Quella villa accanto al cimitero (1981)

Pubblicato: 28 luglio 2018 in Horror

quella villa accanto al cimitero

“Nessuno saprà mai se i bambini sono mostri, o se i mostri sono bambini.”

Con questa pellicola horror il regista Lucio Fulci conclude una ideale “trilogia della morte” che vede protagonista la bellissima attrice inglese Catherine MacColl (i due titoli precedenti sono “Paura nella città dei morti viventi” e “…E tu vivrai nel terrore! L’aldilà”). Dopo l’enorme successo di “Zombi 2” del 1979 Fulci è ormai lanciato senza freni nell’horror più viscerale e infatti le sue produzioni sono sempre più deliranti e sconvolgenti per quanto riguarda gli effetti speciali truculenti e splatter da pugno nello stomaco. Il merito principale va ascritto al produttore Fabrizio De Angelis che lascia a Fulci carta bianca, alle sceneggiature coraggiose e ardite di Dardano Sacchetti e alla maestria indiscussa di truccatori geniali come Maurizio Trani e Giannetto De Rossi. E’ un periodo di grande creatività per il compianto regista romano ed è anche un periodo iperproduttivo: basti pensare che la “trilogia della morte” viene girata in due anni (1980 e 1981) e, nello stesso periodo, Fulci dirige anche l’anomalo e violentissimo thriller poliziesco “Luca il contrabbandiere” oltre ad un altro horror meno sanguinoso e dal taglio british (“Black cat”). Praticamente sono gli ultimi anni ruggenti e selvaggi del cinema di genere italiano e Fulci ruggisce da par suo con queste zampate horror d’autore che gli varranno oltreoceano il meritatissimo appellativo di “godfather of gore”. Qui il sangue scorre copioso soprattutto nel finalissimo e alcuni sapienti ralenty utilizzati al momento dei delitti esasperano al massimo la tensione e il disagio dello spettatore: emblematica la fine di Dagmar Lassander, trafitta alla gola e al torace da un attizzatoio, con il sangue che zampilla a lunga gittata ma molto lentamente… Sacchetti infarcisce la sceneggiatura di tutto ciò che può far paura (la casa maledetta piena di scricchiolii e rumori sospetti, sospiri, lamenti infantili etc.); è abbastanza curioso rilevare che la scena del bambino Bob (interpretato da Giovani Frezza) che si avventura giù per le scale della cantina per recuperare un oggetto verrà ripresa 2 anni dopo da Lamberto Bava nel prologo del suo “La casa con la scala nel buio” (sempre scritto da Sacchetti) e con il medesimo attore. L’unica differenza è che nel film di Fulci il piccolo Frezza voleva recuperare una macchinina mentre invece in quello di Bava veniva spedito giù da due amichetti per riprendere una pallina da tennis, in una sorta di prova di coraggio. Non c’è da stupirsi, visto che in varie interviste Dardano Sacchetti ha più volte dichiarato che l’idea di scendere giù in una cantina buia era uno dei suoi incubi da ragazzino…

