Imputazione di omicidio per uno studente (1972)

Pubblicato: 27 marzo 2017 in Noir

imputazione di omicidio per uno studente

Pronti, via… e ritorniamo con la macchina del tempo agli anni di piombo, con le violente contestazioni giovanili che si contrappongono alla violenza della polizia. Lo sceneggiatore Ugo Pirro, personaggio di spicco del nostro cinema di impegno civile e di denuncia di quegli anni (basti citare “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” o i futuri “La classe operaia va in paradiso” e “San babila ore 20”) scrive una storia che precipita immediatamente lo spettatore nel clima giusto, con un bel prologo fatto di scontri violentissimi tra studenti e forze dell’ ordine. In cabina di regia c’ è Mauro Bolognini (e già questa è garanzia di qualità) che però si affranca immediatamente dal coevo e nascente filone poliziesco e lascia pochissimo spazio all’ azione, preferendo concentrarsi soprattutto sui dialoghi e sull’ analisi dei personaggi, con l’ ottima contrapposizione e lo scontro generazionale tra i due protagonisti padre e figlio (il navigato Martin Balsam ed un giovane Massimo Ranieri), l’ uno giudice istruttore che applica (o dovrebbe applicare) la legge e l’ altro studente contestatore e violento. Bolognini mostra le crepe del sistema giudiziario che sembra quasi tendere più alla rappresaglia che ad una vera giustizia. Oltre i due protagonisti si avvale delle ottime interpretazioni di un gruppo di attori straordinari, tutti perfettamente in parte: Turi Ferro e Giuseppe Colizzi (due commissari di polizia), Salvo Randone (procuratore generale), Mariano Rigillo (sacerdote “sui generis”) e Valentina Cortese (che qui inaugura la sua lunga serie di ruoli di madre tormentata). In Italia (il solito scandalo) non esiste ancora di questa pellicola una edizione in dvd (bisogna ripescare una vetusta vhs CGD/Videosuono degli anni ’80) e quindi tocca rivolgersi all’ estero: Spagna e Francia lo hanno editato già da anni e con audio italiano. Da vedere.

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Roma: in una borgata sono in corso furibondi tafferugli tra la polizia e un nutrito gruppo di studenti. Nel gruppo degli studenti c’ è anche il giovane Fabio (Massimo Ranieri) che, nella confusione generale, raccoglie da terra un pugno di ferro e colpisce alla tempia un poliziotto, uccidendolo. Frattanto si ode un colpo di pistola: uno dei manifestanti viene ucciso, con conseguente fuggi fuggi generale che consente a Fabio di mischiarsi alla calca e non essere arrestato. La notizia della morte del poliziotto manda su tutte le furie il giovane e rampante commissario Cottone (Giuseppe Colizzi) che si lancia alla ricerca di un capro espiatorio mentre invece il più anziano e scafato commissario capo Malacarne (Turi Ferro), prudente e riflessivo, lo invita alla calma. L’ occasione ghiotta si presenta subito: tra gli studenti fermati dalla polizia c’ è Massimo Trotti (Luigi Diberti), uno dei più infervorati, rimasto ferito negli scontri. Poichè ha i vestiti insanguinati il commissario Cottone cerca di incastrarlo, anche perchè il caso vuole che il gruppo sanguigno del giovane corrisponda a quello dell’ agente ucciso. A condurre l’ istruttoria viene chiamato il giudice Sola (Martin Balsam) che, per ironia della sorte, è anche il papà di Fabio. Ricorrendo alle tattiche più sottili il giudice smonta scientificamente tutte le tesi difensive del giovane senza sapere di avere il vero colpevole proprio sotto il suo tetto… Fabio, che in casa appare timido e introverso, ha sempre tenuto nascosta ai genitori la sua affiliazione ad un gruppo studentesco di estremisti di sinistra e vorrebbe anche costituirsi ma i suoi compagni lo invitano a tacere, preferendo puntare l’ attenzione sul fatto che non si stia cercando con tanto accanimento l’ assassino che ha sparato allo studente mentre invece le indagini si stanno concentrando solo sulla scoperta del responsabile dell’ omicidio del poliziotto, oltretutto perseguitando un innocente: il Trotta, infatti, era stato uno dei primi ad essere arrestato e portato via su un cellulare e quindi non poteva essere stato lui a sferrare il colpo mortale… Durante una notte Fabio trafuga i verbali dell’ istruttoria da una cartellina del padre e ne fornisce una copia ai suoi compagni che ne pubblicano interi stralci sul loro giornale studentesco. L’ indagine viene quindi compromessa e la cosa solleva un enorme polverone, anche perchè il colpevole della fuga di notizie è fin troppo facile da rintracciare. Fabio confessa al padre la verità sulla sua colpevolezza ma vuole che il padre si attivi anche per scoprire l’ assassino del suo compagno… Cosa farà ora il giudice?

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La colonna sonora è affidata al sommo Ennio Morricone e il tema dei titoli di testa, inizialmente strumentale, diventa cantato su quelli di coda da Massimo Ranieri (ed è anche giusto, visto che si tratta prettamente di un cantante successivamente “prestato” al cinema) su testo di Giancarlo Bigazzi (che, al solito, proponiamo):

Un po’ per giorno dire di no
a ninna nanne perse per via
e tu, vita mia, fuggi da me
là dove il cielo non c’è…
Un po’ per giorno io morirò
e per riaverti ti perderò:
ho sete di te e nostalgia
di una stagione, la mia…
Griderò
e il mondo dorme, lo so:
la dolcezza è tutto quel che ho…
Vita mia,
se il mondo no, non cambierà
io griderò, io griderò…
Un po’ per giorno io morirò
e per riaverti ti perderò:
ho sete di te e nostalgia
di una stagione, la mia…

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Cast principale:

Massimo Ranieri

Martin Balsam

Turi Ferro

Giuseppe Colizzi

Valentina Cortese

Salvo Randone

Regia: Mauro Bolognini

Edizioni in dvd: Filmax (Spagna)

Formato video 1,85:1 letterbox

commenti
  1. Bellissima cronaca di quelli anni, con attori veramente professionali.

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