Vai gorilla (1975)

Pubblicato: 20 novembre 2016 in Noir

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Tonino Valerii, regista buono per tutte le stagioni e per tutti i generi, dirige ottimamente questo noir nel quale, ancora una volta, il comune cittadino si ribella alla criminalità e si fa giustizia da solo. Il tema non è nuovo all’ interno del nostro cinema e stavolta l’ eroe di turno finisce col mettersi contro un racket di estorsori; la novità di fondo sta nel fatto che il protagonista, seppur animato da nobili intenzioni, non è sempre del tutto cristallino nei suoi comportamenti, anche se nel finalissimo si riscatterà pienamente. Valerii proviene dal western e si vede; il film è condito da molta azione, da pestaggi, inseguimenti e sparatorie e nel finale c’ è spazio anche per un’ autocitazione: il capo dei “cattivi” viene colpito da un proiettile che attraversa il mirino del suo fucile e gli si conficca in un occhio, come nel duello risolutore di “Per il gusto di uccidere”, primo western diretto da Valerii nel 1969. Protagonista assoluto è il bel Fabio Testi, pienamente in parte e convincente così come il suo perfido antagonista Antonio Marsina e un volutamente spocchioso e sgradevole Renzo Palmer. Sullo sfondo una Claudia Marsani discreta, un giovane e ribelle Saverio Marconi dal capello lungo e riccio (ah, gli anni ’70!), un Al Lettieri non trascendentale (sarebbe prematuramente scomparso di lì a poco) e un Adriano Amidei Migliano decisamente poco credibile nei panni di un commissario di polizia non proprio sul pezzo, per così dire… Piccola partecipazione anche per Giuliana Calandra che sfoggia l’ ennesimo taglio di capelli diverso (mai vista in due film con la stessa capigliatura, incredibile). Vista la violenza di alcune scene il film ebbe addirittura il divieto ai minori di 18 anni (o tempora!): una decisione che reputo assolutamente troppo severa, giacchè nello stesso periodo ben altri film decisamente più tosti erano al massimo vietati ai 14. Da vedere.

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Marco (Fabio Testi), ex stuntman, riesce a farsi assumere con uno stratagemma come guardia del corpo dall’ ingegnere Sampioni (Renzo Palmer), ricchissimo costruttore edile. Grazie alla collaborazione di Ciro (Al Lettieri) ed altri suoi amici viene inscenato un finto sequestro ai danni del costruttore che Marco, fingendo di passare lì per caso, sventa a suon di cazzottoni. Da quel momento Marco diventa l’ ombra di Sampioni ma i due si sopportano malvolentieri: l’ ingegnere ha modi bruschi e arroganti e Marco, dal canto suo, ritiene il suo status di “gorilla” umiliante e mortificante. Purtroppo ha bisogno di soldi per aiutare sua sorella e il giovane fratello Piero (Saverio Marconi), ragazzotto teppistello che frequenta brutte compagnie… Unica nota lieta: Sampioni lo incarica di sorvegliare anche la figlia Vera (Claudia Marsani), da poco tornata dall’ estero, e tra i due nasce una love story. Intanto il costruttore comincia a ricevere telefonate anonime nelle quali gli vengono fatte richieste di enormi somme di danaro, accompagnate da alcuni sabotaggi e attentati dinamitardi all’ interno dei suoi cantieri. Anche Marco ne fa le spese, subendo un agguato nel quale finisce con l’ essere brutalmente pestato per dare un altro avvertimento al suo datore di lavoro. A questo punto, sfruttando le cattive amicizie del fratello, il nostro gorilla inizia ad indagare per suo conto e scopre che a capo del racket c’ è un giovane motociclista (Antonio Marsina) che calza stravaganti stivali da cow-boy e utilizza un fucile di precisione. Decide quindi di tendergli una trappola: non appena viene a conoscenza del fatto che Sampioni si è ormai deciso a pagare Marco lo rapisce e lo nasconde in un posto sicuro, prendendo anche i soldi che l’ imprenditore aveva preparato in un borsone. Riempie il suddetto borsone con giornali e cartacce e si sostituisce a lui per la consegna nel luogo stabilito dove, grazie alla sua vecchia amicizia con un commissario di polizia (Adriano Amidei Migliano), molti agenti sono pronti ad intervenire per arrestare i manigoldi sul fatto. Purtroppo il commissario e i suoi agenti non brillano per scaltrezza e intervengono troppo presto, mettendo così in allarme i furfanti che riescono ad eludere la trappola. Con grande disappunto Marco viene a scoprire che il suo amico Ciro, proprio colui che aveva contribuito a farlo assumere come gorilla, è coinvolto nella banda e gli chiede di incontrare il capo. Ciro gli dà appuntamento all’ ottavo piano di un palazzo; Marco prende l’ ascensore ma, giunto all’ ultimo piano, l’ ascensore si blocca. Mentre una voce inizia a fargli domande su dove si trovino i soldi qualcuno, con un piede di porco, inizia lentamente a svellere il pavimento della cabina dell’ ascensore che, ad un certo punto, si stacca e precipita con Marco che resta disperatamente aggrappato alle pareti con le gambe che penzolano nel vuoto…

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Incredibile (e stranamente poco celebrata) la colonna sonora quasi interamente funky composta per l’ occasione dal trio Bixio / Frizzi / Tempera, in stato di grazia assoluta. Ora però, senza nulla togliere alla genialità dei 3 compositori, va detto che un paio di brani sanno di “già sentito”: mi riferisco in particolare a “Papa was a rolling stone” dei Temptations del 1972 e al pezzone soul “Don’t mess with Mister T” di Marvin Gaye dello stesso anno, tratto dalla colonna sonora originale del film “Trouble man” (uscito in Italia come “Detective G.”). Ascoltare per credere: chi ha voglia si faccia un giro su internet e provi a fare un confronto…

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Cast principale:

Fabio Testi

Renzo Palmer

Antonio Marsina

Claudia Marsani

Saverio Marconi

Regia: Tonino Valerii

Edizioni in dvd: Hobby & Work

Formato video 1,85:1 letterbox

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    In ricordo di Tonino Valerii: 20/05/1934 – 13/10/2016.

  2. La scena dell’ascensore, vale la visione del film. Sarà che a me Fabio Testi non dice più di tanto come attore, e che la sceneggiatura, come hai giustamente richiamato tu, sembra quella di un western, riadattata per i giorni nostri.

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