Sotto il vestito niente (1985)

Pubblicato: 4 agosto 2018 in Giallo

sotto il vestito niente

“Chi era mia sorella?”
“Una modella. Un corpo, un volto, un po’ di trucco, un bel vestito… e sotto il vestito niente. La gente vuole questo da una modella: niente.”

Molto liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Marco Parma, “Sotto il vestito niente” rappresenta la seconda incursione di Carlo Vanzina (figlio del grande Steno, non dimentichiamolo) nel thriller dopo “Mystere” di due anni prima. Scritto a quattro mani con il fidatissimo fratello Enrico e con Franco Ferrini (di lì a poco futuro sceneggiatore di fiducia di Dario Argento), è un giallo patinato ambientato nella Milano anni ’80 ribattezzata “Milano da bere” che così perfettamente ha poi descritto lo stesso Vanzina nei successivi “Yuppies” e “Via Montenapoleone”. Ambientato nel mondo della moda, fu fortemente voluto dal produttore Achille Manzotti che, dopo aver incassato il rifiuto di Michelangelo Antonioni per la regia, virò (fortunatamente, aggiungiamo) su Vanzina portando a casa un risultato davvero molto buono. A detta dei Vanzina il film fu osteggiato, durante le riprese, da quasi tutti gli stilisti italiani che temevano di essere messi in cattiva luce (la storia descrive alcuni omicidi di modelle all’interno di un microcosmo piuttosto depravato); l’unico a mostrarsi collaborativo e disponibile fu Moschino che allestì appositamente per il film una sfilata nei pressi della stazione centrale di Milano, della quale sono presenti ampie riprese.
Nel cast vanno segnalati gli esordienti Tom Schanley (attivo quasi esclusivamente nei telefilm) e, soprattutto, la bellissima ventenne modella danese Renée Simonsen (all’epoca fidanzata con John Taylor dei Duran Duran) che, grazie al ruolo di protagonista in questo film, diventerà un’autentica icona sexy prima di ritirarsi dalle scene a soli 24 anni (incredibile). Altri interessantissimi volti femminili sono quelli di Catherine Noyes, Maria McDonad e Nicola Perring (diventata anche lei un’icona ma non possiamo svelare il perchè per non incappare in un clamoroso spoiler). Sul versante maschile, invece, abbiamo il grande Donald Pleasance (icona horror britannica che negli anni ’80 ha prestato il suo volto anche a qualche produzione italica) nei panni del solito commissario di polizia cui capita l’ultima gatta da pelare prima di andare in pensione… Che dire? Il film funziona e si lascia vedere con piacere e dimostra come Vanzina, che ha costruito una intera carriera quasi esclusivamente sulla commedia (genere nel quale è stato un’assoluta eccellenza), fosse in grado di cimentarsi anche in altri generi e con buonissimi risultati. Visto il buon successo commerciale il produttore Manzotti  ci riproverà tre anni dopo con un sequel apocrifo (“Sotto il vestito niente 2” di Dario Piana), che si rivelerà però estremamente fiacco e trascurabile. Sarà lo stesso Vanzina a dare un seguito “ufficiale” al film (anche se punti di continuità con il primo capitolo non ci sono, a parte l’ambiente modaiolo) 26 anni dopo (nel 2011) con “Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata”.
Tornando al 1985, i fratelli Vanzina hanno onestamente dichiarato di aver preso ispirazione dai thriller di Brian De Palma: lo si può notare nella scena del trapano (mutuata da “Omicidio a luci rosse”) o nell’idea delle percezioni extrasensoriali (“Fury”). Noi crediamo anche che altre fonti di ispirazione siano state “Occhi di Laura Mars” e perfino l’italiano “Sette scialli di seta gialla”, dal quale è stata ripresa interamente tutta l’idea del finalissimo. Inoltre anche il cognome della ragazza protagonista, Crane, è mutuato da “Psycho” di Hitchcock.
De Palma, dicevamo. A conferma di quanto detto in precedenza ci aggiungiamo come colonna sonora le stupende musiche di Pino Donaggio, musicista di fiducia del regista americano. La sua soundtrack è meravigliosa (e, purtroppo, ancora oggi inedita) e contiene anche una clamorosa e sfacciata autocitazione nella modifica di un famoso brano utilizzato proprio in “Omicidio a luci rosse”“Telescope”. Si è dibattuto per anni se si trattasse di plagio, ma può un autore plagiare se stesso? Noi preferiamo dire “rivisitazione”… A completare il tappeto sonoro i Vanzina, sempre attentissimi sotto questo punto di vista (basti pensare alla incredibile colonna sonora del primo “Vacanze di Natale” che è un autentico tripudio di hit dei primi anni ’80), aggiungono tre buoni successi “disco” del periodo come “Hot for you” di Karen Young (che si ascolta in una scena in discoteca), “I am what I am” di Gloria Gaynor e “One night in Bangkok” di Murray Head (questi ultimi due si ascoltano durante la citata sfilata di Moschino).

