Il testimone deve tacere (1974)

Pubblicato: 7 gennaio 2018 in Noir

il testimone deve tacere

Film scritto (con Giuseppe Pulieri) e diretto da Giuseppe Rosati, regista che qui oscilla sapientemente tra il cinema impegnato di denuncia sociale alla Damiani e Petri e il cinema più propriamente di genere e finisce con il confezionare un buonissimo prodotto. In ciò è supportato sicuramente da un cast di facce “di genere” di prim’ordine: protagonista è Bekim Fehmiu, perfettamente a suo agio nei panni del cittadino esemplare che persegue i suoi ideali di giustizia, mentre ad affiancarlo troviamo gli ottimi Aldo Giuffrè ed Elio Zamuto (rispettivamente commissario e giudice) cui vanno aggiunti Romolo Valli, Guido Alberti, Guido Leontini, Claudio Nicastro, Daniele Vargas e Luciano Rossi. Un tripudio! E non dimentichiamo il piccolo “cameo” del grandissimo Luigi Pistilli che si vede per soli 3 minuti ad inizio film e viene subito ucciso… Sul versante femminile abbiamo invece Rosanna Schiaffino e la giovane Barbara Betti che regala al pubblico le uniche scene di nudo.
La storia è semplice: un cittadino qualunque assiste a qualcosa di scomodo ma invece di essere supportato dai tutori dell’ordine e da chi dovrebbe indagare per scoprire la verità viene invece affossato dai poteri forti e dalla corruzione dilagante ad alti livelli e, per di più, su di lui si addensano fosche nubi di sospetto… Il pessimismo nei confronti delle istituzioni è totale e il finale nichilista è decisamente in linea con il contesto omertoso nel quale si dibatte il povero protagonista. Grandissimo Giuffrè che interpreta un commissario di polizia cinico e disilluso, in contrapposizione con il magistrato garantista Zamuto (una tantum in un personaggio positivo). Il tutto sullo sfondo di una Napoli plumbea, inquietante e minacciosa… Cupo e disperato, il film si avvale anche della ottima colonna sonora di Francesco De Masi che ben sottolinea le scene “toste”. Ancora inedito in dvd, indubbiamente da vedere.

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Napoli. L’Ing. Marchetti (Franco Ressel) vorrebbe far insabbiare un’inchiesta su alcune speculazioni edilizie che coinvolgono lui e altri personaggi molto in alto e tenta di corrompere il commissario De Luca (Luigi Pistilli) che però si mostra irremovibile. Questa “intransigenza” costa cara al commissario che viene ucciso a fucilate da un killer che poi fugge in auto insieme allo stesso Marchetti. Lungo una strada isolata, dopo un sorpasso azzardato ai danni dell’auto su cui viaggia il dott. Sironi (Bekim Fehmiu), l’auto dei due balordi sbanda e, in seguito all’urto, il killer muore sul colpo mentre l’ing. Marchetti resta ferito. Il dottore presta i primi soccorsi e si allontana attraverso la campagna in cerca di un telefono per chiamare un’ambulanza. Intercettato da una pattuglia della stradale, conduce i poliziotti sul luogo dell’incidente ma dell’auto non vi è più traccia. Niente auto, niente ferito, niente cadavere…
Portato in commissariato per sporgere denuncia, Sironi si confronta con il commissario Santi (Aldo Giuffrè) e il giudice Belli (Elio Zamuto) che non sembrano molto convinti della sua versione dei fatti. In particolare il commissario Santi crede che Sironi abbia inventato la storia dell’incidente, magari per coprire una scappatella extraconiugale quando si era visto sorpreso dalla pattuglia della polizia. Dal canto suo l’ing. Marchetti, riavutosi dal trauma, si rifugia in casa del senatore Turrisi (Daniele Vargas) e parte precipitosamente per gli Stati Uniti (è un membro della commissione urbanistica europea e in quei giorni c’è una riunione della commissione proprio a New York) per costruirsi un alibi inattaccabile e non essere collegato all’omicidio del commissario De Luca.
Il caso vuole che il giorno stesso dell’incidente Sironi avesse prestato cure mediche ad una prostituta minorenne che poi, in serata, dopo essere stata agganciata da due balordi, era stata violentata ed uccisa. Il suo corpo verrà ritrovato sepolto in una spiaggia e nella sua borsa il commissario Santi (sì, proprio lui) troverà una ricetta firmata proprio da Sironi recante la stessa data del famoso incidente stradale… E se l’avesse uccisa lui?…
Intanto Sironi riconosce in tv, durante un servizio del telegiornale, l’uomo ferito cui aveva prestato soccorso e scopre che si tratta di un famoso ingegnere che si trova a New York. La sua denuncia è ora più circostanziata ma la macchina della corruzione è già in moto: il ministro di grazia e giustizia (Romolo Valli), tra le altre cose suocero dell’ing. Marchetti, estromette il giudice Belli dall’inchiesta mentre il commissario Santi, dal canto suo, si ritrova inaspettatamente promosso a vice questore.
Per convincere il buon Sironi a ritrattare, invece, si ricorre ad altri metodi più brutali: prima subisce lo sfratto di casa e poi è costretto ad assistere alla violenza carnale ai danni di sua moglie (Rosanna Schiaffino)…

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Cast principale:

Bekim Fehmiu

Aldo Giuffrè

Elio Zamuto

Rosanna Schiaffino

Luigi Pistilli

Romolo Valli

Guido Leontini

Regia: Giuseppe Rosati

Edizioni in vhs: Cinehollywood

commenti
  1. Inquietante e decadente nei sentimenti che esprime, questo film è di un pessimismo lirico e incontrovertibile. Spaventoso direi, ma sostanzialmente concreto e realista. Mitigato, forse, solamente dalle parole che scorrono nel finale. Pure lo stupro della moglie del protagonista, che di fatto non si vede, è così ben costruito da alimentare questa sensazione di rabbiosa impotenza. Veramente un prodotto talentuoso e da considerare, ovviamente lontano da qualsiasi programmazione televisiva.

  2. Mister Wardh ha detto:

    Visto sul “tubo” poche settimane fa, in qualità pure decente. Bel film: lontano dai canoni “classici” del poliziesco ma con personaggi ben delineati e concreti. Zamuto e Giuffrè davvero azzeccati come “tutori dell’ordine”.

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