Il trafficone (1974)

Pubblicato: 2 ottobre 2016 in Commedia

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Divertente commedia giocata sulle deviazioni sessuali che prende spunto da un libro scritto negli anni ’60 da una coppia di sessuologi americani. Il tema trattato è peggio di un campo minato ma il regista Bruno Corbucci sa gestirlo al meglio e non sbraca, firmando una pellicola gustosa e divertente che si concede qualche inevitabile momento pecoreccio ma non scivola nella volgarità. E non era facile. Mattatore assoluto è il gigioneggiante Carlo Giuffrè, qui magliaro e impenitente latin lover, che si finge dottore esperto in sessuologia (con strafalcioni linguistici da antologia) e rastrella soldi a palate cercando di curare i disturbi sessuali nelle coppie che non riescono ad avere rapporti normali o soddisfacenti. A coadiuvarlo c’ è sempre l’ ottima spalla rappresentata da Enzo Cannavale e uno stuolo di starlettes e caratteristi da leccarsi i baffi: il comparto femminile vanta calibri come Rita Calderoni, Adriana Asti, Tina Aumont, Pamela Villoresi, Irina Maleeva e Marilù Tolo ma anche quello maschile non scherza e risponde con Lino Banfi, Elio Zamuto, Vincenzo Crocitti e Gianni Agus! Ah, c’ è perfino un giovanissimo Massimo Dapporto le cui gesta erotiche con la moglie vengono filmate ed analizzate alla moviola facendo il verso alla Domenica sportiva del periodo: e il famoso moviolista Rai Heron Vitaletti diventa… Pitaletti! Insomma si ride di gusto per un’ ora e quaranta e poichè questo è ciò che si chiede al film il bersaglio è centrato. Da vedere.

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Roma. Vincenzo Lorusso (Carlo Giuffrè), magliaro napoletano, sbarca il lunario vendendo ai semafori giacche di finta renna di contrabbando. Un giorno incontra una attraente signora, Laura (Tina Aumont), che gli promette di acquistargliene due se gliele porterà a casa nel pomeriggio; gli dà il suo indirizzo e i due si ritrovano a letto… L’ idillio viene interrotto dall’ improvviso ritorno del marito di lei che fa una scenata tremenda di gelosia che Vincenzo ascolta, terrorizzato, nascosto in un armadio. La scenata si conclude con un focoso amplesso tra marito e moglie, terminato il quale a Vincenzo vengono pagate 50.000 lire per il suo “disturbo”: il marito spiega a Vincenzo di avere difficoltà ad avere rapporti sessuali normali e di riuscire ad eccitarsi solo dopo aver sorpreso la moglie a letto con un altro uomo. Il suo caso particolare è contemplato in un libro, “L’ atto sessuale nell’ uomo e nella donna”, scritto dalla famosa coppia di sessuologi americani Masters e Johnson. Dopo qualche giorno Laura ricontatta Vincenzo ma stavolta gli chiede di offrire i suoi servigi ad un’ amica frigida, Virginia (Adriana Asti), moglie di un pretore d’ assalto con il quale la donna non ha più rapporti sessuali da 4 anni. Dopo una iniziale riluttanza Virginia cede alla potenza sessuale di Vincenzo che quindi comincia a pensare di poter mettere a frutto questa sua abilità tra le lenzuola prendendo spunto dal libro di Masters e Johnson: decide di fingersi un dottore esperto in sessuologia, si inventa un nome falso (Dott. D’ Angelo), mette in piedi un finto studio medico con tanto di segretarie e si fa aiutare dal suo amico Gennarino (Enzo Cannavale) che diventa il suo assistente. Tutto ciò avviene, naturalmente, all’ insaputa della moglie Angela (Rita Calderoni) che è rimasta a Napoli con i loro 3 figli piccoli. I casi presi in esame dal Dott. D’ Angelo sono i più disparati: si va dal contadino Vincenzo Crocitti che non può avere rapporti soddisfacenti con la moglie Pamela Villoresi perchè minidotato (finirà col pistolino in trazione con dei pesi!) al rag. Lino Banfi che riesce ad eccitarsi con la moglie Irina Maleeva solo in situazioni di pericolo (ascensori bloccati, auto in sosta in mezzo alla strada etc.). Ma non finisce qui: il Dott. D’ Angelo risolve casi anche in trasferta e si reca in Versilia (dove l’ Onorevole Gianni Agus ha perso la testa per un travestito) e in Sicilia (dove il ricchissimo barone Elio Zamuto soffre di eiaculazione precoce e quindi non è ancora riuscito a deflorare sua moglie Marilù Tolo). In tutto ciò non bisogna dimenticare gli improvvisi agguati che gli vengono tesi dalla moglie del pretore che, dopo aver preso la “medicina” dopo 4 anni, ora non riesce più a farne a meno… Questa intensa attività porta Vincenzo a trascurare la moglie fingendo stress e stanchezza; la pubblicità su un giornale che vanta le eccezionali capacità di un grande sessuologo di Roma spingerà la signora Lorusso a recarsi nella capitale, presso il suo studio, per chiedere un consulto…

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Ultime due paroline sulla colonna sonora firmata da Ubaldo Continiello, composta quasi esclusivamente da un unico tema principale che ricorre spesso durante il film (e che verrà riciclato in futuro anche ne “L’ affittacamere” di Mariano Laurenti del 1976 e in “Biancaneve & Co.” di Mario Bianchi nel 1982). Per anni ho pensato che “Il ballo del qua qua” di Romina Power somigliasse in maniera fin troppo sospetta al tema di Continiello ma poi ho scoperto che il brano della Power altri non è che una cover di un brano scritto negli anni ’50 (Chicken Dance di Thomas Werner), quindi è il tema di Continiello ad aver preso spunto e non il contrario. Va bene che le note sono solo 7 ma la somiglianza è fin troppo marchiana…

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Cast principale:

Carlo Giuffrè

Enzo Cannavale

Rita Calderoni

Tina Aumont

Adriana Asti

Marilù Tolo

Regia: Bruno Corbucci

Edizioni in dvd: 5° piano

Formato video 1,85:1 letterbox

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