Bisturi la mafia bianca (1973)

Pubblicato: 4 ottobre 2015 in Drammatico

bisturi la mafia bianca

“Il lavoro del medico non deve essere mai degradato, strumentalizzando il vostro sapere a fini lucrativi. Dovrete soccorrere con uguale impegno il ricco e il povero, il più potente tra gli uomini come il più umile, poichè il dolore, ricordatevelo, rende tutti uguali… e con pari diritti.”

5 anni dopo aver affrontato in modo leggero e scanzonato (con “Il medico della mutua”) il mondo ospedaliero, Luigi Zampa ritorna sull’ argomento ma stavolta il registro è totalmente diverso: il suo cinema di denuncia e di impegno civile si focalizza stavolta su quello che potremmo definire una sorta di racket nosocomiale basato sulla corruzione dei dottori in camice bianco e per questo avvicinabile, appunto, alla mafia del titolo. Si specula sul dolore e sulla sofferenza dei pazienti e la salvaguardia della salute umana diviene mero optional, merce di scambio per ottenere denaro, favori e potere. La regia di Zampa è solida ed efficace e colpisce duro lo spettatore in molte scene (su tutte quelle terribili nella sala operatoria, dove si gioca letteralmente con la vita delle persone), grazie ad un’ ottima sceneggiatura, avvincente e credibile. A tutto ciò aggiungiamo la bravura interpretativa di un mostro sacro come Enrico Maria Salerno (caustico e sferzante come non mai) e di un ottimo Gabriele Ferzetti che dà vita ad un personaggio cinico e agghiacciante. A completare il cast una sempre affascinante Senta Berger (sensualissima anche nei panni di una suora) e uno stuolo di caratteristi nei quali spiccano un inedito e perfido Enzo Garinei, unitamente a Claudio Nicastro e Claudio Gora. Piccolo cameo anche per Luciano Salce, protagonista dell’ unico siparietto umoristico e distensivo del film: la moglie è convinta che sia malato e tenta di farlo ricoverare ad ogni costo per le sue frequenti erezioni… Ottima, come sempre, anche la colonna sonora del maestro Riz Ortolani. Un film sorprendente e imperdibile.

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Il professor Daniele Vallotti (Gabriele Ferzetti) è uno stimatissimo ed eminente chirurgo, un autentico barone della medicina. Dietro una apparente patina di benefattore (una volta alla settimana si rende disponibile presso un’ ospedale pubblico ed assiste gratuitamente anche malati gravi che poi gli fanno una enorme pubblicità), è in realtà uno squalo avido di denaro che sfrutta il dolore della gente nella sua costosissima clinica, dove opera dietro il corrispettivo di compensi milionari. La sua “clientela” è molto selezionata; egli si informa sulle capacità economiche dei pazienti per capire quanto può loro spillare e, infatti, ad una giovane coppia consiglia di rivolgersi altrove, viste le loro limitate possibilità, salvo poi farsi convincere fingendo la magnanimità di praticare uno sconto: invece di 4 milioni ne chiede solo 2 e altri 2 interventi da 3 milioni li fa magicamente diventare da 4… L’ elenco delle sue nefandezze è molto lungo: dimette un paziente dichiarandolo guarito ma solo per non farlo morire nella sua struttura, cosa che non gioverebbe al suo prestigio; appoggia il traffico clandestino del sangue per far sì che nella sua clinica non venga mai a mancare; intasca una tangente di 80 milioni da una casa farmaceutica per dare il suo illustre parere favorevole alla pubblicità di un farmaco da prescrivere ai suoi degenti, nonostante egli sia a conoscenza di effetti nocivi secondari; programma gli interventi chirurgici come una catena di montaggio (anche 4 contemporaneamente), con lui che fa da supervisore; durante un intervento si assenta per telefonare ad un giudice affinchè blocchi una denuncia per evasione fiscale nei suoi confronti, praticamente abbandonando il paziente sul tavolo operatorio (il poveretto morirà e la moglie si suiciderà per la disperazione); fa disattivare un rene artificiale dall’ ospedale pubblico dove lavora saltuariamente per far sì che i pazienti si rivolgano alla clinica privata di un suo amico, pagando così fior di quattrini (un bambino morirà per insufficienza renale proprio nel giorno in cui il rene artificiale viene reso inoperoso)… Nella sua clinica Vallotti è attorniato da una cerchia di medici lecchini che pendono letteralmente dalle sue labbra e si prestano ad ogni malefatta; l’ unica eccezione è il dottor Giordani (Enrico Maria Salerno), suo vecchio compagno di università, che non lesina battute al vetriolo e manifesta tutta la sua disapprovazione per i suoi metodi, giungendo a denunciarlo…

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Cast principale:

Gabriele Ferzetti

Enrico Maria Salerno

Senta Berger

Enzo Garinei

Luciano Salce

Regia: Luigi Zampa

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,78:1 anamorfico

commenti
  1. Grande film che va oltre il semplice intrattenimento, e per concetti e valori, ancora estremamente e terribilmente attuale. Complimenti per averlo preso in considerazione nel tuo Blog.

  2. johntrent70 ha detto:

    Ti ringrazio molto… Cerco sempre di proporre film che meritano di essere riscoperti, naturalmente secondo il mio modestissimo parere… Non si vive di solo sangue, tette e culi… 😀

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