Racconti fantastici (1979)

Pubblicato: 15 marzo 2015 in Horror, Televisione

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Libero adattamento di una serie di racconti scritti da Edgar Allan Poe (in particolare le raccolte dei “Racconti dell’ incubo e del terrore” e i “Racconti del grottesco e dell’ arabesco”), questo sceneggiato televisivo suddiviso in 4 episodi (ciascuno della durata di circa un’ ora) è una interessante opera firmata da Daniele D’Anza, sceneggiatore e regista cult di molti sceneggiati RAI degli anni ’70. Ovviamente le trasposizioni cinematografiche tratte dai racconti di Poe non si contano (celeberrimo è il ciclo di pellicole targate Roger Corman con Vincent Price degli anni ’60 ma non solo) ma D’Anza (autore anche del soggetto e della sceneggiatura insieme a Biagio Proietti) costruisce stavolta qualcosa di indubbiamente diverso e innovativo: i singoli episodi sono sostanzialmente autoconclusivi ma sempre legati da un filo comune e incastonati in un’ unica cornice narrativa che vede fusi insieme elementi, storie e personaggi presi da svariati racconti (personalmente ne ho contati una dozzina). Anche l’ ambientazione della vicenda rappresenta una novità: non siamo più nell’ 800 ma nel presente (il finire degli anni ’70), con l’ aggiunta di alcuni flashback che trasportano lo spettatore, di tanto in tanto, in svariate epoche. D’Anza punta soprattutto su dialoghi “teatrali” e molto curati e su atmosfere gotiche e decadenti, creando tensione e suspense senza ricorrere praticamente quasi mai agli effetti speciali: una scelta stilistica vincente per un’ opera indubbiamente affascinante, colta e raffinata, supportata da un cast semplicemente spettacolare che comprende fior di attori come Philippe Leroy, Gastone Moschin, Umberto Orsini e Nino Castelnuovo e starlettes di notevole calibro quali Maria Rosaria Omaggio, Dagmar Lassander, Silvia Dionisio e Janet Agren. Il personaggio principale è Roderick Usher (protagonista del racconto “La caduta della casa degli Usher”): egli vive in totale solitudine in una enorme villa e in una campagna che si presenta alquanto ostile e misteriosa. Intorno a lui e alla sua villa, che sembra quasi situata al di fuori del tempo e dello spazio, ruotano le vicende che vedranno coinvolti, di volta in volta, vari personaggi (tipo “Ligeia”, “Morella” o “Eleonora”) che prendono solo il nome dai racconti scritti da Poe.

1° episodio: NOTTE IN CASA USHER

Due uomini, uno anziano e l’ altro molto più giovane, stanno viaggiando a bordo di un’ auto nei pressi di una strada di campagna ma una improvvisa e misteriosa nebbia comincia a ostacolarne il cammino; dopo un po’ il motore si spegne di colpo e l’ auto resta in panne. Nella nebbia sempre più fitta l’ unica luce che si intravede proviene da una imponente villa ed è lì che i due si recano per chiedere ospitalità per la notte. Ad accoglierli c’ è il padrone di casa, Roderick Usher (Philippe Leroy): uomo molto schivo, riservato ed estremamente cortese, preferisce vivere nella penombra rinunciando alla corrente elettrica e affidando l’ illuminazione notturna della villa alla sola luce delle candele. Durante la cena Usher fa presente ai suoi ospiti che sua moglie non vi partecipa a causa di un improvviso malessere e, incalzato dall’ uomo anziano che si mostra affascinato dai tanti quadri presenti nella casa, offre una lunga disquisizione su un quadro raffigurante un vascello inghiottito da un vortice parlandone come una storia vera e citando un antico manoscritto (il riferimento è a “Manoscritto trovato in una bottiglia” e a “Una discesa nel Maelstrom”) vergato dall’ unico naufrago sopravvissuto. Dopo la cena il giovane finge di ritirarsi nella sua stanza ma in realtà esce di nascosto e va in cerca di un meccanico per riparare l’ auto mentre Usher e l’ altro ospite hanno una lunga conversazione: è così che scopriamo che l’ anziano è un giudice (Gastone Moschin) mentre il giovane (Vittorio Mezzogiorno) è un assassino, reo di avere ucciso la persona con la quale viveva (“Il cuore rivelatore”). Il giudice, dopo avergli dato la caccia per anni, lo ha preso in custodia per consegnarlo al boia… Un altro quadro che attira l’ attenzione del giudice in maniera irrefrenabile è il ritratto di una giovane donna (“Il ritratto ovale”) e qui facciamo un’ altra scoperta: Usher rivela che la donna raffigurata (Maria Rosaria Omaggio) è sua moglie Deborah, che egli stesso è l’autore del dipinto e che è morta da 10 anni… Usher racconta di aver inconsapevolmente trasferito la vita della moglie nei colori del suo pennello man mano che ne completava il ritratto, finendo col succhiarle lentamente l’ essenza e fissandone così l’ immagine sulla tela per l’ eternità… Intanto il giovane, dopo aver rintracciato un meccanico nei pressi di un autogrill, scopre incredibilmente che l’ auto in panne risulta invece perfettamente funzionante. Stando così le cose potrebbe anche darsi alla fuga ma invece preferisce tornare nella villa: questa notte in casa Usher sarà bagnata di sangue…

