La orca (1976)

Pubblicato: 7 settembre 2015 in Thriller

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Curioso oggetto, questo “La orca” di Eriprando Visconti. Nel grande Maelstrom del cinema di genere italiano degli anni ’70 va sicuramente ad occupare una particolare zona d’ ombra in quanto non classificabile in un genere preciso; sono indubbiamente presenti elementi propri del thriller, del drammatico e del poliziesco ma è presente anche una fortissima componente erotico-morbosa che, a tratti, sfiora addirittura i confini dell’ hard. Il punto di partenza della storia è piuttosto semplice: siamo nel pieno degli anni di piombo, in un periodo in cui c’ era stato un vero e proprio boom dei sequestri di persona. Una giovane studentessa liceale, proveniente da una famiglia “bene” del nord, viene rapita e tenuta in ostaggio all’ interno di un casolare in campagna; durante la sua prigionia instaurerà un particolare legame con uno dei carcerieri incaricato di sorvegliarla. Il sottile gioco psicologico che va ad instaurarsi tra i due è una sorta di interessante rivisitazione di quel particolare stato psicologico noto come “sindrome di Stoccolma” che vede crearsi una sorta di affinità tra vittima e carnefice che porta la vittima ad accettare serenamente le angherie e i soprusi cui è sottoposta finendo non solo per giustificarli ma arrivando perfino ad innamorarsi del proprio aguzzino.  O almeno, in questo caso, così sembrerebbe… La giovane protagonista è la poco più che ventenne Rena Niehaus (stellina tedesca che ha spesso solcato i mari del nostro cinema anni ’70) che mostra senza pudore alcuno il suo giovane corpo nudo, sottoponendosi alle più umilianti mortificazioni. Molto brava e convincente, si confronta con il suo carceriere Michele Placido che dapprima si mostra insensibile e poi, lentamente, inizia a sciogliersi… Poco fa accennavo a scene proto-hard: beh, sicuramente la scena in cui Placido masturba la giovane ragazza (che finge di dormire) distesa sul letto, con i genitali inquadrati in primo piano, è decisamente esplicita! Il film si sofferma particolarmente sugli aspetti psicologici che vengono ad instaurarsi tra vittima e carnefice e la differenza di estrazione sociale tra i due è un altro aspetto importante della storia: lei è ricca, borghese, sfacciata e spavalda e lui è un timido ragazzo calabrese emigrato al nord in cerca di fortuna e che ora si trova coinvolto in questo rapimento grazie ad altri 3 suoi amici. Nonostante affronti alcuni temi delicati e, al contempo, sgradevoli la regia di Visconti si dimostra sempre elegante e impeccabile, come da prestigiosa tradizione di famiglia (parliamo pur sempre del nipote di Luchino Visconti, signori). Il finale tragico non sorprenderà il pubblico più scafato e attento anche al titolo del film: “La orca” deriva dal libro “Horcynus orca”, romanzo postmoderno di Stefano D’ Arrigo che la giovane studentessa protagonista ha in cartella e che ricorda, in qualche modo, il temibile e vendicativo cetaceo. E, visto il buon successo di pubblico, il film avrà anche un seguito sul finire dello stesso anno: “Oedipus Orca”. Da vedere.

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Pavia. Gino (Flavio Bucci), Paolo (Bruno Corazzari) e Michele (Michele Placido) sono tre squattrinati che si improvvisano sequestratori rapendo Alice (Rena Niehaus), studentessa liceale e figlia di un ricco industriale. In attesa del pagamento del riscatto la ragazza viene tenuta segregata in un isolato casolare sito nelle campagne pavesi e affidata alle “cure” di Michele. I giorni passano ma il padre della ragazza temporeggia e non si decide a pagare. Tutto ciò comincia a snervare i rapitori che cominciano a commettere passi falsi, soprattutto Gino che si occupa di andare avanti e indietro per portare cibo: un commissario (Vittorio Mezzogiorno) è sulle sue tracce. Intanto tra Alice e Michele, che è l’ unico che non ha mai lasciato sola la ragazza neanche per un attimo, inizia ad instaurarsi una sottile quanto inattesa complicità…

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La colonna sonora, eseguita quasi interamente al moog, porta un marchio di fabbrica di quelli inconfondibili; credo sia impossibile non riconoscere lo stile e il sound di Federico Monti Arduini, altresì universalmente noto come Il guardiano del faro. Il suo tema principale “Male d’ amore”, dolce e romantico come al solito, si ripete incessantemente lungo tutto il film e accompagna a dovere lo svolgersi della storia.

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Cast principale:

Rena Niehaus

Michele Placido

Flavio Bucci

Bruno Corazzari

Vittorio Mezzogiorno

Regia: Eriprando Visconti

Edizioni in vhs: Avo

Edizioni in dvd: Camera Obscura (Germania) e Cecchi Gori

Formato video 1,85.1 anamorfico

commenti
  1. Indubbiamente una pellicola dai tratti molto forti, ed emotivamente diretta e sconvolgente. Mi ha impressionato non poco debbo essere sincero, anche per il finale, che giunge rapido e crudele.

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