Enigma rosso (1978)

Pubblicato: 1 novembre 2015 in Giallo

enigma rosso

“Corri verso la morte,
la morte ti viene incontro…
E tutti i tuoi piaceri
sono come tanti ieri…”

1978. La stagione d’ oro del giallo all’ italiana si avvia, ormai, verso il viale del tramonto (anche se in futuro ci regalerà ancora qualche altro “guizzo d’ autore” isolato, tipo “Tenebre”) ma c’ è ancora chi crede nel genere e tira fuori una interessante chicca come “Enigma rosso”. Come tematiche principali (giovani ragazzine appartenenti allo stesso collegio che vengono trucidate da un misterioso assassino) ritorniamo dalle parti di “Cosa avete fatto a Solange?” (uno dei picchi assoluti del genere, risalente a 6 anni prima) e non è un caso se tra gli sceneggiatori ritroviamo proprio Massimo Dallamano (regista, appunto, di Solange). L’ azione si sposta da Londra in una non ben precisata città italiana (ma il film è quasi interamente girato a Madrid) e come protagonista principale ritroviamo Fabio Testi, altro anello di congiunzione con Solange. Anche stavolta abbiamo un aborto e ragazzine minorenni spiate sotto la doccia; stavolta però sono tutte nude full frontal (oggi regista e produttore finirebbero dietro le sbarre già solo a pensarle, certe scene) ma le similitudini, però, si fermano qui. Il film non conserva il fascino morboso del suo antesignano del 1972 (che comunque mostrava poco sotto il versante dei nudi e della sessualità) e rivela un’ impronta decisamente più audace (basterebbe citare la battuta di Testi sull’ arma del primo delitto)… Alla sceneggiatura, insieme a Franco Ferrini, collabora lo stesso Dallamano (che morirà molto prima dell’ inizio delle riprese) e l’ idea del fallo di legno utilizzato per sventrare le vittime richiama il coevo “La sorella di Ursula”. Anche l’ idea di giovani studentesse liceali coinvolte in un sordido giro di prostituzione richiama alla memoria un altro film di Dallamano (“La polizia chiede aiuto”) ma, al di là di tutte queste idee derivative, il film convince e si lascia gustare con piacere. Dietro la macchina da presa troviamo Alberto Negrin (regista di indiscusso talento che ha firmato importanti sceneggiati televisivi, su tutti “Lungo il fiume e sull’ acqua”), al suo primo lungometraggio per il grande schermo: indubbiamente la sua regia fa centro e il film merita, anche se la durata è forse un po’ troppo breve e si giunge fin troppo rapidamente al finale. In una recente intervista il regista Negrin ha parlato di questo finale un po’ sbrigativo legato alla pochezza dei mezzi a disposizione e alla scarsezza proprio fisica della pellicola per poter girare! I soldi erano finiti e bisognava finire il film… Sembra incredibile ma negli anni ’70 si lavorava spesso così: rapidi ed essenziali, e con risultati spesso al di sopra dei mezzi e delle aspettative. Ultimo accenno sulle musiche di Riz Ortolani, palesemente riciclate dal precedente “Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff?”: un peccato veniale… Da riscoprire.

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Il corpo di una sedicenne, Angela Russo, viene ripescato sulle rive di un fiume: è avvolto in un telo di plastica trasparente e presenta gravissime lacerazioni al basso ventre, probabilmente inferte con un fallo artificiale. Le indagini sono coordinate dal giovane e rampante commissario Di Salvo (Fabio Testi), poliziotto anticonformista che ha una relazione aperta con una cleptomane (Christine Kaufmann). Per prima cosa Di Salvo inizia ad indagare nella scuola frequentata dalla vittima, ovvero il collegio Santa Teresa D’ Avila, frequentato da giovani appartenenti a ricchissime famiglie borghesi; Di Salvo è invitato ad agire con cautela per non sollevare alcuno scandalo e, parlando con la piccola sorella della vittima, Emilia (Fausta Avelli), che frequenta lo stesso collegio, entra in possesso della borsa di Angela. Al suo interno vi sono molti soldi e un diario: su alcune pagine ricorre spesso il disegno di un gatto che richiama il logo di un negozio di abbigliamento… Titolare del negozio è tale Parravicino (Jack Taylor) che però si mostra reticente e afferma di non aver mai conosciuto Angela. Di Salvo scopre anche che Angela era legatissima alle sue 3 compagne di stanza Virginia (Brigitte Wagner), Franca (Taida Urruzola) e Paola (Caroline Ohrner), con le quali formava una sorta di circoletto esclusivo. Tra i turpi segreti custoditi dalle ragazze rientra anche un aborto clandestino praticato a Virginia. Ben presto si scoprirà che le giovani si prostituivano per ricchissimi clienti facoltosi e che Angela, durante un festino a base di alcool e sesso, era rimasta uccisa. Il problema è che ora l’ assassino, assolutamente insospettabile, ha intenzione di eliminare anche le altre ragazze per non farle parlare…

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Cast principale:

Fabio Testi

Christine Kaufmann

Jack Taylor

Ivan Desny

Fausta Avelli

Regia: Alberto Negrin

Edizioni in vhs: Domovideo

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 2,35:1 anamorfico

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