Milano rovente (1973)

Pubblicato: 26 febbraio 2017 in Noir

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Storicamente considerato il primo film poliziesco diretto da Umberto Lenzi, “Milano rovente” è in realtà un noir che nasce sulla scia del fenomenale successo della trilogia del milieu di Fernando Di Leo; i film con cui ha maggiori punti di contatto sono soprattutto “La mala ordina” per l’ idea del macrò come protagonista e “Milano calibro 9” per l’ idea di una banda capeggiata da un potente straniero (lì era americano, qui francese) e per una donna fatale della quale si innamora il protagonista, senza ovviamente considerare l’ ambientazione milanese di tutte e tre le pellicole. In “Milano rovente” la polizia ha un ruolo estremamente marginale, tanto più che il commissario che si vede in azione (il buon Franco Fantasia) ha poche battute e si vede in azione prevalentemente nel sottofinale, venendo peraltro sopraffatto; Lenzi si concentra maggiormente sull’ approfondimento dei personaggi mafiosi (siciliani e stereotipatissimi, d’ accordo) in una continua escalation di violenza, tralasciando totalmente l’ aspetto poliziesco, genere del quale di lì a poco diventerà un maestro indiscusso firmando capolavori leggendari. D’altronde che Lenzi volesse dirigere una gangster story piuttosto che un poliziesco lo si capisce anche dagli espliciti parallelismi tra la città di Milano anni ’70 e la Chicago anni ’30. Il film ha un ritmo serratissimo con pochissime pause e funziona alla grande nonostante il protagonista Antonio Sabàto (qui sfruttatore di prostitute ad alto livello) sia molto spesso sopra le righe e risulti un po’ grossolano nei suoi atteggiamenti, altresì bilanciato invece da un compito Philippe Leroy (boss della droga elegante e inappuntabile). Tra i comprimari ricordiamo Tano Cimarosa e Alessandro Sperlì mentre nel comparto femminile spiccano la bellissima Marisa Mell e una ottima Carla Romanelli (più una serie di starlette semisconosciute che interpretano le prostitute, tra le quali ho identificato Elsa Boni, Marta Fabiani e Gabriella Lepori). Notevole, inoltre, la colonna sonora jazzata del maestro Carlo Rustichelli. Senz’ altro da vedere.

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Totò Cangemi (Antonio Sabàto), siciliano trapiantato a Milano da 6 anni, è il capo indiscusso della prostituzione milanese; dietro la facciata onesta di imprenditore ortofrutticolo nasconde un vero e proprio impero e i suoi affari vanno a gonfie vele fino a quando non viene contattato da un francese, Roger Daverty detto “le Capitain” (Philippe Leroy), che è invece un boss della droga. Il francese vorrebbe veicolare la droga a Milano attraverso le prostitute di Gangemi e, giusto per mettere subito le cose in chiaro, gli fa uccidere la sua ragazza più quotata (Elsa Boni) e gliela fa trovare annegata nella piscina del club esclusivo dove Cangemi va a nuotare tutte le mattine. Per essere ancora più convincente nasconde anche una quantità di droga nell’ appartamento di Cangemi minacciando di denunciarlo alla polizia e inoltre lo ricatta facendogli ascoltare un nastro nel quale la ragazza annegata in piscina lo accusa di sfruttare la prostituzione. Totò dapprima rifiuta l’ affare (anche perchè la percentuale del 30 % proposta dal francese non lo soddisfa) e poi, dopo che gli uomini di Daverty, travestiti da poliziotti, hanno messo in atto una finta retata sequestrandogli per giorni molte sue “lavoratrici” causandogli un grave danno economico, passa al contrattacco piazzando una bomba nell’ auto del Capitain che sfugge per un pelo all’ agguato mortale. Da questo momento la guerra tra le due bande è aperta e senza esclusioni di colpi, con prostitute picchiate e sfigurate con l’ acido e agguati e pestaggi a catena: un autentico tourbillon di violenza nel quale la polizia è semplicemente spettatrice inerme. Linuzzo (Antonio Casagrande), amico fraterno di Totò e suo braccio destro, per venir fuori dalla guerra propone di contattare un boss siciliano appena rientrato da New York: Billy Barone (Alessandro Sperlì). Inizialmente i suoi metodi diplomatici sembrano non sortire effetto ma, alla lunga, si rivelano efficaci e la neo-alleanza vedrà come soci Cangemi, le Capitain e anche Billy Barone. Tutto fila liscio e quindi Totò si può rilassare con Jasmine (Marisa Mell), una donna conosciuta in un night della quale si innamora e con la quale va a vivere in Costa Azzurra dopo aver acquistato una costosissima villa. Le sue spese folli cominciano a creare malumori negli altri due soci e i rapporti si incrinano nuovamente poichè stanno slittando i pagamenti delle percentuali…

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Cast principale:

Antonio Sabàto

Philippe Leroy

Marisa Mell

Carla Romanelli

Tano Cimarosa

Regia: Umberto Lenzi

Edizioni in dvd: Rarovideo

Formato video 2,35:1 anamorfico

commenti
  1. Francesco ha detto:

    Grandissimo film. Per il resto hai detto tutto. Pensare che qalche giorno fa avevo deciso di segnalarti questa strana mancanza tra i film di Umberto Lenzi. Bravissimo A. Sabato e segnalo che Casagrande dovrebbe essere il padre del noto comico salemmiano. Il film dovrebbe essere su Youtube x chi è impaziente di vederlo.

  2. johntrent70 ha detto:

    Confermo le tue info su Casagrande, che in questo film di Lenzi è diventato siciliano per esigenze di copione.
    Tranquillo, pian pianino cerco di colmare tutte le lacune… Il lavoro sugli anni ’70 è ancora lungo… 🙂
    Se hai film da segnalare fallo sempre senza indugio e grazie.

  3. I richiami a Fernando Di Leo sono davvero tanti, però il film è aprezzabile nel suo insieme, e gli attori ce la mettono tutta. Un lavoro onesto e godibile a mio modesto avviso, ma nulla di eccelso, se paragonato ai grandi classici del periodo.

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