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2° episodio: LIGEIA FOREVER

La notte successiva il silenzio all’ interno di casa Usher viene rotto dal suono di un telefono, proveniente da una stanza chiusa a chiave da moltissimi anni. Roderick Usher la apre ma al telefono non risponde nessuno. Trovandosi in quel luogo, un ampio salone dove in passato si tenevano delle feste da ballo, mette in funzione un grammofono ricoperto di ragnatele e mentre la musica comincia a diffondersi vive in un lunghissimo flashback un antico avvenimento ormai sepolto nel passato: siamo sul finire degli anni ’20 e, in quella stessa enorme stanza, si sta tenendo una festa di ballo in onore di Ligeia (Dagmar Lassander), grande attrice e diva del cinema muto. A Hollywood è in scena la prima del suo film sonoro e suo marito Robert Usher (Umberto Orsini), futuro papà di Roderick, vuole nasconderle che il responso del pubblico è stato disastroso. Ligeia però scopre la terribile verità e si suicida, avvelenandosi… Sono passati 6 anni e Robert ha deciso di risposarsi e di tornare a vivere nella villa ma lo spettro di Ligeia aleggia ancora tra quelle mura e comincia a perseguitare la sua seconda moglie, Morella (Silvia Dionisio). Robert apre per la prima volta la stanza che era rimasta chiusa dal giorno della morte di Ligeia e si rende conto di amarla ancora, rinnegando così la sua seconda moglie e confessando allo spirito della defunta consorte di essersi risposato solo per paura della solitudine ma non per amore. Dopo aver chiuso la stanza a chiave e dopo aver gettato la chiave in un pozzo in giardino, Robert sorprende Morella nella stanza a curiosare tra i cimeli e le foto di scena di Ligeia e la cosa lo infastidisce moltissimo: ma come è possibile che la porta fosse aperta e che la chiave fosse nuovamente al suo posto? A questo  punto il fantasma di Ligeia tenterà di uccidere Morella e Robert non si opporrà…

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3° episodio: IL DELIRIO DI WILLIAM WILSON

E’ l’ anniversario della morte della sua amata Deborah e Roderick Usher ha indetto una festa in maschera all’ interno della sua villa. A sorpresa si presenta però anche un uomo sconvolto e ansimante che sembra scappare da qualcuno o da qualcosa: si tratta di William Wilson (Nino Castelnuovo), un 35enne che Usher conosce bene in quanto sua sorella Eleanor (Janet Agren) aveva avuto per anni una relazione con lui e ne era sempre stata perdutamente innamorata. Wilson è un uomo dal passato fosco e misterioso, dal carattere violento e dispotico, incline all’ ira e dedito all’ alcool e al gioco d’ azzardo. Dopo averne subito per anni l’ influenza nefasta Eleanor ha deciso di troncare il loro rapporto ma, ciò  nonostante, ora Wilson cerca rifugio in casa Usher pur sapendo di non essere esattamente il benvenuto. Roderick gli domanda il perchè di questa visita inaspettata e i motivi che lo hanno turbato e William ripercorre in un flashback gli avvenimenti dell’ ultimo anno: era stato assunto come meccanico presso una scuderia di Formula 1 ma la sua cieca e spudorata ambizione lo aveva spinto a sabotare una monoposto causando così la morte di un collaudatore per poterne prendere il posto. Una volta diventato collaudatore era apparso improvvisamente nella sua vita un uomo misterioso (Giorgio Biavati) che si chiamava William Wilson esattamente come lui, era nato il suo stesso giorno, mese e anno e aveva cominciato a perseguitarlo. Tra i due era dunque nata una strana e insana competizione, con questa sorta di alter ego che inchiodava Wilson di volta in volta dinanzi alle sue responsabilità come un giudice severo e implacabile. L’ ultimo affronto, in ordine di tempo, era avvenuto durante una partita di poker: Wilson, che è un abilissimo baro, aveva vinto una forte cifra giocando contro il suo capo ma al termine della partita aveva fatto irruzione l’ “altro” smascherandolo davanti a tutti. A questo punto, umiliato e furioso, Wilson era fuggito raggiungendo casa Usher… Ora però si accorge che tra gli invitati mascherati c’ è anche l’ altro Wilson che è riuscito a seguirlo anche lì: è giunta l’ ora di regolare i conti…

