L’uomo senza memoria (1974)

Pubblicato: 28 febbraio 2016 in Thriller

l'uomo senza memoria

Interessante e misconosciuto thriller/noir firmato da Duccio Tessari (e scritto e co-sceneggiato, tra gli altri, dallo stesso Tessari e dall’ onnipresente Ernesto Gastaldi). In un intreccio nel quale si mescolano abilmente affari di droga, intrighi e trame sommerse spiccano l’ eleganza di Tessari nel girare la storia (alcune sequenze sono assolutamente magistrali) e la bravura interpretativa di un grande Umberto Orsini che ruba la scena a tutti, a cominciare dal protagonista Luc Merenda (che è lo svagato smemorato del titolo). C’ è anche la bellezza dirompente della sempre affascinante Senta Berger e un piccolo ruolo se lo ritaglia anche la svedesina Anita Strindberg, stellina nascente del nostro cinema di genere targato anni ’70. Interessante anche la partecipazione del piccolo Duilio Cruciani, bimbo già visto in “Non si sevizia un paperino” che avrà un ruolo fondamentale, mentre invece il cattivo di turno è Bruno Corazzari, faccia “di genere” che non ha bisogno di presentazioni. La mano alla sceneggiatura di Gastaldi si vede soprattutto in quella lieve punta di giallo che fa capolino di tanto in tanto, con rasoi scintillanti nell’ aria e addirittura una motosega che finirà con lo sventrare un malcapitato personaggio. Un ottimo film che va sicuramente recuperato e che in Italia ancora latita in dvd mentre all’ estero (Francia, Germania e Spagna) è da tempo uscito, anche con l’ italico idioma. Assurdo.

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Peter Smith (Luc Merenda), reduce da un incidente d’ auto in seguito al quale ha completamente perso la memoria, vive a Londra e da circa 6 mesi lavora come commesso in un negozio di antiquariato. E’ in cura presso uno psichiatra ed è continuamente impegnato nella ricerca di risalire al suo passato e alla sua identità. Un giorno riceve un telegramma dall’ Italia e un biglietto del treno per Portofino, dove lo aspetterebbe una fantomatica Sara. Sara (Senta Berger) è un’ istruttrice di nuoto che ora si è stabilita a Portofino ed è la moglie di Peter, che in realtà si chiama Ted. Corteggiata spietatamente dal medico sportivo della piscina, Daniel (Umberto Orsini), è tuttavia ancora innamorata del marito e non riesce a capacitarsi del fatto che egli sia sparito nel nulla da circa un anno; la donna lo aspettava a New York dopo un viaggio di lavoro ma Ted non era più tornato. Ora la vita di Sara è calma e monotona ma qualcuno, in piena notte, penetra in casa sua alla ricerca di qualcosa; dopo averla aggredita e narcotizzata mette l’ appartamento sottosopra ma senza rubare nulla. Il mistero si infittisce ancora di più allorquando anche Sara riceve un telegramma che le preannuncia il ritorno di Ted. Non è lei, dunque, ad averlo invitato a Portofino… Inoltre non sa nulla dell’ incidente e della conseguente amnesia: credeva soltanto che il marito l’ avesse abbandonata. Ma allora chi è che vuole farli incontrare di nuovo? Ted parla con Sara e cerca di spiegarsi, confermandole di non ricordare nulla. Va a vivere da lei e un misterioso individuo (Bruno Corazzari) inizia a perseguitarlo: i due si scontrano e l’ uomo chiede a Ted di restituirgli il milione di dollari che egli gli avrebbe sottratto. Il passato di Ted, dunque, è tutt’ altro che limpido e una partita di 5 kg di eroina pura (del valore sul mercato di un milione di dollari, appunto) è il motivo del contendere; 8 mesi prima egli aveva fregato i suoi soci rubando la droga e nascondendola in un posto che ora nessuno riesce a trovare. Ted giura ancora di non sapere niente e la situazione si mette male per lui e per l’ ignara Sara. Il socio misterioso gli concede una settimana di tempo per rinsavire e intanto il cane di Sara viene ritrovato sgozzato… Il macabro avvertimento spinge Ted e Sara a prendere la decisione di scappare a New York (dove tutto era iniziato) ma, prima che ciò avvenga, Sara viene investita da un’ auto alla cui guida c’è una donna misteriosa (Anita Strindberg) che qualche sera prima aveva avvicinato Ted baciandolo. I due erano stati amanti? L’ incidente stradale, ovviamente non è casuale, e serve a rallentare la partenza di Ted e Sara (cui viene ingessata una gamba). Il tempo stringe…

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La colonna sonora è firmata dal maestro Gianni Ferrio (presente spesso nei film di Duccio Tessari) che si produce in un tema principale e in atmosfere che richiamano in qualche maniera la soundtrack del giallo “La morte accarezza a mezzanotte”. Se lì avevamo Mina che si esibiva in svolazzi vocali stavolta abbiamo un main theme con testo scritto da Giorgio Calabrese ed interpretazione di Rossella, cantante poco nota presente nel circuito della RCA. Come quasi sempre ci capita in queste occasioni ci piace riportare il testo di cotanti misconosciuti capolavori. Ecco a voi “Labyrinthus”:

Come parti che si muovono
un enigma per immagini
prima, dopo
si confondono…
Schemi che si sovrappongono
suoni vaghi che ritornano
oggi, ieri
non sai dirtelo…
Si affollano nella tua mente
passato, presente
e tu non sai più distinguere
in un labirinto di specchi e parole
ti insegui perdendoti e vai, vai…
Il dubbio è un’ ipotesi assurda
in uno che guarda
quello che tu fai
guidandoti un gioco di parti in cui rappresenti
la prossima vittima e vai, vai…
Visi nuovi e posti insoliti
che ti sembra di conoscere
gente, voci
ti confondono…
Hai fantasmi che ti seguono
e col giorno non scompaiono
sonno, veglia
vita, morte
la paura non finisce mai…

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Cast principale:

Luc Merenda

Senta Berger

Umberto Orsini

Bruno Corazzari

Anita Strindberg

Edizioni in vhs: Shendene

Edizioni in dvd: Neo Publishing (Francia)

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. cinemadegenere2014 ha detto:

    Lo devo vedere. Mi manca. Nel frattempo ti ho nominato per il premio dardos http://cinemadegenere.com/2016/03/06/premio-dardos-grazie-vikibaum/

  2. johntrent70 ha detto:

    Sei il padrone. 🙂

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