Pasqualino Settebellezze (1975)

Pubblicato: 20 settembre 2015 in Drammatico

pasqualino settebellezze

Strepitosa pellicola che vede l’ assoluto trionfo del consolidato sodalizio artistico tra la regista Lina Wertmuller e l’ attore Giancarlo Giannini, “Pasqualino Settebellezze” è un film davvero unico e indimenticabile. E’ difficilmente inquadrabile nel genere della commedia (anche se il titolo e molte situazioni iniziali, anche grottesche, fanno decisamente pendere l’ ago della bilancia da questo lato), visto che nella seconda parte vira clamorosamente in una direzione drammatica e terribile: ci si aspetta che la maschera di un immenso Giannini continui a far ridere con le sue incredibili espressioni e il suo colorito dialetto napoletano e ci si ritrova nel bel mezzo di un campo di concentramento nazista della seconda guerra mondiale… E poi c’ è un altro aspetto da considerare: è lo stesso attore napoletano ad aver rivelato, qualche anno fa, che la sceneggiatura di Pasqualino Settebellezze è ispirata ad una storia vera e nasce dal racconto autentico fatto alla Wertmuller e allo stesso Giannini dal VERO Pasqualino. Costui era un napoletano che lavorava a Cinecittà come “acquaiolo” (forniva bicchieri d’acqua durante le varie pause sui set) e lo si può vedere in una delle ultime scene di “Mimì metallurgico” nei panni di un secondino del carcere; alla Wertmuller e a Giannini aveva dunque raccontato la terribile esperienza della sua prigionia in Germania e Giannini, entusiasta dell’ idea di proporre una sorta di Pulcinella a confronto con gli orrori del nazismo, aveva convinto la Wertmuller a scriverne una sceneggiatura e farne un film. Detto fatto, il film si rivela un clamorosissimo pugno nello stomaco e si guadagna meritatissimi successi internazionali, giungendo ad avere ben 4 nomination agli Oscar. Giancarlo Giannini è assolutamente superbo nel tratteggiare l’ autentica odissea di un uomo codardo e disposto a tutto pur di sopravvivere, specchio nel quale molti potrebbero riflettersi. Nel resto del cast vanno segnalati Fernando Rey (un anarchico spagnolo), Roberto Herlitzka (un deportato socialista), la giovane Francesca Marciano (la ragazzina di cui Pasqualino è invaghito) e, dulcis in fundo, Elena Fiore (una delle sorelle di Pasqualino che dà involontariamente il via alle sue traversie). Il nomignolo “Pasqualino Settebellezze” può avere una duplice interpretazione: nel film è il personaggio stesso a dire di essere stato soprannominato così perchè, nonostante la sua non proprio esaltante avvenenza fisica, riesce sempre a piacere alle donne. Ma un’ altra chiave di lettura può essere data dal fatto che egli sia l’ unico figlio maschio in una famiglia composta da altre 7 sorelle, tutte brutte e grasse, e quindi dal fatto che egli sia sempre circondato da sette “bellezze” in senso ironico… Un film che, in alcuni frangenti, riesce perfino a commuovere. Capolavoro.