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 Bob Crane (Tom Schanley), giovane ranger dello Yellowstone Park nel Wyoming, è raggiante poichè ha da poco ricevuto una copia di una rivista di moda dove è immortalata in prima pagina sua sorella gemella Jessica (Nicola Perring), che da tempo si è trasferita a Milano ed è diventata una delle modelle più richieste. La sua gioia, però, ha breve durata: Bob ha una visione nella quale vede sua sorella assassinata con un paio di forbici nella camera dell’albergo milanese dove alloggia (fin da bambini i due gemelli hanno stabilito tra loro una sorta di comunicazione empatica che gli consente di percepire se l’altro si trova in una situazione di pericolo). Bob si precipita a Milano, dove scopre che sua sorella è effettivamente scomparsa. Sconvolto, racconta la sua storia all’anziano commissario Danesi (Donald Pleasence), ormai prossimo alla pensione, che prende a cuore il caso e inizia le indagini.
Bob inizia a sondare il campo delle amicizie di Jessica e, parlando con un fotografo e con altre modelle, scopre un mondo che all’apparenza sembra perfetto, composto da donne dalla bellezza splendente e luccicante, ma che invece nasconde tanto marciume: tutte le colleghe di Jessica sono, infatti, cocainomani conclamate e dedite alla prostituzione in festini “particolari” in casa di ricconi. Tra questi spicca il gioielliere Giorgio Zanoni (Paolo Tomei), uno degli “scopamodelle” più famosi ed influenti.
Intanto una modella americana, Carrie (Catherine Noyes), viene uccisa, pugnalata da un paio di lunghe forbici, nello stesso hotel dal quale Jessica è scomparsa; l’assassino si porta via dei diamanti che la ragazza teneva nascosti in un cubetto di ghiaccio nel congelatore… Mentre Bob stringe amicizia con Barbara (Renée Simonsen), una bellissima modella danese che era molto amica di sua sorella, il commissario Danesi indaga su altre modelle scomparse in passato e trova un riscontro: due mesi prima era scomparsa un’altra modella, tale Cristina Pandolfi. Ultimo domicilio conosciuto: una pensione dove alloggiava insieme ad un’altra modella di colore, Margot (Maria McDonald), poi trasferitasi poco dopo la sua scomparsa. Il commissario cerca allora Margot e la rintraccia mentre è impegnata in una sfilata nei pressi della stazione centrale; tra un cambio d’abito e l’altro la giovane, sconvolta dalla morte di Carrie (di cui era amica), si mostra nervosa e spaventata. Accortasi della presenza della polizia, tenta la fuga e mentre raccoglie le sue cose scopriamo che anche lei nasconde un sacchetto contenente dei diamanti all’interno di una valigetta. Prima della polizia, però, arriva l’assassino che uccide Margot colpendola alla schiena con le solite forbici; stavolta però non riesce a portarsi via i diamanti perchè viene messo in fuga dal sopraggiungere degli agenti…
La scoperta di questi diamanti insospettisce gli inquirenti che associano la vittima al noto gioielliere Zanoni, da sempre addentrato nel giro delle modelle e sicuramente in grado di fornire le preziose pietre. L’uomo, messo alle strette, confessa un incredibile avvenimento. Esattamente due mesi prima aveva tenuto un festino a casa sua dove le invitate erano Carrie, Margot, Cristina e Jessica, la sorella di Bob; l’unico “invitato” di sesso maschile era lui. Annoiato dal sesso e dalla solita orgetta di rito, l’aitante gioielliere aveva tirato fuori una pistola per ravvivare la serata proponendo di giocare alla roulette russa, con la promessa alle ragazze di 15 milioni di lire a colpo. Fatalità: Carrie e Margot avevano superato la prova indenni ma Cristina ci aveva lasciato le penne. Per comprare il silenzio delle 3 testimoni Zanoni aveva quindi regalato loro questi famosi diamanti, facendo poi sparire il corpo della vittima. A questo punto tutti i sospetti della polizia si concentrano proprio su Jessica che ufficialmente risulta scomparsa (anche se il fratello è sicuro che sia stata uccisa) e potrebbe aver ucciso le altre colleghe per rubare i diamanti…

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Cast principale:

Tom Schanley

Renée Simonsen

Nicola Perring

Donald Pleasance

Catherine Noyes

Maria McDonald

Regia: Carlo Vanzina

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. johntrent70 ha detto:

    In ricordo di Carlo Vanzina:
    13/03/1951 – 08/07/2018

  2. Sep ha detto:

    Che meraviglia

  3. A quei tempi, la locandina del film emergeva in ogni dove, e la splendida immagine di Renèe Simonsen, costituiva un più che convincente richiamo a fare il biglietto al botteghino. Gran bel film comunque, ben costruito, sceneggiato, ed emblematico di un periodo.

  4. Gianluca Podda ha detto:

    film un po’ sottovalutato, ci sarebbe voluto un movente però più robusto, sotto l’aspetto del giallo “made in Italy” del periodo ci sono stati film decisamente migliori (anche e soprattutto come colonna sonora…. Caramelle da uno sconosciuto, Morirai a mezzanotte i primi che mi vengono in mente….), molto ben girata la scena della roulette russa, la scena finale col trapano un omaggio a un famoso film di De Palma, complessivamente un film più che discreto, che consiglierei a tutti.

  5. johntrent70 ha detto:

    Su “Caramelle da uno sconosciuto” dissento, lo trovo parecchio inferiore (pur non essendo malaccio) rispetto al film di Vanzina.

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