quellavillaaccantoalcimitero1

quellavillaaccantoalcimitero2

Norman Boyle (Paolo Malco) è un ricercatore universitario in procinto di trasferirsi da New York a New Whitby, nel New England, per proseguire il lavoro del suo collega Petersen, morto suicida. Con lui si trasferisce anche tutta la sua famiglia composta dalla moglie Lucy (Catherine MacColl) e dal figlioletto di 9 anni Bob (Giovanni Frezza). Prima di partire Bob ha la visione di una bambina (Silvia Collatina) che gli appare dietro la finestra all’interno di una fotografia di una villa appesa nello studio del padre: la bambina stabilisce con Bob un contatto extrasensoriale e lo ammonisce di non recarsi a New Whitby, prevedendo terribili sventure. Giunti sul posto, Norman e Lucy prendono contatto con la signora Glitterson (Dagmar Lassander), un’agente immobiliare che gli consegna le chiavi della loro nuova casa; si tratta di una villa isolata situata in campagna nei pressi di un cimitero, nota come Oak Mansion ma ribattezzata “casa di Freudstein” dagli abitanti del posto. Mentre Bob aspetta i genitori in macchina riconosce, al di là della strada, la bambina della fotografia; la ragazzina si presenta come Mae e comunica con Bob a distanza, con la forza del pensiero, ribadendogli che non sarebbe dovuto venire. Come primo impatto la nuova casa non piace a Lucy, che comincia ad avvertire una forte sensazione di disagio. Inoltre compare dal nulla anche una baby sitter, Ann (Ania Pieroni), mandata dalla Glitterson per occuparsi di Bob. Dopo aver trovato in casa una cartellina vuota con su scritto “Dr. Freudstein” Norman si reca in biblioteca e apprende dal bibliotecario Douglas (Giampaolo Saccarola) che il suo predecessore Petersen si era ucciso proprio lì, impiccandosi ad una trave dopo aver massacrato la moglie. Sempre più incuriosito, Norman comincia ad indagare su Freudstein (che nome fantastico!) e scopre che si trattava di un chirurgo di inizio secolo radiato dall’ordine dei medici per motivi non chiari. Lucy scopre, nascosta nel pavimento e coperta da un tappeto, una lapide che riporta il nome di Jacob Tess Freudstein: terrorizzata, chiede a Norman di cambiare casa. Il giorno dopo la signora Glitterson si reca dai Boyle ma in casa sembra non esserci nessuno: sotto i suoi piedi cede un pezzo della lapide di Freudstein che le imprigiona la caviglia e sbuca dal nulla una misteriosa presenza che la colpisce orrendamente con l’attizzatoio del camino, uccidendola in modo atroce. Il suo corpo viene trascinato giù in cantina e, nel pomeriggio, vediamo Ann pulire diligentemente le tracce di sangue. Norman finge di doversi recare a New York per lavoro e promette che, al suo ritorno, porterà via Lucy e Bob dalla casa; in realtà trascorre il suo tempo in biblioteca  a frugare tra gli incartamenti di Petersen consegnatigli dal bibliotecario. Tra questi c’è anche un registratore e una audiocassetta con la voce registrata di Petersen: la sua voce fuori campo (“prestata” da Pino Colizzi) è delirante e terrorizzata. Anche lui stava cercando di scoprire la verità sul misterioso Freudstein e racconta di una cantina e di orribili esperimenti…

quellavillaaccantoalcimitero3

quellavillaaccantoalcimitero4

In questa trilogia “Quella villa accanto al cimitero” si eleva per un maggiore rigore logico della trama e per un’atmosfera di suspense quasi da film giallo che regna sovrana per tutta la durata della pellicola: se nei film precedenti si sapeva che, da un momento all’altro, sarebbero spuntati fuori zombi affamati di carne umana oppure che le forze del male avrebbero colpito il malcapitato di turno nei modi più sanguinosi e bizzarri stavolta Fulci si diverte a far credere allo spettatore che la mano assassina che miete vittime possa essere quella di uno dei protagonisti: si tratta forse di Norman Boyle, impazzito dopo aver ascoltato le registrazioni del suo collega Petersen? In effetti la signora Glitterson sostiene di averlo già visto in passato a New Whitby e viene uccisa quando Norman finge di essere tornato a New York… Oppure è la misteriosa baby sitter Ann, che pulisce tranquillamente il pavimento intriso di sangue senza batter ciglio? Oppure è Lucy Boyle, suggestionata dalla angosciante atmosfera della casa? La scena dei tre che, al loro primo incontro, si scrutano (con gli occhi in primissimo piano) è da antologia del cinema… Le musiche scritte da Walter Rizzati sono assolutamente meravigliose: a tratti malinconiche e sognanti, fondono a meraviglia lo stile classicheggiante (sarò pazzo ma io vi ho colto addirittura qualcosina di Chopin!) con le tastiere e i sintetizzatori e si pongono spesso in netto contrasto con le immagini truci che Fulci propone. Splendide!

quellavillaaccantoalcimiterotitoli

Cast principale:

Katherine MacColl

Paolo Malco

Giovanni Frezza

Ania Pieroni

Dagmar Lassander

Silvia Collatina

Regia: Lucio Fulci

Edizioni in vhs: Avo e Number One

Edizioni in dvd: NoShame e Arrow (UK)

Formato video 2,25:1 anamorfico

Edizioni in blu-ray: Arrow (UK)

Formato video 2,25:1 anamorfico

commenti
  1. shockcinemablog ha detto:

    Bel film, tensivo al punto giusto. Sto cercando di vedere tutti i film di Fulci, per ora ho guardato “Non si sevizia un paperino”, “Sette note in nero”, “Paura nella città dei morti viventi” e appunto questo.

  2. Givannagio Pagliarulo ha detto:

    Accattivante e sicuramente arriverò alla visione del film… Il modo di raccontare e descrivere questi capolavori mi rende sempre più curiosa ed appassionata

  3. Escodiradoeparloancorameno ha detto:

    Il migliore della cosiddetta trilogia della morte. La sequenza della confessione registrata è magistrale. Fulci vive!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.