Oedipus orca (1976)

Pubblicato: 13 settembre 2015 in Erotico

oedipus orca

Dopo il buon successo di pubblico de “La orca” il regista Eriprando Visconti ne firma prontamente, e a distanza di pochi mesi, un seguito. La mattatrice è sempre la lolita tedesca Rena Niehaus e il film vuole mostrarci le sue vicissitudini e la sua evoluzione psicologica dopo il terribile rapimento che l’ ha vista protagonista nel primo film. Le differenze con il predecessore sono sostanziali: innanzitutto vediamo per la prima volta il contesto familiare ricco-borghese della giovane e conosciamo i genitori Gabriele Ferzetti e Carmen Scarpitta. Poi, a differenza del primo film che mescolava elementi erotici, polizieschi e thriller, la pellicola stavolta spinge ferocemente il pedale dell’ erotismo morboso: la Niehaus è quasi sempre nuda e sono molte le scene piuttosto “forti”. Si va dalla masturbazione nel luogo dove era stata tenuta segregata (immagine-simbolo poi finita sulle locandine del film) alle provocazioni sempre più spudorate nei confronti del fidanzato Miguel Bosè e di un amico di famiglia, Piero Faggioni, che potrebbe essere addirittura il suo vero padre. La giovane, infatti, va via via sempre più convincendosi di essere il frutto di una vecchia scappatella della madre ed ecco che abbiamo l’ incesto (altro tema scabroso) che dà origine al titolo: da Horcynus orca a Oedipus orca, citando appunto il complesso di Edipo che porta al desiderio sessuale del genitore di sesso opposto. Visconti dirige sempre con grande classe e si districa anche nelle situazioni più ardite: nella finzione scenica la Niehaus ha anche una sorellina di circa 10 anni, Cecilia (Vittoria Valsecchi), che in una sequenza si mostra completamente nuda full frontal dinanzi ad uno specchio; se oggi qualcuno volesse anche solo immaginare la possibilità di girare una scena simile scatterebbe immediatamente (e probabilmente a ragione) l’ accusa di pedopornografia! L’ occhio di Visconti, invece, è completamente asettico e distaccato e anche questi nudi estremamente coraggiosi non risultano mai osceni. Altre scene “forti” sono la lunga sequenza al mattatoio (3 minuti da incubo) e il tragico finale… Pur ricollegandosi immediatamente al primo film fin dai titoli di testa (che vedono un’ auto della polizia sfrecciare a tutta velocità per le strade di Pavia mentre sta riportando a casa la ragazza appena liberata dai rapitori), “Oedipus orca” può anche essere seguito come film autonomo: alcuni flashback (nei quali compare Michele Placido, la cui presenza nei titoli viene annunciata come “partecipazione amichevole”) spiegano per filo e per segno come sono andate le cose fino a quel momento.

oedipusorca1

oedipusorca2

Alice (Rena Niehaus), dopo un mese di prigionia, è stata salvata dalla polizia che ha sgominato la banda dei rapitori. Il ritorno a casa, però, non è dei più felici: la ragazza è molto provata dalla brutta esperienza e manifesta livore e disprezzo soprattutto nei confronti del padre (Gabriele Ferzetti), a suo dire reo di aver temporeggiato troppo nel pagamento del riscatto e di aver così dimostrato troppo poco interesse nei suoi confronti. Anche con il fidanzato Umberto (Miguel Bosè), studente universitario spagnolo un po’ eccentrico, Alice si mostra svogliata e priva di entusiasmo, quasi come se la fine della sua segregazione non fosse stata una vera liberazione. Insoddisfatta e disillusa, Alice riesce a ritrovare il casolare dove era stata rinchiusa dai rapitori e si masturba sul pavimento dove è disegnata la sagoma del suo carceriere ucciso (Michele Placido). Per cercare di farle ritrovare un po’ di serenità la madre Irene (Carmen Scarpitta) porta Alice nella loro vecchia casa di campagna a San Lanfranco, un luogo felice dove la giovane aveva trascorso buona parte della sua infanzia; la ragazza, curiosando nei bauli in soffitta, rinviene alcune foto di rovine scattate a Pompei, conservate quasi come una reliquia. Parlando con sua madre riesce a farle confessare che quelle foto furono scattate, durante un viaggio, da una persona con cui la donna aveva instaurato una relazione molti anni fa, in un periodo di crisi del suo matrimonio; la crisi era poi rientrata e nove mesi dopo era nata lei… Dopo qualche giorno giungono a San Lanfranco anche il papà di Alice e Lucio (Piero Faggioni), scrittore e fotografo nonchè vecchio amico di famiglia. Alice intuisce che l’ uomo misterioso delle foto di Pompei è proprio Lucio ed inizia a sospettare che sia lui il suo vero padre. Dopo una serie di schermaglie e provocazioni (tipo dare appuntamento all’ uomo in soffitta a mezzanotte per poi farsi trovare mentre fa sesso con il suo ragazzo), Alice seduce l’ uomo che inizia a perdere la testa. Irene quasi obbliga Lucio a tornare a casa ma Alice lo cerca e, dopo aver trovato il suo indirizzo a Torino, si fa trovare nuda nel suo letto…

oedipusorca3

oedipusorca4

Dopo le musiche romantiche e smielate del Guardiano del faro che avevano accompagnato il primo capitolo stavolta la svolta è anche musicale: infatti il tappeto sonoro è affidato a James Dashow, musicista americano specializzato in musica elettronica, e il suo score è un tripudio di sintetizzatori e tastiere psichedeliche e nevrotiche. Il loro ritmo, costantemente nervoso, ben si sposa con le inquietudini e le ansie della giovane protagonista.

oedipusorcatitoli

Cast principale:

Rena Niehaus

Gabriele Ferzetti

Carmen Scarpitta

Miguel Bosè

Piero Faggioni

Edizioni in vhs: Avo

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...