Roma l’altra faccia della violenza (1976)

Pubblicato: 11 maggio 2015 in Poliziesco

roma l'altra faccia della violenza

Un anno dopo il grande e meritato successo di “Roma violenta” Marino Girolami si conferma uno dei migliori esponenti del poliziesco all’ italiana firmando questa interessantissima pellicola che mescola ottimamente varie tematiche e filoni: il poliziesco (che potremmo ormai definire “classico”) basato sulla figura dell’ eroico commissario di ferro, la violenza giovanile dilagante e il cittadino giustiziere che medita vendetta dopo i torti subiti e agisce per suo conto. Il film è quasi diviso in due tronconi netti: una prima parte decisamente più poliziesca, condita da rapine e inseguimenti spettacolari, e una seconda più “noir”, incentrata principalmente sull’ ormai estenuato uomo comune che non ha più fiducia nelle istituzioni e tenta di farsi giustizia da solo. Girolami (che si firma anche stavolta con lo pseudonimo Franco Martinelli) dirige ottimamente una sceneggiatura scritta da Vincenzo Mannino, Franco Clerici e Claire Sinko Solleville (il film è una co-produzione italo-francese) dosando sapientemente le forti scene di violenza e osando anche parecchio: la sequenza dello stupro nella serra è alquanto sgradevole e disturbante, per non parlare del clamoroso investimento di un criminale che finisce schiacciato sotto un autobus con conseguente fuoriuscita delle interiora dal petto… Protagonisti principali sono Marcel Bozzuffi nei panni del commissario di polizia e Anthony Steffen in quelli del “cittadino che si ribella”; poi abbiamo Franco Citti nei panni di un rapinatore e un quartetto di giovani canaglie di ottima famiglia che si diletta a rapinare e stuprare (le cui figure sono chiaramente ispirate ai tragici fatti di cronaca del Circeo del 1975) composto da Jean Favre, Luca Raffa, Stefano Patrizi (ormai un habituè del ruolo, vedasi il coevo “Liberi, armati, pericolosi”) e un Valerio Merola agli esordi che sfoggia anche un’ aristocratica erre moscia… Curiosità: come tutti sanno il vostro affezionatissimo che firma queste righe non si fossilizza più di tanto sui bloopers (gli errori o presunti tali) nei film (tipo un bicchiere mezzo pieno in un’ inquadratura e poi vuoto nella successiva) perchè la ritiene una inutile perdita di tempo che distoglie dal puro piacere della visione. Stavolta, però, c’ è un errore di “consecutio temporum” così clamoroso ed assurdo che non si può non segnalare: dopo 10 minuti l’ attore Massimo Vanni (futuro Gargiulo nella serie delle “squadre” con Tomas Milian), che interpreta un poliziotto, viene ucciso durante un conflitto a fuoco con 4 rapinatori sotto un ponte. Su questo non c’ è dubbio alcuno in quanto è proprio il commissario Bozzuffi a constatarne il decesso, con tanto di commento triste sui figli del defunto e un bel primo piano sul volto esanime del Vanni. Orbene, intorno al minuto 30 Vanni ricompare di nuovo vivo e vegeto e partecipa ad un’ altra movimentatissima azione di polizia tesa a sventare l’ assalto ad un mezzo blindato alla stazione (con i banditi che lanciano addirittura bombe a mano tra la folla!). Posso solo pensare che tutta la sequenza dell’ assalto alla stazione, completamente avulsa dal resto della storia, dovesse essere montata all’ inizio del film e poi, per un qualche misterioso errore, sia invece finita più avanti. Resta comunque un errore grave che mi stupisce non poco, vista la professionalità del regista Girolami e del montatore Daniele Alabiso. In ogni caso il film è da vedere.

