Paura in città (1976)

Pubblicato: 17 aprile 2016 in Poliziesco

paura in città

1976. Maurizio Merli, il commissario per antonomasia del poliziesco italiano, ha già regalato al genere 2 tipologie di commissari tutti d’ un pezzo come Betti (in “Roma violenta” e “Napoli violenta”) e Tanzi (in “Roma a mano armata”). Dopo Marino Girolami e Umberto Lenzi è il regista Giuseppe Rosati ad offrirgli un altro ruolo da commissario: Murri. Stavolta il suo personaggio è addirittura più spietato (non si fa scrupoli ad eseguire la sua sentenza uccidendo senza pietà criminali disarmati o con l’ arma inceppata) ma, al contempo, avvampato da una triste aurea malinconica: sua moglie e sua figlia di 7 anni sono state uccise dalla malavita (come ci mostrano alcuni flashback rivelatori al ralenty) ed egli stesso confida di essere affetto da “cupio dissolvi”, ovvero dal desiderio di morire e autodistruggersi (probabilmente per il senso di colpa). In questo quadro un po’ desolante Merli fa comunque il suo dovere e la sua maschera, la sua espressione fissa per tutti i 90 minuti e passa di proiezione, funziona sempre. Il ritmo non è propriamente quello di altri adrenalinici polizieschi coevi e si ha la sensazione netta che il regista abbia voluto maggiormente concentrarsi sul punto di vista psicologico dei conflitti interiori del protagonista piuttosto che puntare su altri aspetti spettacolari del filone; non è infatti marginale la storia d’ amore che il nostro ha con la starlette Silvia Dionisio, con un paio di scene d’ amore piuttosto lunghette (in una delle quali c’ è anche un clamoroso nudo full frontal della stessa)… Quindi, accanto ai soliti cliché dello “sbirro” integerrimo disposto a tutto pur di stangare i criminali, all’ utilizzo dei suoi metodi violenti e anticonvenzionali che ignorano tutti i codici di procedura, alla sua figura di orso solitario e determinato abbiamo anche un aspetto più umano e la sua disponibilità ad aprirsi all’ amore… Ciò nonostante l’ azione è presente e il film è comunque bello teso: ci sono un paio di buoni inseguimenti (in uno Merli va addirittura in moto come se fosse un componente della squadra antiscippo) e alcune scene violente sono ben rese (i primi 5 minuti che vedono la vendetta nei confronti degli informatori sono belli tosti). Nel cast spiccano anche un perfido Raymond Pellegrin, un semiderelitto Cyril Cusack e un James Mason che ho trovato perfetto nei panni del questore titubante, quasi macchiettistico. Per gli amanti delle curiosità segnalo che “Paura in città” può essere considerato una sorta di sequel di un poliziesco girato da Giuseppe Rosati l’ anno precedente, ovvero “La polizia interviene: ordine di uccidere” : anche lì protagonista era il capitano Mario Murri (ora però diventato commissario ed impersonato non  più da Leonard Mann ma da Maurizio Merli). In sintesi, siamo di fronte ad un film che si lascia vedere con piacere e che regala al pubblico un nuovo tipo di commissario. E nel filone ancora altri ne verranno…

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Una clamorosa notizia scuote la città di Roma: nella notte un pericolosissimo detenuto, Lettieri (Raymond Pellegrin), è evaso dal carcere di Regina Coeli insieme alla sua banda composta da altri 11 uomini. I 12 hanno portato con loro anche l’ anziano e pacifico Masoni (Cyril Cusack), non affiliato alla banda, che tra 40 giorni avrebbe finito di scontare la sua pena (aveva ucciso la moglie, malata terminale di cancro, su sua richiesta e per porre fine alle sue sofferenze). Durante quella stessa notte 4 informatori che avevano contribuito alla loro cattura vengono trucidati e il giorno dopo un quotidiano titola in prima pagina, su nove colonne: “Paura in città”. Lo stato maggiore della Polizia è in scacco e quindi il questore (James Mason), suo malgrado, si vede costretto a richiamare in servizio il commissario Murri (Maurizio Merli), poliziotto dai metodi violenti che egli stesso aveva sospeso. E’ proprio lui l’ unico che può catturare Lettieri e il suo codazzo di sanguinari criminali. Murri rientra operativo con grande entusiasmo e gli vengono nuovamente affiancati due suoi uomini fidati della sua ex squadra speciale che erano finiti uno in infermeria e l’ altro in archivio, tra le scartoffie. 3 componenti della cricca di Lettieri si mettono subito in mostra: rapinano una banca e portano via un prete in ostaggio ma non sanno che nell’ auto che avevano chiesto alla Polizia per la loro fuga c’ era nascosto, all’ interno del cofano, proprio Murri che li uccide senza pietà dopo un serrato conflitto a fuoco. Successivamente le indagini si concentrano sempre di più sull’ evasione di Lettieri e nessuno riesce a spiegarsi il motivo per il quale i banditi si siano portati dietro anche il vecchio Masoni che con loro non aveva nulla da spartire. Murri rintraccia la sua unica parente, una giovane nipote ventenne di nome Laura (Silvia Dionisio), finita in un giro di squillo di alto bordo; tra i due nasce una sorta di storia d’ amore ed è proprio Laura a fornire a Murri l’ indizio decisivo che lo porta a comprendere il motivo della forzata evasione dello zio. Prima di finire in prigione era un impiegato delle Poste che aveva un ruolo di grande responsabilità in quanto si occupava in prima persona di 2 spedizioni semestrali a bordo di un treno speciale che portava da Milano a Roma circa 15/20 miliardi di lire in banconote usate da destinare al macero. Orbene, Lettieri vuole mettere le mani su quel carico…

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Cast principale:

Maurizio Merli

Raymond Pellegrin

James Mason

Silvia Dionisio

Cyril Cusack

Regia: Giuseppe Rosati

Edizioni in dvd: Alan Young

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Questo credo di non averlo mai visto. Rimedierò al più presto.

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