Quando l’amore è sensualità (1973)

Pubblicato: 6 novembre 2016 in Erotico

quando l'amore è sensualità

Interessante dramma erotico firmato da Vittorio De Sisti che, come da consolidata tradizione italiana anni ’70, va a concentrarsi sulle perversioni della provincia perbenista (in questo caso padana) dove in apparenza tutto sembra limpido mentre invece sotto il fuoco cova la cenere del torbido e del morboso. Il cast femminile è da urlo: una virginale Agostina Belli (che fornisce un’ ottima prova attoriale ed è davvero al culmine della sua bellezza), la bellissima meteorina svedese con occhioni da cerbiatta Ewa Aulin (che di lì a poco si ritirerà inspiegabilmente dalle scene con sommo dispiacere di tutti noi aficionados del cinema di genere italiano), l’ intensa e tormentata Françoise Prevost (ruolo non facile, il suo, davvero brava) e la solita spumeggiante Femi Benussi. Inutile dire che tutte e 4 si spogliano senza problemi (la Aulin meno delle altre ma qualcosina la lascia intravedere) mentre invece chi non mostra le sue grazie discinte (peccato!) è Monica Monet, altra meteora dal viso d’ angelo del nostro cinema settantiano. Sul versante maschile clamorosa è l’ interpretazione di un Gianni Macchia letteralmente scatenato e insaziabile: macellaio rozzo, volgare e campagnolo dal forte appetito sessuale, non disdegna di giacere con prostitute prima e, sopratutto, dopo il matrimonio e di sollazzarsi perfino con la suocera. Un autentico toro da monta! Il regista descrive con occhio attento l’ ipocrisia di facciata e il microcosmo nel quale si muovono i protagonisti, tenendo sempre desta l’ attenzione dello spettatore fino al finale che sarà, inevitabilmente, molto teso… A creare l’ atmosfera giusta contribuisce il solito instancabile Ennio Morricone con una colonna sonora che ricorda moltissimo lo stile di “Grazie zia” e “Chi l’ ha vista morire?”, con melodie scandite da inquietanti cori di voci bianche che si ascolteranno anche in futuro ne “Il sorriso del grande tentatore” (tutti film nei quali la componente morbosa è elevatissima). Da vedere.

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La fresca sposina Erminia (Agostina Belli), figlia di una nobile contessa decaduta (Françoise Prevost), dopo aver impalmato il giovane bell’ Antonio (Gianni Macchia), giovanotto aitante di bassa estrazione sociale che si è fatto una posizione nel campo della macelleria, inizia ad avere dei ripensamenti già durante la prima notte di nozze. Gli sposi vanno a vivere in una enorme villa di famiglia in campagna insieme alla madre di lei e ad una anziana domestica ma le cose non filano esattamente per il verso giusto: Erminia, timorata di Dio e cresciuta in un collegio svizzero, è giunta vergine al matrimonio e ha paura di avere rapporti sessuali. L’ aitante maritino cerca in ogni modo di convincerla ma i suoi tentativi falliscono: si consolerà la stessa notte con una prostituta sul tavolaccio della sua macelleria… Ma siamo solo all’ inizio: Erminia non concepisce l’ idea che un uomo possa toccarla e si reca per qualche giorno in città a casa di sua sorella Angela (Ewa Aulin) che invece è disinibita e libertina e cornifica spesso e volentieri il marito popolando, in sua assenza, la casa con amici vari che, durante alcune festicciole, si lanciano in allegre orgette a base di alcol e droga. Tra le sue amicizie spicca per la sua tossicodipendenza conclamata una giovane studentessa universitaria (Monica Monet) che rischierà di finire in overdose… Mentre Erminia è alla ricerca di se stessa e cerca conforto nella sorella il bell’ Antonio non perde tempo e si lancia in continue scorribande sessuali: dapprima si porta in casa una ricchissima vedova allevatrice di bovini (Femi Benussi) e poi allevia finanche le pene della suocera che, segretamente innamorata di lui da sempre, gli si concede in solaio. E’ l’ inizio di un rapporto morboso e perverso destinato a finire male con il ritorno a casa della sposa legittima…

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Cast principale:

Agostina Belli

Françoise Prevost

Gianni Macchia

Ewa Aulin

Femi Benussi

Monica Monet

Regia: Vittorio De Sisti

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Ma si dai, le solite pruriginosità settantiane, col vezzo della denuncia sociale, e in odore di grandi cambiamenti (divorzio su tutti). Bellissime le attrici, sceneggiatura a mio modesto parere nella media, e regia onesta ma senza clamori. Comunque non mi sono annoiato eh, e la scena del festino in casa è molto (e piacevolmente) anni 70.

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