La schiava io ce l’ho e tu no (1973)

Pubblicato: 5 febbraio 2017 in Commedia

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Deliziosa e fresca commedia diretta da Giorgio Capitani che vede mattatore indiscusso il grande Lando Buzzanca che anche stavolta impersonifica alla perfezione lo stereotipo del macho italiano e sostanzialmente immaturo che si confronta con l’ universo femminile. Il Lando nazionale è contornato dalla bellezza sofisticata di Catherine Spaak, dalla prorompenza autoironica di una ottima Adriana Asti e dalla bella, sexyssima e sconosciuta Veronica Merin che interpreta la schiava del titolo ed è alla sua prima e unica apparizione nel nostro cinema. Capitani ha un gran senso del ritmo e il film scorre via che è un piacere, merito anche della ottima sceneggiatura firmata dal trio Sandro Continenza, Giulio Scarnicci e Raimondo Vianello (gli ultimi due hanno firmato alcuni dei migliori Buzzanca movies e vantano al loro attivo titoli come “Il vichingo venuto dal sud”, “L’ uccello migratore”, “L’ arbitro”, “Il domestico” e “Il gatto mammone”). Si può discutere quanto si vuole sulla figura maschilista del protagonista e su una presunta misoginia di fondo ma non credo fosse questo l’ intento degli autori e del regista: la figura della donna non viene affatto degradata ed il film regala molti momenti esilaranti e gustosi, con un Buzzanca che si dibatte tra le 3 donne e gigioneggia da par suo in una serie di gag irresistibili. Visto che una parte della storia si svolge in Brasile rissulta azzeccatissima la colonna sonora del solito grandissimo Piero Umiliani che sguazza da par suo nella samba e nella bossa nova con una voce che di tanto in tanto ammicca alla celeberrima “Ma-nàh ma-nàh”. Incredibilmente di questo film non esiste nessuna edizione in home video, eccezion fatta per la versione in pellicola Super 8 di fine anni ’70; sarebbe ora che qualcuno si decidesse ad editarlo.

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Palermo. Demetrio Cultrera (Lando Buzzanca) è un playboy scapolo e impenitente ed è proprietario di un autosalone di macchine di lusso. L’ incontro con Rosalba (Catherine Spaak), figlia di un ricco industriale produttore di tonno, si rivela fatale: se ne innamora e i due si sposano rapidamente. Dopo il matrimonio, però, cominciano a venir fuori i problemi: Rosalba è una donna sofisticata e indipendente mentre Demetrio è tradizionalista e ancorato a retaggi del passato in base ai quali la donna dovrebbe sottostare al marito. Rosalba inizia invece ad imporgli una serie di condizioni (che vanno dall’ abbigliamento all’ arredamento moderno della casa, dal teatro alla pesca d’ altura) che inizialmente Demetrio finge di sopportare facendo buon viso a cattivo gioco davanti agli amici ma che, in cuor suo, non riesce a tollerare. Un momento di evasione gli si presenta allorquando conosce  Elena (Adriana Asti), una cliente dell’ autosalone sposata ad un commissario di polizia (Gianni Bonagura), che diviene la sua amante. Dopo alcuni incontri focosi il rapporto con Elena inizia a diventare ingestibile: la donna diventa sempre più oppressiva e gli telefona ossessivamente ad ogni ora con le scuse più assurde, parlando in codice e camuffando la voce poichè teme che i telefoni siano sotto controllo. Quando Elena manifesta la volontà di rivelare la loro relazione clandestina Demetrio la lascia e poi lascia anche la moglie dopo l’ ennesima litigata. Stanco di confrontarsi con donne emancipate e/o petulanti, Demetrio decide di comprarsi una schiava, che rappresenta il suo ideale di donna: una donna docile che gli sia accanto, non gli dia fastidio, sempre pronta ad ubbidire e a non contrastarlo. Parte quindi in aereo per l’ Amazzonia dopo aver saputo che una organizzazione gestita da un ex ufficiale nazista (Gordon Mitchell) si occupa proprio di questo traffico illecito. E così, in una tribù di selvaggi che vive nella foresta amazzonica, sceglie Manua (Veronica Merin), una bellissima ragazza. Dopo averle insegnato a Rio i primi rudimenti del vivere civile Demetrio torna a Palermo con Manua e la esibisce con orgoglio suscitando l’ invidia degli amici, la gelosia di Rosalba e soprattutto di Elena che medita di tornare alla carica… Fatalmente Demetrio finisce con l’ innamorarsi della bella selvaggia però in pubblico vuol far intendere che la ragazza gli sia totalmente sottomessa: le fa portare le valigie, fa cadere l’ accendino e lei si precipita a raccoglierlo e così via… Il top lo raggiunge con una passeggiata nel centro della città con Manua che, a piedi scalzi, trascina il suo padrone comodamente seduto su un risciò (immagine emblematica finita poi sulla locandina del film). Questo attira le ire dei benpensanti e l’ attenzione della polizia in quanto la tratta degli schiavi è notoriamente un reato penale…

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Cast principale:

Lando Buzzanca

Catherine Spaak

Adriana Asti

Veronica Merin

Gianni Bonagura

Regia: Giorgio Capitani

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