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4° episodio: LA CADUTA DI CASA USHER

La festa in maschera in casa Usher prosegue ma Eleanor accusa un malessere improvviso e Roderick chiede a tutti gli ospiti di andar via. Il dottore la visita ma ormai il polso è quasi inesistente ed Eleanor muore… Improvvisamente gli invitati tornano indietro e si mostrano spaventati chiedendo ospitalità a Roderick: raccontano di aver visto una grossa e minacciosa nuvola nera e di scene di panico e di delirio collettivo, con la gente impazzita e impaurita in giro per le strade. Da un notiziario televisivo si apprende che c’ è una sorta di allarme generale dovuto alla presenza nell’ aria di una misteriosa nube di origine forse tossica. Gli ospiti sono terrorizzati e si barricano in casa sprangando porte e finestre (“La maschera della morte rossa”) per far sì che la nube non possa contagiarli. Dopo che Roderick ha deciso di seppellire Eleanor nei sotterranei per non uscire all’ esterno un’ enorme mezzaluna d’ acciaio appesa al soffitto comincia misteriosamente ad oscillare (“Il pozzo e il pendolo”) da sola. Ed è a questo punto che Roderick ricorda che, in base ad una antichissima tradizione di famiglia, quel pendolo si sarebbe mosso per annunciare la fine della stirpe degli Usher. Mentre gli ospiti della villa cominciano ad abbandonarsi a comportamenti strani e dissoluti e a confessare i propri delitti per il puro piacere di farlo (“Il genio della perversione”) Roderick si convince di aver seppellito Eleanor mentre era ancora viva (“La sepoltura prematura”)…

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La colonna sonora è affidata ai Pooh nella loro formazione storica e più “longeva” (Facchinetti/Battaglia/Canzian/D’Orazio) e si tratta prevalentemente di 2 brani strumentali pubblicati su un 45 giri. Il primo tema, lento e romantico, funge anche da sigla iniziale e finale: “Fantastic fly”. Il brano è dominato dal minimoog di Roby Facchinetti e dalla chitarra elettrica di Dodi Battaglia e si ascolta nel corso dello sceneggiato in varie versioni, anche soltanto accennato al pianoforte, per creare un’ atmosfera misteriosa ma al contempo quasi malinconica. “Fantastic fly” è una sorta di evoluzione del brano strumentale “Odeon” che veniva eseguito dai Pooh nei loro concerti a partire dal 1977. Questa intro strumentale servirà poi da traino per l’esecuzione live del brano “Terry B” a partire dal 1986. Il secondo tema “Odissey” è invece più ritmato e incalzante e sottolinea a dovere i momenti più drammatici; sul finire degli anni ’70 divenne il brano di apertura della tourné “Viva”. A completare la colonna sonora subentrano poi, di tanto in tanto, anche alcuni brevi spezzoni strumentali pop eseguiti dai Pooh che si ascoltano prevalentemente in sottofondo. Notevole.

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Cast principale:

Philippe Leroy

Gastone Moschin

Vittorio Mezzogiorno

Maria Rosaria Omaggio

Erika Blanc

Dagmar Lassander

Umberto Orsini

Silvia Dionisio

Nino Castelnuovo

Janet Agren

Paola Gassman

Regia: Daniele D’Anza

Edizioni in dvd: Rai – Eri

Formato video 1,33:1 full frame

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