Sette scialli di seta gialla (1972)

Pubblicato: 15 febbraio 2015 in Giallo

sette scialli di seta gialla

Nel 1972 il fenomeno del giallo all’ italiana portato al successo da Dario Argento è in pieno fermento: i titoli brulicano e si susseguono senza soluzione di continuità e sono molti i registi che si cimentano col genere per la prima volta, anche con risultati apprezzabili. E’ il caso di Sergio Pastore che dirige questo più che discreto giallo di ambientazione danese ispirandosi a illustri modelli e saccheggiando furbescamente un po’ qua e un po’ là. Qualche esempio: l’ idea del protagonista che indaga meglio della polizia su una serie di omicidi è di chiara matrice “argentiana” ma Pastore (autore anche della sceneggiatura insieme a Sandro Continenza e Giovanni Simonelli) non si fa scrupoli e si inventa un Anthony Steffen protagonista cieco che richiama fin troppo palesemente il Karl Malden ne “Il gatto a nove code”. Non solo: anche il doppiatore (Sergio Graziani) è lo stesso! La girandola dei delitti all’ interno di un atelier di moda, poi, si rifà in maniera evidente al prototipo “baviano” “Sei donne per l’assassino”. Aggiungiamoci anche il dettaglio di un rumore particolare percepito durante una telefonata dell’ assassino che permette di individuare il luogo dal quale sta telefonando (esattamente come ne “L’uccello dalle piume di cristallo”) e, dulcis in fundo, ci piazziamo una citazione ancora più colta con un omicidio di efferata violenza commesso sotto la doccia a suon di rasoiate (“Psycho” docet). In questo mare magnum di riferimenti a film già visti va però anche spezzata una lancia a favore del buon Pastore: nel 1985 Carlo Vanzina riprenderà proprio il finale di “Sette scialli di seta gialla” e lo riproporrà pressochè identico nel suo “Sotto il vestito niente”, film ambientato nel mondo della moda (appunto). Il giallo di Pastore, pur non avendo chissà quali grandi pretese, è comunque abbastanza godibile e si avvale di uno stuolo di belle donne da leccarsi i baffi: Sylva Koscina, Isabelle Marchall e Shirley Corrigan regalano anche dei nudi notevoli e, seppur vestite, completano più che degnamente il parterre di attrici le graziose Annabella Incontrera e Liliana Pavlo con l’ aggiunta della moglie del regista, Giovanna Lenzi (accreditata come Jeannette Len). Ultima curiosità: abbiamo già detto che il protagonista è cieco. Nello specifico è un maestro di pianoforte che sta componendo la colonna sonora di un film giallo. Orbene, grazie ad alcune sequenze che si vedono scorrere in moviola (l’ omicidio di Anita Strindberg commesso con un tagliacarte) scopriamo che il film che starebbe musicando è “Una lucertola con la pelle di donna” diretto da Lucio Fulci l’ anno prima! Sempre a proposito di musiche diciamo anche che la colonna sonora di Manuel De Sica, che spazia da melodie romantiche al pop psichedelico e alla bossa nova, è elegante e azzeccata. Consigliato.

