Hasta siempre, Tomas Quintin Rodriguez Milian…

Pubblicato: 24 marzo 2017 in Avvisi ai naviganti

Tomas Milian

Non voglio ancora crederci: il 22/3/2017 Tomas Milian è morto.
Attore straordinario, maschera dai mille volti (che non era solo quella di Nico il pirata o Er Monnezza, personaggi ovviamente fondamentali che lui per primo amava), talento puro e fascino maledetto. Unico e inimitabile, capace di reinventarsi mille volte.
Non voglio cadere nella trappola della retorica e della celebrazione post mortem, attività nella quale in Italia siamo eccellenti. Non voglio semplicemente perchè Tomas io l’ho sempre celebrato, fin da bambino. Sono letteralmente cresciuto dapprima con i suoi film più popolari, quelli di genere nei quali si esibiva col suo linguaggio colorito; successivamente ho scoperto l’altra faccia di Tomas, quella più impegnata. E ho amato tutte le sfaccettature di questo cubano che in Italia ha trovato la dimensione perfetta per far esplodere tutto il suo enorme potenziale.
Nel 1980 avevo 10 anni, vidi per la prima volta “Squadra antifurto” in super 8 (i bei tempi del cinema in casa a proiettare sui muri bianchi delle pareti) e fu amore a prima vista. Iniziai a recuperare pian piano tutti i suoi film in super 8 (cominciando proprio dalla serie delle “squadre”) ed ogni volta mi sorprendeva la sua bravura. In quello stesso periodo, l’epoca d’oro delle tv locali, ebbi la fortuna di vedere numerosi altri suoi film, dai polizieschi tipo “Roma a mano armata” (trasmesso innumerevoli volte) e “La banda del trucido” al western “Se sei vivo spara” e al giallo “Non si sevizia un paperino”, visto una domenica pomeriggio del 1981 e in versione uncut! Poi ci fu l’avvento dei network nazionali e spuntarono fuori altre perle come “La banda del gobbo” o “Il cinico, l’infame, il violento”. Come potevo non amarlo? E mentre io crescevo e avevo la possibilità di vedere al cinema un “Manolesta” o un “Delitto al ristorante cinese” arrivarono le vhs e l’operazione di recupero proseguì inesorabile. Poi i dvd…
Tomas ha lavorato con grandi registi: da Bolognini a Visconti, da Maselli a Pasolini, da Lattuada a Lizzani, da Antonioni a Bertolucci. E non dimentichiamo Lucidi, Petroni, Sollima, Massi, Fulci, Lenzi, Guerrieri, Festa Campanile, Martino e i fratelli Corbucci. Senza citarli tutti tutti siamo di fronte alla Storia del cinema italiano.
Pazienza se alla fine il grosso pubblico lo ricorda solo per il personaggio di Nico Giraldi; in fondo è quasi fisiologico, visto che quella serie di pellicole conta ben 11 capitoli ed è il personaggio che ha interpretato più spesso. Grave, invece, è l’errore di confonderlo e fonderlo col personaggio del Monnezza, errore imperdonabile che mai e poi mai può essere perdonato.
Ma ancora più grave è (rimanendo solo nell’ambito del cinema di genere) dimenticarsi del Vasco, di Cuchillo, di Solomon Bennet, di Tepepa, del cangaceiro Espedito, di Provvidenza, di Giulio Sacchi, di Tomas Ravelli, di Chaco, del capitano Sperlì, del primo Rambo, di Andrea Martelli della Notte, di Sakura, del gobbo, del cinese, di Luigi Panacchioni, Quinto Cecioni, Gino Quirino, Tony Roma…
Davvero incredibile la versatilità e il trasformismo di quest’uomo, capace di passare con disinvoltura da uno psicopatico come il Giulio sacchi di “Milano odia” allo sbirro di “Squadra volante”, dal cinese Sakura di “Il bianco, il giallo, il nero” allo Charlot del West nei due “Provvidenza” o all’irriconoscibile cav. Marelli di “40 gradi all’ombra del lenzuolo” e così via… Semplicemente fantastico.
E mentre sto qui a snocciolare tutti questi eroi (perchè sono TUTTI eroi) c’è un maledetto groppo alla gola che proprio non vuole andar giù.
Hasta siempre, Tomas.

commenti
  1. Francesco ha detto:

    Cuchillo non corre più….

  2. johntrent70 ha detto:

    Cuchillo se ne è andato davvero…

    • Francesco ha detto:

      Mi dispiace solo che non abbia potuto coronare il suo desiderio di rientrare e vivere gli ultimi anni a Roma. Peccato davvero. Nei mesi scorsi ho cercato e ascoltato tutte le sue interviste dove raccontava con ironia tanti aneddoti dei suoi film: da Il tormento e l estasi a faccia a faccia ( cn Volonté) da Tepepa ( con O. Wells) ai polizieschi. La sua amicia con il romanaccio Quinto Gambi (stuntman) da cui traeva ispirazione x i personaggi più coatti. E poi il look nel Cangaceiro o nei 4 dell’Apocalisse: come nn hanno potuto ispirare il pirata di J. Depp? Si scopre una persona estremamente intelligente oltre che simpaticissima. Peccato non averlo avuto in Italia negli ultimi anni…

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