pasqualinosettebellezze1

pasqualinosettebellezze2

Napoli, anni ’30. Pasquale Frafuso (Giancarlo Giannini), detto Pasqualino Settebellezze, è il classico “guappo” di quartiere tutto fumo e niente arrosto che vuole guadagnarsi il rispetto della gente; gira con una pistola in tasca che non ha mai usato in vita sua ed ha una fama da rubacuori. Concettina (Elena Fiore), la sorella più grande, si esibisce come “sciantosa” in un teatro di quart’ ordine e Pasqualino si mostra contrariato: lui si ritiene un uomo rispettabile e non vuole che sua sorella si presti a spettacolini così indecorosi. Concettina lo rabbonisce dicendogli che si tratta di una situazione provvisoria e che il suo fidanzato e agente, Totonno 18 carati (Mario Conti), la sposerà quanto prima e farà di lei una grande star. Pasqualino si confida con Don Raffaele (Enzo Vitale), un guappo che è il suo idolo e mentore, e costui gli rivela che Concettina, in realtà, fa la prostituta e che è stato proprio il suo fidanzato a introdurla nello squallido giro. Pasqualino piomba subito nel postribolo della vergogna e affronta a muso duro lo sfruttatore di sua sorella che però lo stende con un pugno. Umiliato e deriso, Pasqualino medita vendetta: si reca in casa di Totonno 18 carati e lo sorprende nel sonno ma, prima che il suo avversario impugni la pistola per difendersi, gli parte un colpo e lo uccide quasi per sbaglio. In questo modo vengono meno sia l’ eventuale legittima difesa sia il delitto d’ onore, visto che ha sparato ad un uomo disarmato. Pasqualino è sconvolto e ne parla con Don Raffaele che gli consiglia un’ azione clamorosa che gli porti pubblicità e faccia diventare “famigerato” il suo nome. Lavorando di fantasia (e di olio di gomito), Pasqualino smembra il corpo della vittima, lo dispone in 3 valigie e lo spedisce in 3 città diverse (Palermo, Milano e Genova). Una soffiata lo fa arrestare ed etichettare come il “mostro di Napoli” su tutti i giornali. Pasqualino, quindi, è ormai famoso ma, per evitare la pena di morte, viene convinto dal suo avvocato a fingersi pazzo per avere una pena più mite derivante dall’ infermità mentale: verrà condannato a 12 anni da scontare nel manicomio criminale di Aversa. Dopo aver trascorso 4 anni in quell’ inferno gli viene offerta la possibilità di una revisione della sua perizia psichiatrica e una dottoressa, visto che l’ Italia è entrata in guerra, gli consiglia di arruolarsi come volontario. Ciò gli dà la possibilità di uscire ma Pasqualino diserta e non sa che sta per cadere in un inferno molto più grande… Insieme al suo amico Francesco (Piero Di Iorio) viene catturato dai tedeschi e deportato in un campo di prigionia dove assiste ad orrori indicibili. Per salvarsi la pelle è disposto a tutto e allora tenta la disperata carta della seduzione nei confronti della comandante del campo (Shirley Stoler), una donna brutta e grassa. Ispirandosi alla canzone napoletana “A tazza ‘e cafè”, secondo la quale si può trovare la dolcezza anche nel cuore più freddo e spietato di una donna (“tazza ‘e cafè parite, sotto tenite ‘o zucchero e ‘ngoppa amara site ma je tanto c’aggia avutà e tanto c’aggia girà ca ‘o doce ‘e sotto ‘a tazza fino mmocca m’adda arrivà”), Pasqualino comincia a fare gli occhi languidi alla perfida ufficiale nazista, le canticchia il motivetto della canzone e finanche “Oi Marì”. La sua aguzzina, incuriosita da questo strano gioco, lo convoca nel suo ufficio e qui Pasqualino finge di essere follemente innamorato di lei. Allora lei prima lo costringe ad avere un rapporto sessuale e poi lo nomina kapò del suo gruppo, con il compito di scegliere a caso 6 suoi compagni da mandare alla fucilazione…

pasqualinosettebellezze3

pasqualinosettebellezze4

Molto interessante si rivela la colonna sonora firmata da Enzo Jannacci che, nei titoli di testa, rispolvera la celeberrima “Quelli che…” su immagini di repertorio della guerra che vedono bombardamenti alternati a comizi di Mussolini e Hitler. Imperdibile, poi, è la canzone che accompagna i momenti topici del film, “Tira a campà” (con testo di Lina Wertmuller e Beppe Viola), assolutamente struggente.

pasqualinosettebellezzetitoli

Cast principale:

Giancarlo Giannini

Piero Di Iorio

Elena Fiore

Fernando Rey

Shirley Stoler

Francesca Marciano

Regia: Lina Wertmuller

Edizioni in dvd: Mustang

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. francesco ha detto:

    il film in questione è un capolavoro assoluto. Avrebbe meritato l’oscar, così come il suo attore protagonista davvero strepitoso.
    Riesce nel raro intento di far ridere e piangere allo stesso tempo (cosa riuscita a pochissimi).
    L’idea di un pulcinella nel lager è la stessa che ispira Benigni per “la vita è bella” solo che il film della Wertmuller ha più i toni e lo spaccato del colossal.
    L’arte di arrangiarsi e di sopravvivere comune a tutti i napoletani (ma direi a tutti gli italiani) e che ha radici antiche, vedi il grande Totò, in questo film trova la sua massima ed anche drammatica espressione.
    Leggevo da qualche parte che al sig. Nanni Moretti il film non è mai piaciuto: pensate un pò!!!

  2. johntrent70 ha detto:

    Moretti non ha mai capito un tubo di cinema, a cominciare da quel “Ve lo meritate Alberto Sordi”…
    L’ho sempre detestato.
    Eccoti il “reperto” incriminato su Pasqualino Settebellezze:

  3. Francesco ha detto:

    Imbecille di un nanni!roba da matti!i suoi film dico, roba da matti appunto.raccomandato politico e basta.
    Pensare che l’anno passato il suo film per un solo voto nn e’stato designato per rappresentarci agli oscar! Fortunatamente,un solo voto ha premiato il film del bravo e compianto claudio caligari “non essere cattivo” anche se poi non e’entrato nella cinquina delle nomination. Comunque io ho esultato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...