Girolimoni il mostro di Roma (1972)

Pubblicato: 27 settembre 2015 in Drammatico

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Ispirandosi ai tragici fatti di cronaca vera avvenuti a Roma tra il 1924 e il 1928, il regista Damiano Damiani dà una sua personale interpretazione della vera storia di Gino Girolimoni, uomo ingiustamente accusato di aver violentato e ucciso sette bambine. La storia è un po’ romanzata e nel film si mostra un colpevole che, nella realtà, non è mai stato trovato ma il resto è abbastanza fedele alla realtà dei fatti che sono stati tramandati. Si punta il dito contro il regime di Mussolini che, per tacitare l’ opinione pubblica ed evitare il panico, decise di condannare e mettere alla gogna un colpevole qualsiasi, purchè il caso fosse risolto… e pazienza se in realtà il colpevole era un altro e se la vita di Girolimoni veniva distrutta per sempre… Il protagonista è un meraviglioso Nino Manfredi, al solito brillante e incisivo: la sua grande dialettica e le sue risposte pungenti e sarcastiche nei confronti di coloro che tentano di costruire ad ogni costo la sua colpevolezza sono qualcosa di sublime e dimostrano ancora una volta quanto Manfredi fosse un ottimo attore drammatico “prestato” alla commedia. Assolutamente agghiacciante è il vero mostro, ovvero un allucinato Gabriele Lavia che col suo ghigno mette davvero i brividi (e non è uno spoiler, visto che già dopo 20 minuti l’ assassino viene svelato al pubblico). Bravissimi anche Guido Leontini nei panni di un solerte brigadiere di polizia che cerca di incastrare il povero Girolimoni in ogni modo e Orso Maria Guerrini in quelli di un giornalista d’ assalto. Meno convincente il Mussolini interpretato da un irriconoscibile Luciano Catenacci (sempre bravo, però) che ho trovato poco somigliante e verosimile. La sceneggiatura scritta dal regista Damiani insieme a Fulvio Gicca Palli e Enrico Ribulsi inchioda lo spettatore sulla sedia fin dai primi fotogrammi e non concede mai un attimo di tregua; se a tutto questo aggiungiamo la solita solidissima regia di Damiani ecco che ci troviamo di fronte ad un grandissimo film.

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Roma, 1927. La capitale è terrorizzata dai turpi delitti commessi da un mostro che ha già ucciso e stuprato cinque bambine di età compresa tra i 3 e 6 anni. Sta montando una vera e propria caccia all’ uomo e il popolino sembra aver individuato il colpevole in un vetturino (Mario Carotenuto) che, per sfuggire ad un tentativo di linciaggio, si tuffa nel Tevere e viene salvato dalla polizia. A suo carico non vi sono né indizi né tantomeno prove; per questi motivi viene prontamente rilasciato ma, sopraffatto dalla vergogna, l’ uomo si suicida in una pubblica piazza ingerendo del vetriolo. Il vero colpevole è un altro: si tratta del giovane Tarquinio (Gabriele Lavia), figlio di una fruttivendola (Anna Maria Pescatore). Ha appena ucciso un’ altra bambina proprio nel loro negozio (si tratta della figlioletta di una cugina che era stata lasciata a dormire dalla madre nel retrobottega) e, scoperto dalla madre, viene coperto da quest’ ultima con la complicità di una ragazza follemente innamorata di lui (Eleonora Morana) che si occupa di far sparire il corpicino in cambio di una promessa di matrimonio. A causa di questi omicidi l’ opinione pubblica inizia a mostrare sfiducia nei confronti della legge e del governo centrale e quindi c’ è la necessità di trovare un colpevole a tutti i costi per dimostrare l’ infallibilità del regime di Mussolini. In giro per Roma vengono sguinzagliate come esche circa 200 bambine e Mussolini in persona (Luciano Catenacci) offre un premio di 50.000 lire a chiunque darà informazioni utili a catturare il criminale. L’ occasione propizia per trovare un mostro da sbattere in prima pagina e da dare in pasto all’ opinione pubblica si presenta con una denuncia fatta dall’ ing. Jaccarino (Arturo Dominici) che ha visto la sua servetta 13enne intrattenersi in strada con un uomo sui 40 anni. Si tratta di Gino Girolimoni (Nino Manfredi), fotografo trasformista nonché playboy da strapazzo che ha una relazione con la moglie dell’ ingegnere e si serve della servetta come tramite per inviare messaggi e bigliettini alla sua amante. Il brigadiere di polizia Apicella (Guido Leontini), ansioso di fare carriera, individua in Girolimoni un colpevole perfetto e lo incrimina senza alcuna prova concreta, spalleggiato dalle false testimonianze di coloro che vogliono intascare la taglia. Tutti i giornali riportano in prima pagina i titoloni della cattura del mostro e quindi il destino di Girolimoni è segnato. A distanza di circa sei mesi nuove testimonianze lo scagionano e la sua scarcerazione diviene inevitabile ma interviene in prima persona Mussolini che abolisce la libertà di stampa e ordina che la notizia della liberazione di Girolimoni non trapeli. Ciò rende il reinserimento di Girolimoni nella società quantomeno difficoltoso e a nulla serve cambiare il suo nome, divenuto ormai sinonimo di mostro pedofilo. Un giovane giornalista (Orso Maria Guerrini) è però convinto di essere sulle tracce del vero assassino…

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La colonna sonora scritta da Riz Ortolani strizza l’ occhio alla commedia e forse (unica pecca che possiamo trovare al film) stona un po’ con la drammaticità della storia. Del tema principale esiste anche una versione cantata da Nino Manfredi con testo di Iaia Fiastri che nel film non si sente mai ma che uscì in 45 giri e merita di essere ascoltata…

Caro nome mio,
che a dillo me manca la voce,
quando passo io
la gente se fa er segno dela croce…
Basta che incontro un bambino
a me me batte er core all’ impazzata:
quando l’ orco ha paura d’ una creatura
vuol dire che la favola è sbagliata…
Triste nome mio,
il tempo non cambierà niente:
tanto per la gente
è meglio incensurato che innocente…
Pare che Cristo dicesse
che chi non pecca po’ tirà li sassi:
è bastata alla gente una parola
e daje sotto con la sassaiola!
Io ero io,
adesso sò un nome soltanto:
questo nome mio
che addosso a n’ omo pesa, pesa tanto…
Prima de damme ‘ste pene
la vita e io ce volevamo bene;
mò se semo guastati, disamorati,
perchè da un po’ non ce capimo più…
Nun ve fate illusioni, cattivi o boni
è facile finì Girolimoni…

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Cast principale:

Nino Manfredi

Gabriele Lavia

Guido Leontini

Luciano Catenacci

Carlo Alighiero

Orso Maria Guerrini

Regia: Damiano Damiani

Edizioni in dvd: Filmauro

Formato video 1,66:1 anamorfico

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