La nottata (1974)

Pubblicato: 1 agosto 2016 in Erotico

la nottata

Pellicola molto particolare diretta da Tonino Cervi, un autore trasversale che non ha mai diretto film banali. La storia si sviluppa interamente nell’arco di un tardo pomeriggio e di una notte milanese, fino alle luci dell’ alba del giorno dopo, e narra le vicende di due giovani e sfrontate ragazze che attraversano senza alcun problema situazioni erotico-trasgressive e decisamente al limite. Il film anticipa di qualche anno le tematiche di “Avere vent’ anni” di Fernando Di Leo, con un finale decisamente più edulcorato e soft, ed è girato con estrema cura e raffinatezza, senza mai concedersi alla volgarità. Certo, ci sono un paio di scene con nudi integrali full frontal (anche maschili!) ma la morbosità non abita da queste parti… Le 2 eroine del film sono Sara Sperati e Susanna Javicoli, tristemente accomunate da un atroce destino: entrambe, infatti sono scomparse prematuramente. La Sperati è morta a 46 anni per overdose e la Javicoli a 49 per un cancro… Inutile dire che in questo film sono entrambe assolutamente bellissime, convincenti e affiatate ed è sempre un piacere gustarsi la loro interpretazione. Ad accompagnarle nella lunga nottata del titolo (una notte nella quale ne accadranno di tutti i colori) abbiamo un Giancarlo Prete in versione taxista siculo, un clamoroso Giorgio Albertazzi “en travesti” (memorabile!), un Claudio Cassinelli in versione omosex (clamoroso anche questo, se vogliamo), una conturbante Martine Brochard e una Giuliana Calandra sophisticated lady. Da vedere.

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In un tardo pomeriggio milanese si incrociano i destini di due giovani e disinibite ragazze, Susy (Sara Sperati) e Angela (Susanna Javicoli). L’ incontro avviene nella toilette di un locale dove una ricca e attempata signora (Giuliana Calandra) ha appena perso un preziosissimo anello: Susy lo trova e Angela lo nasconde. Dopo una capatina in un cinema dove si proietta un film sexy (e dove le due nuove amiche si divertono a provocare un laido spettatore) le due ragazze pensano a come poter rivendere l’ anello ma, ovviamente, non sanno a chi piazzarlo e pensano di chiedere aiuto ad un taxista che le ha appena caricate. Il taxista, Vito (Giancarlo Prete), è di origini siciliane e si offre di aiutarle, naturalmente dividendo l’ eventuale introito ricavato. Ormai si è fatta già sera e quindi Vito porta le ragazze in una balera dove si esibisce l’ orchestra di Raoul Casadei (sì, proprio lui!) e dove ci sarebbe un suo amico (Angelo Pellegrino) ritenuto in grado di metterlo in contatto con un grosso ricettatore. Dopo un ballo d’ obbligo il losco figuro conduce Vito e le ragazze a casa del ricettatore ma trova una sorpresa: è morto… I tre ricominciano a girare in taxi per la città e, dopo una soffiata di un travestito amico di Vito, finiscono in una festa privata in casa di un altro travestito, Destino (un grandissimo Giorgio Albertazzi), famoso per avere amicizie particolari e non proprio “limpide”. Durante la festa, dopo aver assistito ad esibizioni canore e artistiche di dubbio gusto, Vito annuncia coram populo che vuol vendere il famoso anello e uno strozzino, pur riconoscendo il notevole valore del brillocco, si offre di acquistarlo per 300.000 lire. I tre accettano la cifra e, spossessatisi dell’ anello, continuano il tour notturno portandosi dietro dalla festa un giovane gigolò. Ora i 3 sono diventati 4 e consumano tranquillamente un rapporto sessuale nel taxi, suscitando lo sconcerto dei passanti. Quando l’ occasionale ospite si congeda dal terzetto si scopre che le 300.000 lire sono sparite dalla borsa di Susy… I tre continuano a vagare senza meta nella notte milanese e notano una donna (Martine Brochard) legata e imbavagliata in un’ auto: tentano di aiutarla ma vengono sorpresi da 2 uomini armati di pistole che li minacciano. In realtà si tratta di uno scherzo: uno dei 2 (Claudio Cassinelli) è il marito della donna e l’ altro (Max Delys) è l’ amante di entrambi. Si tratta di gente ricca e stramba che vive in un lussuosissimo appartamento con tanto di piscina nel salotto; i 3 finiscono loro ospiti e, dopo il bagno in piscina e la cena, Vito subisce le avances del padrone di casa e di sua moglie mentre Angela si concede a Piero. E la notte è ancora giovane…

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Curiosità: il primo incontro tra le due protagoniste avviene in una toilette di un locale dove si sta svolgendo un concerto rock. Se ne hanno avvisaglie in quanto, fin dai titoli di testa, sono frequenti le inquadrature su un manifesto rosa dove campeggia il solo volto di un capellone con sotto scritto il nome del complesso. Lo stupore per i fans è però quello di scoprire che si tratta dei Goblin (!) e che il volto sui manifesti è quello del bassista Fabio Pignatelli. Non solo: il gruppo compare nel film, seppur per pochi secondi, mentre sta eseguendo un brano e sono riconoscibilissimi Fabio Pignatelli, Massimo Morante, Claudio Simonetti e Carlo Bordini. Nel 1974, prima del planetario successo di “Profondo rosso”, la formazione embrionale dei Goblin si era dapprima chiamata Oliver e poi Cherry Five, nome che darà il titolo anche al loro primo album. Da questo album è tratta “My little cloud land”, la canzone che i Goblin eseguono nel film; ciò dimostra che il gruppo, nonostante fosse in uscita un album con un nome diverso, aveva già deciso di chiamarsi Goblin prima ancora di “Profondo rosso”. Notevole anche la colonna sonora scritta da Vince Tempera, particolarmente ispirata, arricchita da un sax potente e ruffiano e una robusta sezione di archi.

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Cast principale:

Sara Sperati

Susanna Javicoli

Giancarlo Prete

Claudio Cassinelli

Martine Brochard

Giorgio Albertazzi

Giuliana Calandra

Regia: Tonino Cervi

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

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