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Roma. 4 uomini dal volto coperto si rendono protagonisti di una rapina all’ interno di una villa. Dopo un clamoroso inseguimento con le forze dell’ ordine i 4 riescono a far perdere le proprie tracce ma il commissario Carli (Marcel Bozzuffi) non intende mollare la presa. Il giorno dopo la diciottenne Carol (Roberta Paladini), figlia del ricchissimo ing. Alessi (Anthony Steffen), si trova ad una festa all’ interno della villa di proprietà della famiglia Lodovici; improvvisamente 4 uomini con i volti coperti da passamontagna fanno irruzione e rapinano i presenti. Carol, nel tentativo di nascondere l’ orologio d’ oro regalatole dal papà per il suo compleanno, attira l’ attenzione di uno dei malviventi che le spara un colpo di pistola in pieno petto e la uccide sul colpo. L’ ing. Alessi ha anche un altro figlio, Giorgio (Stefano Patrizi), con il quale ha un rapporto estremamente conflittuale: il ragazzo preferisce vivere solo da quando sua madre è morta e rifiuta il dialogo con il padre. Alessi non riesce a darsi pace per la scomparsa di Carol e mostra tutta la sua sfiducia nei confronti del commissario Carli che, dal canto suo, continua le sue indagini e grazie ad alcune spiate riesce a scoprire che tra i 4 assaltatori della prima villa c’è anche il giovane Stefano (Umberto Liberati), un orfano che lui conosce bene per averlo già tirato fuori dai guai e al quale è legato da un certo affetto. Carli, dopo aver arrestato Stefano, riesce, dopo una rocambolesca fuga sui tetti, a mettere le mani anche su un altro componente della banda di nome Bertè (Franco Citti). Anche il terzo balordo viene arrestato mentre il quarto muore investito da un autobus mentre stava tentando di scappare. Il caso sembrerebbe chiuso ma Bertè e Stefano ammettono le loro colpe solo in merito alla prima rapina, negando di aver preso parte anche alla seconda nell’ altra villa dove Carol ha trovato la morte. Dal canto suo l’ing. Alessi inizia a condurre delle indagini private e resta colpito dalla testimonianza in commissariato di un fioraio che aveva inizialmente asserito di aver riconosciuto uno dei 4 rapinatori di Villa Lodovici fornendo anche gli estremi per un identikit, testimonianza poi ritrattata. Alessi si insospettisce perchè il fioraio, dopo aver fatto marcia indietro, ha lasciato la sua bancarella ambulante per aprire un negozio di fiori molto più grande. Qualcuno ha forse fatto pressioni su di lui e lo ha poi ricompensato in questo modo per il suo silenzio? Dopo aver elargito un bel po’ di sganassoni Alessi riesce a risalire all’ avvocato che ha redatto il contratto di acquisto del negozio (su carta da bollo di un anno prima!) e strappa a quest’ ultimo il nome dell’ ing. Laurenti. Questo Laurenti è un uomo molto in vista e ha un figlio ventenne, Giulio (Jean Favre), che corrisponde all’ identikit redatto inizialmente dal fioraio. Si scoprirà così che i 4 rapinatori di Villa Lodovici non sono gli stessi 4 della rapina nella prima villa: si tratta di 4 giovani della Roma bene, 4 pariolini figli di papà, pieni di soldi e con tendenze violente. Alessi riuscirà ad individuarne 3, impugnerà la sua pistola e inizierà ad attuare la sua vendetta ma non sa che il quarto è proprio suo figlio Giorgio…

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Clamorosamente bella è la colonna sonora firmata dal trio Bixio-Frizzi-Tempera: uno score energico e coinvolgente dal ritmo incalzante che fornisce la giusta carica di adrenalina al film e sottolinea a dovere i momenti topici della pellicola. Sicuramente una delle migliori colonne sonore dell’ intero filone poliziesco italiano, dove si trova in ottima compagnia…

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Cast principale:

Marcel Bozzuffi

Anthony Steffen

Roberta Paladini

Stefano Patrizi

Franco Citti

Regia: Franco Martinelli (Marino Girolami)

Edizioni in dvd:

Hobby & Work: formato video 1,85.1 letterbox

I.I.F. : formato video 1,85.1 anamorfico

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