La polizia ha le mani legate (1975)

Pubblicato: 24 maggio 2015 in Poliziesco

la polizia ha le mani legate

“Senza prove, Eccellenza, abbiamo le mani legate…”

Buon poliziesco firmato dal regista Luciano Ercoli che abbandona il giallo/thriller (nel quale aveva raggiunto risultati apprezzabilissimi con il suo trittico “Le foto proibite di una signora per bene”, “La morte cammina con i tacchi alti” e “La morte accarezza a mezzanotte”) e si lancia in un genere che nel 1975 è ormai entrato prepotentemente nel vivo. Stavolta siamo al centro di un intrigo terroristico che coinvolge le alte sfere del potere, con il commissario di polizia protagonista (un ottimo Claudio Cassinelli che dopo “La polizia chiede aiuto” si conferma uno dei migliori commissari del filone) che tenta di venire a capo della brutta faccenda utilizzando i soliti metodi anticonvenzionali invisi ai suoi superiori. D’ altronde l’ andare al sodo, in barba alle pastoie burocratiche, è caratteristica vincente della stragrande maggioranza dei commissari apparsi sui nostri schermi. Ad affiancarlo c’è il bravo Franco Fabrizi in un ruolo (una tantum) positivo che però gli costa la vita dopo una mezz’ oretta… Arthur Kennedy è il solito procuratore integerrimo che tenta di mettere in riga l’ irrequieto commissario e Francesco D’Adda (uno dei caratteristi più noti del cinema di genere italiano) è il sostituto procuratore corrotto. Da segnalare nel poco nutrito cast femminile la presenza di Sara Sperati e di una esordiente Valeria D’Obici. Curiosità: alcune sequenze del film “Mark il poliziotto spara per primo” sono girate all’ interno di un cinema nel quale si sta proiettando proprio questo film di Ercoli, un poliziesco che tange il cinema di denuncia (l’ attentato con la bomba ricorda, per certi aspetti, la tragica strage di Piazza Fontana) e appassiona lo spettatore conducendolo verso un finale amaro e aperto. Da vedere.

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Il commissario Rolandi (Claudio Cassinelli) della squadra narcotici sta seguendo le tracce di un algerino che si nasconde all’ interno di un hotel nel centro di Milano. Con l’ aiuto del portiere dell’ albergo, Rolandi riesce a penetrare nella stanza del sospettato e, mentre la sta perquisendo, fa irruzione nella hall un giovane sconvolto, Franco Ludovisi (Bruno Zanin), che cerca la sua valigia; il portiere tenta di allontanarlo e tra i due nasce una colluttazione nella quale il ragazzo perde i suoi occhiali. Prima di fuggire il ragazzo riesce solo ad urlare che nella valigia c’è una bomba e, dopo pochi istanti, esplode effettivamente un ordigno che causa numerosi morti (nell’ hotel era in corso un convegno internazionale); Rolandi riesce a salvarsi solo perchè si trovava ai piani superiori. Dopo un po’ vediamo il commissario Balsamo (Franco Fabrizi), amico e collega di Rolandi, mentre è di servizio su un tram di linea per pizzicare i borseggiatori. Costui nota il comportamento sospetto di un giovane: si tratta proprio del Ludovisi che, dopo essere sceso dal tram, scrive qualcosa su un giornale e lo deposita in una cabina telefonica. Balsamo scende anch’ egli e legge il messaggio rivolto alla polizia: “E’ stato un errore. Perdonatemi.” . Tenta allora di inseguirlo ma il ragazzo gli sfugge. Balsamo si confida col suo amico Rolandi che gli consiglia di dire tutto al procuratore generale Di Federico (Arthur Kennedy); dopo aver fatto diramare un identikit dell’ attentatore, Di Federico decide di nascondere Balsamo per qualche giorno a casa sua per proteggerlo da eventuali rappresaglie: la matrice terroristica della bomba nell’ hotel è evidente. Purtroppo Balsamo viene ugualmente ucciso da un killer mentre si era recato a comprare della frutta. Rolandi è sconvolto dalla morte del suo amico e tenta di vederci chiaro: incuriosito dalle foto sui giornali che ritraevano il defunto portiere dell’ albergo con in mano un paio di occhiali, rammenta perfettamente che il poveretto non avesse mai portato gli occhiali e deduce quindi che gli stessi debbano necessariamente appartenere all’ attentatore con il quale l’ uomo aveva avuto un corpo a corpo prima di morire. Si reca dunque all’ archivio prove, sottrae gli occhiali e li mostra a sua sorella (Giuliana Rivera) che ha un negozio di ottica. Si scopre dunque che il giovane Ludovisi è praticamente cieco come una talpa e che non potrà restare senza occhiali molto a lungo… Con l’ aiuto della sorella, Rolandi allerta gli ottici della città qualora il sospettato si facesse vivo per rifarsi un nuovo paio di lenti. Rolandi contatta anche la giovane Papaya (sara Sperati), una sua confidente e informatrice che bazzica gli ambienti universitari e con la quale ha anche una storia di sesso. Il Ludovisi non ha chiaramente agito da solo ma con la complicità di altri 2 giovani, anch’ essi studenti universitari: Rocco (Paolo Poiret) e Falena (Valeria D’Obici). La strage dell’ hotel era stata realmente fortuita poichè c’ era stato un banale scambio di valigie (l’ obiettivo doveva essere un altro) e coloro che muovono i fili dall’ alto fingono di assicurare ai ragazzi una fuga tranquilla in Svizzera ma invece li uccidono piazzandogli una bomba in macchina. Franco si salva miracolosamente solo perchè si era attardato a causa dei suoi enormi problemi di vista… Il ritrovamento nei pressi dell’ auto in fiamme di una valigia abbandonata da Franco, del tutto simile a quella nella quale era nascosto l’ ordigno dell’ hotel, spinge il procuratore Di Federico a controllare nell’ archivio prove e qui Rolandi viene sorpreso mentre stava rimettendo a posto i famosi occhiali che aveva tra l’ altro preso senza autorizzazione. Dopo l’ inevitabile pistolotto, con il quale Rolandi viene diffidato dal proseguire nell’ indagine, un ottico si fa vivo perchè il sospettato è nel suo negozio ma Rolandi non giunge in tempo. L’ ottico gli rivela che il Ludovisi era chiaramente un drogato e, a questo punto, il nostro commissario della squadra narcotici può ancora ritenere il caso di sua competenza… Ma chi è che manovra questi giovani studenti malati di fanatismo politico? Quali sono gli scopi di questa organizzazione? E fino a quali piani alti si spinge la corruzione?

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La colonna sonora di Stelvio Cipriani (autentico monumento del poliziesco all’ italiana e non solo) si basa principalmente su un un unico tema che ricorre continuamente nel corso della pellicola (e che, concettualmente, ricorda un po’ quello de “La polizia sta a guardare”); tanto per cambiare questo tema si piazza nell’ olimpo dei migliori mai scritti, unitamente ad una sua ormai classica bossa nova dal titolo “Papaya” (dal nome del personaggio interpretato da Sara Sperati) che riascolteremo 3 anni dopo anche in “Papaya dei Caraibi”. Cult.

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Cast principale:

Claudio Cassinelli

Arthur Kennedy

Franco Fabrizi

Sara Sperati

Regia: Luciano Ercoli

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    In ricordo di Luciano Ercoli: 19/10/1929 – 15/03/2015

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