L’anticristo (1974)

Pubblicato: 22 marzo 2015 in Horror

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Horror di imitazione nato sulla scia de “L’esorcista” (è chiaro anche ai sassi che senza quel capolavoro questo film non sarebbe mai esistito) e ben diretto da un solido regista come Alberto De Martino. Stavolta il campo d’ azione del Maligno è Roma, la città eterna, sede del Vaticano e del Papa: insomma il diavolo vuole giocare sul terreno più sfavorito… La possessione demoniaca è raffigurata con effetti speciali artigianali ma efficaci e il 90% della buona riuscita del film si deve alla strepitosa interpretazione di una Carla Gravina in stato di grazia che offre autentici pezzi di bravura e si mostra davvero coraggiosa. Il resto del cast è da leccarsi i baffi: ci sono facce ben note del cinema di genere italiano come Mel Ferrer, Arthur Kennedy, Anita strindberg, Umberto Orsini, Mario Scaccia, un esordiente Remo Girone e una Alida Valli insolitamente doppiata (ma perchè?!). La fotografia è estremamente raffinata ed elegante e non stupisce che sia curata da Aristide Massaccesi (aka Joe D’Amato), uno che in questo campo era davvero un professionista provetto. La sceneggiatura scritta da De Martino insieme a Gianfranco Clerici e Vincenzo Mannino attinge a piene mani dal capostipite di Friedkin (vomito verde, linguaggio scurrile etc.) ma fortunatamente vi aggiunge anche qualche tocco di originalità (la possessione vista come reincarnazione diabolica sepolta nell’ inconscio, le teorie psicanalitiche e un sabba nel bosco audacissimo con la protagonista che lecca le terga… di un caprone!). L’impatto visivo è estremamente potente (il prologo iniziale nel santuario è un autentico pugno nello stomaco) e la pellicola, pur non raggiungendo le sublimi vette di “Chi sei?” (il miglior horror demoniaco italiano), si attesta comunque su un buonissimo livello e riesce ad inquietare non poco. In una sequenza si vede anche, per pochi secondi, un’ immaginetta di Cristo incredibilmente blasfema: non crederete ai vostri occhi…

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Un santuario in Ciociaria è un luogo di speranza per tanti sventurati dove si può assistere ad autentici prodigi: è qui che si reca Ippolita Oderisi (Carla Gravina), giovane appartenente ad una nobile e antica famiglia romana che dall’ età di 12 anni vive bloccata su una sedia a rotelle e spera in un miracolo. La scena che si presenta dinanzi ai suoi occhi è terrificante: ci sono molte persone disperate in preda a spasmi e convulsioni che sembrano possedute dal maligno. Tra questi spicca una giovane ragazza che, dopo aver toccato la veste sacra della statua della Madonna, torna in sé e viene liberata dalla possessione. Ad un altro indemoniato (Ernesto Colli) tocca invece una sorte ben diversa: dopo essersi divincolato dalla folla fugge per arrampicarsi sul tetto di una casa diroccata e si getta nel vuoto. Ippolita tenta di camminare ma non vi riesce e ritorna a casa, accompagnata da suo padre, il principe Massimo Oderisi (Mel Ferrer). Delusa e frustrata, Olimpia si trova in una condizione di grave fragilità psicologica e sente di aver perso la fede. Inoltre nutre una forte gelosia nei confronti di Greta (Anita Strindberg), una giovane studiosa tedesca che coltiva da anni una relazione segreta con suo padre. La sua ostilità non sfugge al genitore che, confidandosi con suo fratello Padre Ascanio (Arthur Kennedy), raccoglie il suggerimento di farla visitare da uno psichiatra molto bravo, il Dott. Sinibaldi (Umberto Orsini). Per non destare sospetti l’ incontro di Ippolita con il dottore viene spacciato per casuale e avviene durante un ricevimento; il dottore le viene presentato come un amico di suo fratello Filippo (Remo Girone) ma Ippolita sorprende tutti intuendo subito che si tratta di uno psichiatra e accetta un colloquio con lui. Il Dott. Sinibaldi la sottopone ad una seduta di ipnosi regressiva: egli è convinto che la sua paralisi sia dovuta ad uno shock psichico e a turbe psicomotorie, visto che le cartelle cliniche non hanno mai evidenziato alcuna lesione fisica. Mentre è ipnotizzata Ippolita regredisce fino all’ età di 12 anni e rivive l’ incidente d’ auto che costò la vita a sua madre: è proprio da quel momento che lei non ha più camminato… Lo psichiatra la spinge a regredire ancora di più e, a questo punto, Ippolita rivive le torture di una sua antenata dapprima costretta dalla famiglia a farsi monaca e successivamente mandata al rogo dall’ inquisizione per stregoneria dopo che era scappata dal convento per unirsi ad una setta satanica: al culmine di un rituale consumatosi in un bosco si era accoppiata sessualmente col maligno in persona e avrebbe dovuto generare l’ anticristo ma, proprio mentre stava bruciando tra le fiamme, si era poi pentita e aveva baciato un crocifisso strappato ad un frate… L’ esito della seduta ipnotica ha del sorprendente: Ippolita riesce nuovamente a camminare ma, da quel momento, inizia a mostrare chiarissimi segni di possessione demoniaca, come se dentro di lei si fosse risvegliata una antica personalità sopita… A nulla serviranno gli stravaganti riti magici di un sedicente guaritore (Mario Scaccia) ingaggiato dalla governante Irene (Alida Valli). Anche Padre Ascanio, inizialmente cauto, dovrà arrendersi all’ evidenza: ci sarà bisogno di un esorcismo…

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La colonna sonora è affidata in tandem ad Ennio Morricone e Bruno Nicolai che si dividono equamente il lavoro in grande amicizia (d’ altronde i due hanno spesso lavorato in coppia). In questo caso le loro partiture musicali, suggestive e affascinanti, sono soprattutto dominate da una serie di violini solisti che si lanciano in svolazzi e virtuosismi e generano un’ incredibile atmosfera angosciante. Il film è uno di quelli che, di tanto in tanto, si vede in tv (anche se in orari da fornai) ma non esiste ancora un’ edizione in dvd con audio italiano: un vero peccato.

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Cast principale:

Carla Gravina

Mel Ferrer

Umberto Orsini

Arthur Kennedy

Alida Valli

Remo Girone

Anita Strindberg

Regia: Alberto De Martino

Edizioni in dvd: Anchor Bay (USA) – audio solo inglese

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. benez256 ha detto:

    Assolutamente uno dei miei demoniaci italiani preferiti!

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