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Paula Whitney (Isabelle Marchall), indossatrice di un importante atelier di moda di Copenaghen, ha deciso di troncare la sua relazione con il maestro di pianoforte Peter Oliver (Anthony Steffen). Peter, che è cieco, riceve la “notizia” tramite una lettera che Paula gli fa recapitare da un cameriere del ristorante dove si incontrano tutte le sere. Anche quella sera Peter è lì ad aspettarla e, prima di andar via, riesce a percepire i brandelli di una conversazione tra 2 persone sedute in un privè alle sue spalle; uno dei 2 si alza e gli passa accanto, lasciandosi alle spalle un odore particolare. Si tratta di una donna che indossa una mantella bianca con cappuccio… Quella stessa notte Paula viene uccisa nel suo camerino: poco dopo aver indossato uno scialle di seta gialla che un misterioso ammiratore le aveva regalato, viene aggredita da un gatto nero (che la graffia sul collo) e muore sul colpo. La donna dalla mantella bianca è presente sul luogo del delitto e si allontana portando via con sé il gatto all’ interno di un cesto… L’ ispettore Jansen (Renato De Carmine) conduce le indagini e interroga le altre modelle, la proprietaria dell’ atelier Francoise Valley (Sylva Koscina) e anche il suo convivente Victor Morgan (Giacomo Rossi Stuart): ovviamente nessuno sa nulla… Anche il cugino di Paula, Harry, titolare di un’ agenzia fotografica, viene ucciso, pugnalato al collo. Sul posto gli agenti trovano alcune foto compromettenti di Paula a letto con Victor e dunque l’ ispettore sospetta di lui: il movente potrebbe essere il tentato ricatto di Paula nei suoi confronti ma l’autopsia rivela che la donna è morta a causa di un collasso cardiocircolatorio, dunque per cause naturali. Il caso sembrerebbe chiuso ma un’ altra manequin, Helga (Annabella Incontrera), sembra aver capito tutto e minaccia telefonicamente l’ assassino di rivelare la verità. Ecco quindi che anche Helga cade sotto i graffi del gatto, dopo aver ricevuto anch’ essa a casa uno scialle identico a quello del primo omicidio. Anche stavolta la morte sembra avvenuta per cause naturali. Il maestro Oliver, intanto, non si dà pace per la morte di Paula e inizia ad indagare per suo conto con l’ aiuto del suo maggiordomo Burton (Umberto Raho) e della migliore amica di Paula, Margot (Shirley Corrigan). La vittima successiva è Wendy (Liliana Pavlo), che aveva una relazione con Helga: temendo che Helga avesse potuto confidarsi, l’ assassino la insegue fino alla stazione della metropolitana e la getta sotto un treno dopo la solita aggressione ad opera del gatto nero. Il ritrovamento di uno scialle e della testa di un gatto nero sulle rotaie è l’ indizio decisivo che spinge Peter verso la verità e rivela un modus operandi dell’ assassino particolarmente ingegnoso: prima regalava alle vittime uno scialle impregnato di un liquido repellente ma inodore per l’ essere umano; poi, una volta che lo scialle era stato indossato, entrava in azione il gatto che, fiutato l’ odore, si scagliava contro la potenziale vittima graffiandola con le unghie che erano state preventivamente cosparse di curaro. Il veleno avrebbe poi provocato l’ arresto cardiocircolatorio… Peccato che questa scoperta non impedisca però all’ assassino di colpire ancora…

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Cast principale:

Anthony Steffen

Sylva Koscina

Shirley Corrigan

Isabelle Marchall

Annabella Incontrera

Giacomo Rossi Stuart

Regia: Sergio Pastore

Edizioni in dvd: Federal

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Buona pellicola, l’ho vista questa notte. Mi sono piaciute le inquadrature con le quali il regista, usando movimenti di camera molto veloci e zoom nervosi, sottolinea lo stato di alterazione mentale della “donna con la mantella bianca”. Molto ingegnoso, anche se un pò barocco, il modus operandi dell’assassino. Come al solito ottima recensione.

  2. johntrent70 ha detto:

    Grazie. Dopo la “metodologia” usata nei primi delitti devo dire che l’omicidio nella doccia è inatteso e spiazzante, oltre che cruento…

  3. Gianluca P. ha detto:

    non mi ha colpito particolarmente questo giallo, soprattutto perchè l’assassino non è coinvolto direttamente negli omicidi (la colpa dei quali viene fatta ricadere sul povero gatto), inoltre le musiche non sono all’altezza di altri film del genere che ho visto. Ok Poe ha fatto scuola col suo celebre romanzo, ma alla fine sempre questo povero gatto nero ci passa…

  4. johntrent70 ha detto:

    Più che al gatto nero qui si strizza l’occhio a “Il gatto a nove code”, con protagonista un cieco che risolve l’enigma. Io lo trovo piacevole da vedere. 😉

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