Giornata nera per l’ariete (1971)

Pubblicato: 10 gennaio 2016 in Giallo

giornata nera per l'ariete

“Domenica 31 dicembre. Non sono un assassino. Non ancora, o piuttosto solo nell’ intenzione… E l’ intenzione, secondo la legge, è delitto solo quando è tradotta in atto. Il mio movente è razionale: compatibilmente alla grandiosità del mio scopo ho scelto quasi tutte le mie vittime fra persone per le quali la morte non potrà essere che una liberazione. Sono un uomo o una donna? Perchè ho deciso di tenere un diario, anche se inciso in modo che nessuno possa riconoscere la mia voce? Per studiare le mie mosse, per non commettere errori… Con l’ anno nuovo 5 persone periranno per mia mano, anche se non ho ancora deciso in che modo…”

Una voce artefatta, incisa sulle bobine di un registratore, ci introduce a questo bel giallo italiano dei primi anni ’70 firmato dal regista Luigi Bazzoni. In Italia siamo nel pieno fulgore dell’ esplosione del fenomeno giallo/thrilling lanciato da Dario Argento con “L’uccello dalle piume di cristallo” e sono moltissimi i registi che si cimentano nel genere, con risultati qua e là discontinui ma anche ottimi, come in questo caso. Gli elementi del primo giallo argentiano sono tutti presenti: chi cerca di far luce sui delitti commessi dall’ assassino neroguantato non è la polizia ma bensì un detective improvvisato (in questo caso un tormentato giornalista) che finisce con l’ essere sospettato, c’ è un’ aggressione iniziale che depista il pubblico, gli indizi sono nascosti e fuorvianti e intorbidiscono non poco le acque dell’ intreccio razionale ma alla fine tutti i tasselli si incastrano e il finale soddisfa lo spettatore. Bazzoni dirige con grande eleganza (impeccabile la fotografia di Vittorio Storaro, che aveva curato anche la fotografia del primo film di Argento) e sfrutta al meglio un cast decisamente importante: Franco Nero, Rossella Falk, Agostina Belli, Ira Von Furstenberg… Divertente il riferimento di Franco Nero ai balletti verdi all’ interno di un villino (neologismo coniato dal settimanale “Le ore”), rivolto ad alcuni festini sessuali con minorenni protagonisti. La sequenza in cui il killer si prepara a colpire un bimbo che sta chiudendo le serrande automatiche delle finestre in tutte le stanze di una enorme villa è un autentico capolavoro di regia: tensione e classe da vendere. Musiche di Ennio Morricone, altro elemento argentiano non da poco, per chiudere il cerchio. Da vedere.

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Siamo alle prime luci dell’ alba del 1 gennaio: un giovane professore di inglese australiano, John Lubbock (Maurizio Bonuglia), sta tornando a casa a piedi al termine di un veglione di capodanno trascorso con amici in un locale vicino Milano. Mentre attraversa il tunnel di Rho viene aggredito da una figura misteriosa che lo colpisce ripetutamente alla schiena con una spranga; una giovane prostituta (Agostina Belli), appartata nei pressi con un giovane (Luciano Bartoli), ode le urla ed è proprio il ragazzo a mettere in fuga il misterioso assalitore. Successivamente la moglie paralitica del Dr. Binni, Sofia (Rossella Falk), viene uccisa, strangolata in casa; il killer lascia sul luogo un guanto di pelle nera al quale manca un dito, quasi a voler simboleggiare che si tratta della prima vittima e che ne mancano altre 4. Il reporter d’ assalto Andrea Bild (Franco Nero), uomo spigoloso con qualche problema di alcolismo, segue entrambe le inchieste. Il caso vuole che egli conosca da vicino sia il giovane professore aggredito sia il marito della prima vittima poichè erano tutti e 3 presenti allo stesso veglione di capodanno unitamente a Hèlene (Silvia Monti), sua ex dalla quale in passato ha avuto un figlio e alla quale chiede qualche dettaglio su Bullock, e al prof. di francese Vermont (Edmund Purdom); Hèlene gli confida che il giovane Bullock era molto triste la notte di capodanno perchè la donna di cui era innamorato, Isabel (Ira Von Furstenberg), aveva intrecciato una relazione proprio con Vermont. L’ inchiesta di Andrea viene però rallentata dal Dr. Binni, uno degli azionisti del giornale per il quale lavora, che ne chiede la rimozione dall’ incarico. Estremamente contrariato, Andrea decide di continuare le indagini per suo conto non prima però di aver manifestato il suo disappunto al capo redattore Traversi (Guido Alberti), uomo anziano e sofferente che verrà ritrovato morto in un parco con accanto un altro guanto al quale stavolta mancano 2 dita. I sospetti iniziano ad addensarsi proprio su Andrea, visto che molti testimoni in redazione avevano ascoltato il suo dissidio con la vittima. Non solo: Isabel gli telefona promettendogli interessanti rivelazioni e gli dà appuntamento nell’ hotel dove risiede ma quando Andrea giunge sul posto la trova già morta, annegata, con il solito guanto che galleggia nella vasca da bagno. La quarta vittima è Giulia, la giovane prostituta che si trovava vicino al tunnel dove venne assalito Lubbock.

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Cast principale:

Franco Nero

Silvia Monti

Rossella Falk

Ira Von Furstenberg

Agostina Belli

Pamela Tiffin

Maurizio Bonuglia

Regia: Luigi Bazzoni

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Surf

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Magnifico giallo. Film assolutamente da vedere. Bazzoni dirige con grande maestria e tutto funziona perfettamente. Ottimo post, come al solito.

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