzato dall’ Onorata Società. Don Gaetano pone prontamente rimedio all’ affronto, uccidendolo a coltellate. Il delegato di Pubblica Sicurezza Aiossa, uomo dal passato poco limpido (era anch’ egli un ex camorrista poi “pentito” e passato dalla parte della giustizia), riceve una soffiata e predispone una trappola: convoca in commissariato Lucia Esposito (Claudia Cardinale), la donna di Don Gaetano, e le fa credere di avere prove schiaccianti nei confronti del suo uomo che sicuramente gli costerebbero la galera per molti anni. Tuttavia egli si mostra disposto a far cadere tutte le accuse se lei gli si concederà carnalmente… Lucia cede quindi al sordido ricatto e Aiossa la stupra su un tavolaccio all’ interno di una cella di sicurezza. Mentre le ore passano e Lucia non fa ritorno a casa il tarlo della gelosia comincia a farsi strada nella mente di Don Gaetano, anche perchè qualcuno gli ha fatto sapere di aver intravisto Lucia nei pressi della casa dove alloggia proprio Nicola… Allora, nel cuore della notte, Don Gaetano penetra nella casa e qui trova il buon Nicola addormentato sui libri e sui manuali di giurisprudenza. Nicola non gli aveva mai confidato questa sua volontà di studiare e questa scoperta non solo rincuora il guappo (che così ha la certezza che il suo amico non gli insidia la donna) ma suscita in lui ancor più ammirazione nei confronti dell’ amico… Lucia, ancora sotto shock per la violenza subita, torna a casa e viene prontamente incalzata da Don Gaetano che la costringe a rivelarle la verità. Ecco che così scatta la trappola di Aiossa: ben conoscendo la mentalità dei guappi, egli è convinto che Don Gaetano vorrà vendicare il suo onore uccidendolo e quindi lo attende all’ esterno del commissariato. Naturalmente Don Gaetano si precipita immediatamente ad uccidere Aiossa ma, prima che riesca a colpirlo mortalmente, viene sopraffatto dai poliziotti ed arrestato. E non è tutto: per fargli avere una condanna più grave Aiossa lo incriminerà di tentato omicidio per ordine della camorra e non certo per motivi di onore… Indovinate chi sarà l’ avvocato che difenderà Gaetano Core ‘E Fierro?

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La colonna sonora, rigorosamente napoletana, è composta da Franco e Gigi Campanino, figli d’arte del maestro Mino Campanino (ex maestro di Sergio Bruni, tanto per fare un nome) ed è perfettamente azzeccata. Tocca vette di lirismo inusitate fin dai titoli e accompagna con i giusti toni “epici” le sequenze più drammatiche. Meravigliosa. Segnalo che, sul versante home video, è ottima l’ edizione in dvd tedesca con audio italiano e video anamorfico, da preferire senza alcun dubbio rispetto all’ edizione italiana in letterbox.

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Cast principale:

Franco Nero

Fabio Testi

Claudia Cardinale

Raymond Pellegrin

Lina Polito

Regia: Pasquale Squitieri

Edizioni in vhs: Domovideo

Edizioni in dvd: Koch Media (Germania)

Formato video 1,77:1 anamorfico

commenti
  1. Sanchez Arminio ha detto:

    Bellissimo film e grande articolo!
    Grazie!

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