L’affittacamere (1976)

Pubblicato: 21 maggio 2017 in Commedia

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Notevole e spintissima commedia degli equivoci diretta dallo specialista Mariano Laurenti che si avvale della presenza di una Gloria Guida nudissima e in gran forma. Per la Guida si tratta indubbiamente di un periodo iperproduttivo e di una delle sue pellicole che, personalmente, trovo tra le più audaci; basti pensare che, al di là dei nudi integrali full frontal, le situazioni pruriginose in cui viene a trovarsi sono davvero notevoli (tipo l’ onorevole che le appone firme con un pennarello su tutto il corpo o l’ avvocato che le fa la doccia massaggiandole il sedere). La sceneggiatura di Bruno Corbucci e Paolo Brigenti è tutta giocata sull’ ambiguità di una pensione chiamata Pensione Paradiso, da tutti ritenuta una sorta di bordello, e il cast è davvero di primissimo livello: Enzo Cannavale e Lino Banfi si ritagliano alcuni duetti irresistibili mentre Giuseppe Pambieri è il belloccio di turno, Vittorio Caprioli incarna con stile e ironia un onorevole che di notte si traveste per andare a mignotte, Luciano Salce è un chirurgo col vizietto di tagliare i testicoli ai suoi pazienti (e Vincenzo Crocitti scampa per poco all’ “affronto”) e Adolfo Celi è un giudice (curiosamente nello stesso anno lo è anche in “Febbre da cavallo”) che mostra una verve comica favolosa, per non parlare di uno scatenatissimo Giancarlo Dettori in versione toscanaccio (alcune sue battute sono davvero fenomenali). Sul versante femminile va segnalata una pregevole Marilda Donà (anche lei di Merano come la Guida e futura valletta di Domenica in al fianco di Pippo Baudo), anch’ essa desnuda, con Giuliana Calandra in versione moglie gelosa e la “cicciona” Fran Fullenwider che rivedremo in seguito in “Melodrammore”.
Piccole curiosità: il personaggio della Guida è infatuato di Giuseppe Pambieri (così come ne “La liceale”) e nei successivi film in cui interpreta il ruolo della liceale (ma anche in “Peccati di gioventù” e “L’infermiera di notte”) si chiama sempre Angela ma qui invece Angela è il nome di sua sorella… La colonna sonora è affidata ad Ubaldo Continiello che ricicla anche il tema de “Il trafficone”. Divertentissimo.

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Le due sorelle Mainardi, Giorgia (Gloria Guida) e Angela (Fran Fullenwider), ricevono in eredità da una vecchia zia che aveva il vizietto di giocare alle corse una enorme villa nella campagna bolognese. Fatale era stato per la vecchietta l’ incarico di far puntare a Giorgia su un cavallo che aveva effettivamente vinto la corsa ma Giorgia, segretamente attratta da un tipografo e fantino dilettante, Anselmo Bresci (Giuseppe Pambieri), aveva invece scommesso su di lui perdendo i soldi e causandole così un infarto.
La villa versa in pessime condizioni ma Giorgia ha l’ idea di farla ristrutturare completamente e trasformarla in pensione. Il primo cliente sarà il maresciallo dei carabinieri Pasquale Esposito (Enzo Cannavale) e il suo cane antidroga in trasferta a Bologna per una cura disintossicante. Il secondo è un avvocato (Giancarlo Dettori) che incontra Giorgia in condizioni “particolari”: il vestito le si strappa rimanendo incastrato tra le porte chiuse dell’ autobus e quindi, rimasta mezza nuda, la ragazza si infila nella sua auto. Quando Giorgia lo invita alla pensione l’ avvocato immagina si tratti di una sorta di casa di piacere… Giorgia, capita l’ antifona, comincia a giocare sull’ equivoco e, per catturare clientela, inizia a far credere che la pensione sia effettivamente un paravento che nasconde una attività postribolare. Con questo stratagemma attira un deputato (Vittorio Caprioli) e un chirurgo (Luciano Salce), cliente dell’ avvocato già ospite nella pensione. Anche il fidanzato della corpulenta Angela, Lillino (Lino Banfi), scroccone con velleità registiche teatrali, decide di soggiornare presso di loro.
La voce comincia a girare in città ed attira l’ attenzione del severissimo giudice Damiani (un Adolfo Celi con baffetti di hitleriana memoria), autentico paladino della moralità e della difesa del comune senso del pudore, strenuamente impegnato a far sequestrare riviste e quant’ altro mostri i minimi accenni di nudità. Il giudice decide di irrompere nella pensione proprio nella sera in cui sua moglie (Marilda Donà) e il tipografo/fantino Bresci, che hanno da tempo una relazione, hanno pensato di soggiornarvi per una notte. E a lui si aggiunge la gelosissima moglie (Giuliana Calandra) del chirurgo che aveva millantato di voler acquistare la pensione per trasformarla in clinica. Si ritroveranno tutti lì…

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Cast principale:

Gloria Guida

Lino Banfi

Enzo Cannavale

Vittorio Caprioli

Adolfo Celi

Luciano Salce

Regia: Mariano Laurenti

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