Ritratto di borghesia in nero (1978)

Pubblicato: 24 gennaio 2016 in Drammatico

ritratto di borghesia in nero

Torbida vicenda ambientata nella città decadente per eccellenza (Venezia) che, fin dal titolo, vuole rappresentare un ritratto di una classe borghese per l’ appunto decadente e corrotta (e “in nero” perchè sullo sfondo c’è il fascismo degli anni ’30). Lo spunto di partenza è un racconto di Roger Peyrefitte (“La maestra di piano”), la regia di Tonino Cervi è di gran classe e il cast è sontuoso: Senta Berger (bellissima, tormentata e provocante), Ornella Muti (giovane e spavalda), Stefano Patrizi (bello e dannato, col capello impomatato e pettinato all’ indietro), Capucine (austera e rigorosa), Paolo Bonacelli (conformista e maneggione), Eros Pagni (acuto e meschino e con un ruolo importante nel finale), Giuliana Calandra e il giovane Christian Borromeo. La Berger, oltre ad essere bravissima, è di una bellezza sfavillante e lascia davvero senza fiato: le generazioni odierne la etichetterebbero come “milf”, visto anche il suo ruolo nella vicenda. Il film osa abbastanza sul versante pruriginoso: ci sono un paio di nudi integrali di Patrizi abbastanza clamorosi e anche alcuni nudi della Berger e della Muti che si concedono addirittura un rapporto saffico (e per questo motivo si beccò il divieto ai minori) ma non punta molto sull’ erotismo. Descrive sì un triangolo amoroso abbastanza audace (un giovane ventenne che si intrattiene con una donna vicina alla quarantina e con una giovane fanciulla) ma, almeno nelle intenzioni, punta più che altro a denunciare l’ ipocrisia e il bigottismo della classe medio-borghese di quegli anni. Il risultato è un appassionante melodrammone dal finale che si tinge di giallo (ci sarà un delitto), ammantato di una favolosa atmosfera crepuscolare. Il tutto viene ottimamente accompagnato dal tema musicale di Vince Tempera (che per l’ occasione si affranca dal trio composto con Franco Bixio e Fabio Frizzi) che si dimostra felicemente appropriato. Bellissimo.

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Il giovane studente di musica Mattia Morandi (Stefano Patrizi), di estrazione sociale non propriamente elevata, giunge a Venezia grazie ad una borsa di studio in pianoforte. In conservatorio stringe amicizia con Renato Richter (Christian Borromeo), ragazzo appartenente ad una famiglia medio-borghese triestina ma ormai decaduta. L’ incontro con la quasi quarantenne madre di Renato, Carla (Senta Berger), insegnante di pianoforte, produce sconquassi: i due intrecciano quasi immediatamente una relazione e Renato approva di buon grado la cosa. Mattia giunge ad essere considerato praticamente uno di famiglia, al punto che Carla gli consegna un doppione delle chiavi di casa. Una sera Carla organizza una cena a casa sua e invita la giovane Elena Mazzarini (Ornella Muti), sua allieva di pianoforte, insieme a suo fratello Edoardo (Mattia Sbragia); scopo della cena è quello di presentare Elena a suo figlio Renato con il malcelato intento di combinare il matrimonio tra i due, visto che Elena appartiene ad una delle famiglie più ricche ed influenti della città. Purtroppo le cose non vanno esattamente come si prevedeva, anzi: alla cena partecipa infatti anche Mattia e tra lui ed Elena scocca la scintilla fatale… Dopo qualche appuntamento clandestino la coppia diventa ufficiale e Mattia viene accolto molto bene dalla famiglia Mazzarini: i genitori di Elena (Paolo Bonacelli e Capucine) ne ammirano le doti di pianista e il ragazzo diviene un ospite gradito e quasi fisso. Una sera, poichè sta imperversando un violento temporale, Mattia riceve l’ invito di rimanere a dormire a casa loro e, la mattina dopo, Carla lo sorprende mentre sta uscendo. Il confronto tra i due è molto acceso e, vistosi scoperto, Mattia le confessa di essersi fidanzato con Elena e che la loro relazione deve terminare. La donna, però, non accetta l’ affronto e, dopo aver tentato inutilmente di riconquistare il giovane, dapprima confida al fratello di Elena di essere l’ amante di Mattia e poi invia una lettera anonima ai Mazzarini per screditarlo. Anche stavolta, però, le va male: i Mazzarini si schierano col ragazzo e la licenziano. Ciò nonostante la signora Richter ha ancora una ultima, disperata carta da giocare…

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Cast principale:

Senta Berger

Ornella Muti

Stefano Patrizi

Christian Borromeo

Paolo Bonacelli

Capucine

Eros Pagni

Regia: Tonino Cervi

Edizioni in dvd: Minerva

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. […] Sorgente: Ritratto di borghesia in nero (1978) […]

  2. june23th ha detto:

    Non so perché ma non sono mai riuscito a vederlo per intero: ha una patina elegante, le ricostruzioni ambientali sono curate, come anche le musiche, ma c’è qualcosa che non va: è come se gli mancasse qualcosa, forse un’anima e una vera ragione d’essere. Un po’ come la protagonista: una Muti bellissima ma incapace, nonostante questo fosse uno dei primi film in cui si doppiava da sola.

  3. johntrent70 ha detto:

    Ti consiglio di vederlo tutto, gli ultimi 15 minuti sono davvero notevoli. A me è sempre piaciuto tanto, lo trovo un eminente esempio di raffinatissimo cinema italiano.

  4. june23th ha detto:

    ok, lo guarderò e poi ti farò sapere!

  5. Critica sociale tipica da anni 70, abbellita da inappuntabili scenografie, e attori indubbiamente intriganti. Torbidume e decadenza, mescolati a passionalità e perfidia. Tutto sommato un prodotto non male, che mi ha piacevolmente catalizzato.

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