La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975)

Pubblicato: 11 ottobre 2015 in Commedia

la mazurka del barone, della santa e del fico fiorone

Dopo due insuccessi piuttosto importanti (“Balsamus” e “Thomas”) la carriera registica di Pupi Avati gode di una clamorosa impennata grazie a questa commedia grottesca che vede come protagonisti due mostri sacri come Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio. Con questo suo terzo film Avati riesce finalmente a raggiungere il grande pubblico e a spiccare definitivamente il meritato volo, merito dei due protagonisti (soprattutto di Tognazzi che aveva creduto moltissimo nel progetto fin dall’ inizio) ma anche merito di una storia interessante dai risvolti drammatici inaspettati; una sorta di favola bizzarra e dissacrante, sarcastica e poetica. Tognazzi arricchisce la sua ricca e variegata galleria di personaggi con un barone Pellacani (la “gambina maledetta”) da antologia ma anche Paolo Villaggio non scherza nei panni di uno spregevole e odioso magnaccia dai capelli ricci e biondi. Delia Boccardo (splendida e quasi virginale), Lucienne Camille (donna di colore dal fisico statuario e dalle tette pneumatiche, scivolata poi nel porno), Gianni Cavina (con improbabili capelli rossi) e Lucio Dalla (ormai avvezzo a partecipazioni in ruoli e pellicole quantomeno surreali, vedi “Amarsi male”, “Il santo patrono” e “Il prato macchiato di rosso”) completano il cast principale. Alcuni momenti surreali sono davvero memorabili e ne citiamo almeno tre: i telegrammi inviati dalle poste con i piccioni viaggiatori, le confessioni registrate al videotape con conseguenti assoluzioni impartite dal sacerdote al telefono e la corsa in moto della cugina Eugenia detta la “cocomera” (Patrizia De Clara) completamente nuda. Concludendo: un Pupi Avati prima maniera che merita senz’ altro una visione.

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Nel 726 l’ invasione di una orda barbarica longobarda terrorizza la cittadina di Bagnacavallo. I barbari minacciano le donne del paese e allora la vergine Girolama Pellacani si offre in sacrificio per la salvezza di tutte le altre donne e viene ripetutamente violentata sotto un enorme fico. Rimasta incinta, si arrampica sul fico per non scenderne più e lì partorisce, per poi morire. Da quel momento l’ enorme fico fiorone diviene oggetto di culto: chiunque vi sale ottiene fortuna, prosperità e/o guarigioni miracolose. Nel 1936, anno delle Olimpiadi di Berlino, il giovane maratoneta Anteo Pellacani (Ugo Tognazzi), ultimo discendente della storica famiglia, sale sul fico come auspicio per la vincita di una medaglia d’ oro ma cade malamente e riporta fratture gravissime alla gamba destra che non solo ne pregiudicano la partecipazione ai giochi olimpici ma lo rendono zoppo a vita: ciò gli varrà il soprannome di “gambina maledetta”. Il grave danno fisico riportato rende Anteo una persona estremamente frustrata e rabbiosa e sviluppa in lui un forte senso anticlericale: ateo, iconoclasta e bestemmiatore incallito, Anteo sogna da sempre di abbattere l’ odiato fico che invece tutti venerano come pianta miracolosa. L’ occasione propizia gli si presenta 40 anni dopo, allorquando diviene erede universale del patrimonio Pellacani: dapprima ingaggia una segheria per far tagliare l’ albero ma l’ operaio incaricato (Lucio Dalla) si rifiuta perchè da bambino era malato di tifo ed era guarito dopo che sua madre lo aveva fatto salire sul fico per chiedere la grazia. Fallito il primo tentativo, Anteo lancia una bomba da un aereo ma manca il bersaglio… Una sera una prostituta incinta (Delia Boccardo), giunta in paese in compagnia del suo protettore (Paolo Villaggio) e di una sua collega (Lucienne Camille), si arrampica sulla pianta per mangiare qualche fico e Anteo la scambia per la santa Girolama. Ciò produrrà effetti sconvolgenti nella sua vita…

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Cast principale:

Ugo Tognazzi

Paolo Villaggio

Delia Boccardo

Lucienne Camille

Gianni Cavina

Patrizia De Clara

Regia: Pupi Avati

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 1,85.1 letterbox

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