La lupa mannara (1976)

Pubblicato: 5 novembre 2017 in Horror

la lupa mannara

Il licantropo (o lupo mannaro) è sempre stato un buon frequentatore del cinema horror di tutti i tempi ma quanti sono i film che hanno visto protagonista un licantropo donna? L’idea viene in mente al geniale Rino Di Silvestro, regista scrupoloso e determinato che firma soggetto, sceneggiatura e regia e si inventa “La lupa mannara” (sempre benedetti siano nei secoli dei secoli gli anni 70!). A vestire (ma mica poi tanto) i panni della licantropa abbiamo la giovane biondona svizzera Annik Borel che mostra una fisicità prorompente e si esibisce in sfrontatissimi nudi full frontal fin dai titoli di testa nei quali si produce in una danza tribale al chiaro di luna all’interno di un cerchio di fuoco (su ottime percussioni di Lallo Gori, uno che sapeva il fatto suo) prima di trasformarsi in lupacchiona e riempirsi di una pelliccia di peli… Che fine abbia fatto la Borel dopo questa pellicola non è dato saperlo ma di certo ha lasciato un segno indelebile nel cuore di noi appassionati di cinema italiano seventies.
Tenendosi sempre in bilico tra horror e dramma psicologico Di Silvestro firma una pellicola certamente delirante per lunghi tratti ma che mantiene un certo rigore e dosa sapientemente i momenti splatter fino ad avere nel finale addirittura un’incursione nel rape & revenge! Aggiungiamo a tutto ciò abbondanti scene di sesso e nudi gratuiti e il succulento piatto è servito… La protagonista è assolutamente perfetta nelle sue espressioni feroci e “lupesche” e pazienza se il make-up della trasformazione non è propriamente il massimo (una pellicciotta di peli attaccati sul corpo e una dentiera con zanne): d’altronde non si tratta certamente di un film ad alto costo (tutt’altro!) e non si può storcere troppo il naso… E poi Rob Bottin e Rick Baker avrebbero meravigliato il mondo con i loro trucchi per i film di Joe Dante (“L’ululato”) e John Landis (“Un lupo mannaro americano a Londra”) solo 4/5 anni dopo (e con i soldoni delle produzioni americane).
Ultima nota sul cast del film, davvero ottimo: si va da Dagmar Lassander (anche lei nuda full frontal) a Tino Carraro, da Howard Ross a Elio Zamuto e Frederick Stafford! Ottimo cocktail di più generi (erotico, drammatico, horror, rape & revenge), va senz’altro visto.
P.S. il tema musicale romantico di Lallo Gori è davvero meraviglioso.

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La bella Daniela (Annik Borel) vive con il ricchissimo padre (Tino Carraro) in una mega villa con piscina e nutre una malcelata invidia nei confronti della sorella Irene (Dagmar Lassander) che si è trasferita in America, si è felicemente sposata ed è diventata una fisica nucleare importante. Lei, invece, dopo aver subito una violenza sessuale all’età di 15 anni, ha sviluppato una forte repulsione nei confronti degli uomini ed è sola e sconsolata. Dopo aver curiosato in soffitta, ritrova dei vecchi carteggi relativi ad una sua antenata che, 2 secoli prima, era stata perseguitata e bruciata sul rogo in quanto ritenuta strega e/o lupa mannara da un gruppo di contadini bifolchi e inferociti: l’immagine del ritratto di questa sua antenata le assomiglia in modo impressionante… Daniela inizia ad avere incubi nei quali rivive la trasformazione in licantropa della sua antenata e la sua orrenda fine ed inizia a suggestionarsi e a pensare di esserlo anch’essa. Improvvisamente giungono dagli USA per una breve vacanza italiana la sorella Irene e il marito Fabian (Osvaldo Ruggieri), identico in tutto e per tutto ad un contadino ucciso dalla lupa mannara nell’incubo di Daniela. La donna, dopo aver spiato i due che fanno l’amore, attira il cognato nel bosco e, dopo averlo sedotto, lo uccide azzannandolo al collo: ed è luna piena… Gli inquirenti ritengono che il poveretto, visti i segni di sbranamento sul corpo, sia stato attaccato da alcuni cani ed il caso viene archiviato. Nessuno sospetta di Daniela che intanto, in preda allo shock, viene ricoverata in una clinica psichiatrica dove ne combina di tutti i colori: dapprima uccide con delle forbici una paziente lesbica (Giuliana Giuliani) che le dedicava particolari attenzioni e poi fugge nascondendosi nell’auto di una dottoressa che farà finire fuori strada. Vagando senza meta, accetta il passaggio da un vecchio playboy che la porta nella sua garçonniere e tenta di usarle violenza: anche lui finisce sbranato… L’ispettore di polizia Modica (Frederick Stafford) indaga sui delitti e, dopo un illuminante colloquio con lo psichiatra di Daniela (Elio Zamuto), si convince che la responsabile dei delitti è proprio la ragazza, ormai convinta di essere la reincarnazione della sua antenata malefica. La presunta licantropia sarebbe una malattia mentale innescata da un meccanismo di difesa nei confronti delle egemoni figure maschili che hanno segnato la sua vita… Daniela, intanto, continua la sua fuga e, dopo aver ucciso con le solite modalità una ragazza che si era accoppiata col suo partner in un fienile, ruba dei vestiti puliti ed incontra Luca (Howard Ross), un aitante stuntman cinematografico; Luca si dimostra gentile e la ospita in casa sua all’interno di un vecchio villaggio western in disuso. I due si innamorano, iniziano a convivere e Daniela sembra aver finalmente vinto la sua riluttanza nei confronti del sesso maschile… Purtroppo l’idillio viene spezzato da tre balordi che, dopo aver fatto irruzione in casa, la violentano e poi uccidono anche Luca che era tornato e aveva tentato di salvarla. Daniela si mette allora sulle tracce dei tre e riesce ad ucciderli uno alla volta in modi estremamente fantasiosi, mentre intanto la polizia è sulle sue tracce…

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Cast principale:

Annik Borel

Dagmar Lassander

Elio Zamuto

Howard Ross

Frederick Stafford

Tino Carraro

Regia: Rino Di Silvestro

Edizioni in dvd: Neo Publishing (Francia) e Rarovideo

Formato video 1,85:1 anamorfico

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