Ultimo tango a Parigi (1972)

Pubblicato: 26 agosto 2017 in Erotico

Image and video hosting by TinyPic

“Voglio farti un discorso sulla famiglia…”

Ed eccolo qui, il film scandalo per antonomasia del nostro cinema. Una pellicola così controversa e potente da riuscire ad avere un impatto letteralmente devastante sull’immaginario collettivo (eravamo nel 1972) del nostro paese: si è parlato di pornografia (vabbè…), di erotismo volgare, di eros e thanatos, di tutto e di più…
E, giusto per far capire il nostro livello di inciviltà e bassezza, facciamo un po’ di cronistoria: il film fu sequestrato per oscenità sul finire del 1972 per poi essere dissequestrato un anno dopo. In un secondo processo fu nuovamente sequestrato, condanna poi confermata in appello nel 1974 e ribadita nel 1976 dalla Cassazione che ordinò che tutte le copie del film fossero distrutte o bruciate (alcune copie si sono miracolosamente salvate e sono tutt’oggi conservate nella Cineteca Nazionale come “corpo del reato”)… Il produttore Alberto Grimaldi e il co-sceneggiatore Franco Arcalli vennero anche condannati a due mesi di prigione con la condizionale mentre al regista Bernardo Bertolucci toccò una condanna a quattro mesi (tutte le pene vennero sospese). Motivo? Offesa al comune senso del pudore… Una barbarie. E pensare che prima del sequestro il film era il secondo maggior incasso alle spalle de “Il padrino”. Quanto avrebbe potuto incassare ancora?
10 anni dopo la sua uscita, nel 1982, la pellicola fu proiettata a Roma nel corso di una rassegna cinematografica (“Ladri di cinema”), cosa che costò agli organizzatori una denuncia. Dopo altri faticosi 5 anni, “Ultimo tango a Parigi” fu definitivamente riabilitato e nel 1987, ben 15 anni dopo la sua prima uscita, circolò nuovamente nelle sale e in tv (tagliato ma vabbè, sui tagli televisivi si potrebbe parlare per giorni interi). 15 anni: la pagina più buia e scandalosa della censura nel nostro paese. Una censura che, piuttosto ottusamente, ha  sempre osteggiato il film per le scene erotiche (chi non ricorda la famigerata scena del burro con cui Brando costringe la Schneider ad un rapporto anale?) ed il linguaggio troppo “esplicito” senza invece soffermarsi sulla sua natura estremamente drammatica: Bertolucci ha firmato un film sulla morte pieno di disperazione, un film che trasuda morte da ogni inquadratura, da ogni gesto o movimento di macchina, da ogni respiro. Un film che non lascia indifferenti, che si può odiare o amare (io appartengo alla seconda schiera) ma non ignorare. E questo lo consacra nell’Olimpo.
Protagonisti sono il cupo e malinconico Marlon Brando (autentica icona con pullover a girocollo e cappotto cammello), e la giovane ventenne parigina Maria Schneider: un connubio esplosivo che funziona alla grandissima. Figure di contorno sono Jean-Pierre Léaud e il bravissimo Massimo Girotti con la partecipazione di Veronica Lazar nei panni di una… morta. E sullo sfondo una Parigi plumbea, grigia e mesta, quasi funerea. Un anno dopo Nando Cicero ne girerà una folgorante parodia con Franco Franchi al posto di Marlon Brando: “Ultimo tango a Zagarol”. Grandiosa, ma questa è un’altra storia…
Curiosità: protagonisti del film avrebbero dovuto essere Jean-Louis Trintignant e Dominique Sanda (che con Bertolucci avevano già fatto “Il conformista” due anni prima) ma Trintignant rifiutò e dopo di lui anche la Sanda, all’epoca incinta. Anche Jean-Paul Belmondo rifiutò mentre Alain Delon si mostrò possibilista, a patto di produrre il film. Il coinvolgimento della United Artists portò invece alla scrittura di Brando.
La colonna sonora, firmata dal sassofonista Gato Barbieri, è composta sostanzialmente da un tema principale che però, ripetuto in varie versioni jazzate e rielaborate, assume ogni volta caratteristiche diverse (ora nostalgiche, ora dolorose, ora passionali, ora disperate). Una perla. E un film che va visto. E amato.

ultimotangoaparigi1

ultimotangoaparigi2

Il quarantacinquenne Paul (Marlon Brando), un americano ormai trapiantato a Parigi da anni, sembra aver perso ogni interesse e ragione di vita dopo il suicidio della moglie Rosa (Veronica Lazar). Girovagando per la città incontra casualmente la ventenne parigina Jeanne (Maria Schneider) all’interno di un appartamento in affitto totalmente vuoto che entrambi si trovano a visitare contemporaneamente; dopo un breve scambio di battute scoppia la scintilla fatale e i due consumano un fugace ma intenso amplesso sul pavimento. Passato il momento di foga i due si ripromettono di rivedersi, sempre nello stesso appartamento che intanto Paul ha deciso di affittare; la loro alcova segreta viene lasciata volutamente spoglia, senza mobili, con al centro del salone solo un materasso dove Paul e Jeanne esplorano tutti i confini della loro sessualità con la promessa di non rivelarsi i loro nomi e di non raccontarsi nulla di loro stessi. Una relazione di sensi e basta.
Jeanne, figlia di un ex colonnello dell’esercito morto in Algeria nel ’58, è fidanzata con Tom (Jean-Pierre Léaud), un giovane cineasta che sta girando un film documentario che la vede protagonista insieme a gente comune intervistata per la strada. Dopo svariati “incontri” confessa a Paul di essersi innamorata di lui ma lui rifiuta l’idea e la lascia.
Paul gestiva insieme alla defunta moglie una modesta pensione; la morte della moglie lo fa avvicinare alla suocera, giunta a Parigi per il funerale, e soprattutto a Marcel (Mario Girotti), ospite fisso della pensione nonché amante storico della sua defunta signora. Una lunga conversazione con Marcel (che, tra le altre cose, ha una vestaglia identica alla sua) gli fa riconsiderare i suoi sentimenti e, dopo aver vegliato il cadavere della moglie (memorabile il suo monologo al capezzale della defunta), capisce di essere innamorato di Jeanne… Si mette alla sua ricerca e, dopo qualche tempo, riesce ad incontrarla in una sala da ballo dove si sta svolgendo una gara di tango…

ultimotangoaparigi3

ultimotangoaparigi4

ultimotangoaparigititoli

Cast principale:

Marlon Brando

Maria Schneider

Mario Girotti

Jean-Paul Léaud

Regia: Bernardo Bertolucci

Edizioni in dvd: Dall’Angelo

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. Sep ha detto:

    IMHO, sopravvalutatissimo e davvero modesta pellicola

  2. johntrent70 ha detto:

    Avercene OGGI film italiani così modesti, avercene…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...