I viaggiatori della sera (1979)

Pubblicato: 18 agosto 2018 in Fantascienza

i viaggiatori della sera

“Siamo in troppi. Ordine è intelligenza.”

Ambizioso e spiazzante. Questo film diretto e interpretato da Ugo Tognazzi, basato su un romanzo di Umberto Simonetta, è un curioso e affascinante esperimento di fantascienza sociologica ambientato nel futuro. Lo spunto di partenza è semplice: in una futura distopia non c’è posto per gli anziani. Tutti coloro che hanno raggiunto i 49 anni vengono spediti in un villaggio turistico dove è previsto il loro temporaneo soggiorno e anche la futura soppressione, decisa di volta in volta mediante un gioco/sorteggio macabro e crudele. Lo scenario è quasi post-apocalittico: non esiste il verde ma solo lunghi paesaggi sterrati e sabbiosi (quasi lunari o comunque di natura post/eruzione vulcanica), gli animali sono tutti estinti e di loro si conservano solo esemplari imbalsamati racchiusi in teche di cristallo. Sopravvive solo l’uomo, con una selezione naturale già prestabilita in base all’età. Tognazzi si dimostra ancora una volta regista senza fronzoli e nella pellicola si respira un’aria tetra e crepuscolare fin dall’inizio; il regista/attore osa parecchio e non si crea problemi ad usare un linguaggio volutamente volgare e sgradevole e a mostrare nudi integrali anche maschili (l’aveva già fatto ai tempi di “Cattivi pensieri”): ciò costò al film il divieto ai minori di 18 anni e lo fece infuriare molto (oggi passa, di tanto in tanto, in tv ma edulcorato di tutti i nudi e con il divieto abbassato ai 14 anni). Ad affiancare Tognazzi nei panni di co-protagonista c’è una stupefacente Ornella Vanoni, così ottimamente in parte da far rimpiangere il suo scarso utilizzo come attrice; la cantante milanese è in gran forma e si regala perfino un paio di notevolissimi nudi integrali da far sobbalzare sulla poltrona. Nel cast anche Corinne Clery, Pietro Brambilla, Roberta Paladini, William Berger, Manuel De Blas (alzi la mano chi non lo ricorda come Paganini in “Altrimenti ci arrabbiamo”), José Luiz Lopez Vasquez e il piccolo Davide Fernandez nei panni dell’odiosissimo nipotino. La presenza di tutti questi attori spagnoli ci fa chiaramente giungere alla conclusione che si tratta di una co-produzione spagnola (d’altronde il film è stato girato alle isole Canarie). Curiosità: subito dopo i titoli di testa compare per circa un minuto anche una giovane Carmen Russo, non accreditata.
Anche se il plot iniziale sembra riecheggiare non poco “La fuga di Logan” (film americano del 1976 da cui è stata tratta anche una serie tv nel 1977) il film ha una sua originalità e Tognazzi ci mette molto di suo: il suo umorismo caustico fa capolino di tanto in tanto ma chi si aspetta una commedia resterà profondamente deluso. Qui è tutto estremamente drammatico e ciò che stupisce maggiormente è il suo senso del macabro. Citiamo una sola scena, quella in cui agli “anziani” che devono essere eliminati viene fatta vincere una fittizia crociera con susseguente sfilata su una passerella di commiato girevole. Alcuni sono consapevoli della fine che li attende e si abbandonano alle lacrime mentre altri, ignari, ridono e festeggiano tra gli applausi di tutti: agghiacciante. Consigliato.

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In un ipotetico futuro vige una legge secondo la quale, una volta raggiunti i 49 anni di età e si è quindi prossimi al cinquantesimo, si è ritenuti anziani e bisogna ritirarsi presso un villaggio per trascorrere una “vacanza”; essendo ritenuti poco utili al progresso e allo sviluppo vengono inviati in una sorta di esilio dorato che costituisce il loro pensionamento. Una coppia di coniugi coetanei, Orso (Ugo Tognazzi) e Niki (Ornella Vanoni), viene accompagnata al villaggio loro destinato dai figli (Pietro Brambilla e Roberta Paladini) e dal nipotino Antonluca (Davide Fernandez). Orso, ex deejay, si sente ancora molto attivo e utile e contesta questa legge che, invece, viene fortemente caldeggiata dai figli; seppur controvoglia è dunque costretto ad indossare una fascia al braccio con il numero “49” in modo tale che, ad eventuali posti di blocco, possa ottenere il permesso di oltrepassare i confini perchè diretto “in vacanza”.
Giunti al villaggio, Orso e Niki prendono possesso dell’alloggio a loro riservato e trovano un ambiente apparentemente agiato (hanno tutti i confort a disposizione) e dissoluto (tutti gli ospiti “anziani” trascorrono il tempo tra mare e piscina e si dedicano ad attività sessuali promiscue). Tuttavia non possono uscire dal perimetro: l’area è vigilata da giovani e severissimi appartenenti all’ESP (Esercito della Salute Pubblica), armati e con licenza di sparare a chiunque oltrepassi i confini.
Ogni sera tutti gli ospiti vengono radunati in una enorme sala dove si svolge  il “Grande Gioco”: è una sorta di lotteria alla quale tutti sono costretti a partecipare avendo a disposizione 9 carte tipo mercante in fiera che si possono anche scambiare liberamente con altri ospiti. Il direttore del villaggio sorteggia le carte una alla volta e ogni volta che una carta viene chiamata chi la possiede deve girarla al contrario; chi copre tutte le sue carte “perde” ma chi si ritrova in mano anche una sola carta scoperta vince una crociera su una enorme nave che salpa ogni sera… I vincitori, prima di partire, salgono su una passerella girevole per una sorta di carosello finale e saluto agli altri ospiti e il clima è gioioso e festoso. C’è però un piccolo particolare: nessuno dei crocieristi ha mai fatto ritorno e dunque questo è il loro ultimo viaggio…
Orso non intende rassegnarsi a questo triste destino e cerca la complicità di Niky che, invece, sembra accettare con rassegnazione gli eventi e decide di cedere sessualmente alle avances di Cochi (William Berger), un suo vecchio spasimante incontrato al villaggio. Gli atteggiamenti ribelli di Orso vengono notati da un altro “vacanziere”, Bertani (Manuel De Blas), che ha messo su una organizzazione clandestina e sovversiva, appoggiata anche da alcuni giovani, volta a favorire la fuga degli anziani. Uno dei giovani coinvolti è Ortensia (Corinne Clery), impiegata del villaggio e addetta alle consegne che nasconde i fuggiaschi in un furgone. Ad Orso viene offerta la possibilità di fuggire con Niky e il loro piano di fuga scatterebbe il giorno dopo; prima, però, bisogna superare indenni la sessione serale del “Grande Gioco”. Nel villaggio c’è un ospite, lo strambo e bizzarro Simoncini (José Luis Lopez Vazquez), che da anni riesce a sfuggire all’estrazione della crociera; costui ha sviluppato una complessa teoria di calcoli e probabilità in base alla quale riuscirebbe a prevedere le carte che verranno sorteggiate ed è quindi sempre riuscito a “perdere”. L’uomo consegna a Orso un megaquadernone dove sono annotate da anni tutte le sue statistiche ma c’è troppo poco tempo per studiarlo: nella tornata successiva Niky vince la crociera…
Affranto e disperato, Orso decide di non fuggire più. Ma…

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L’influenza della co-produzione spagnola la si riscontra anche nella colonna sonora di Toti Soler, chitarrista spagnolo, e Xavier Battlés. Tuttavia è curioso notare i titoli di testa: nel film Tognazzi è un deejay e snocciola sul piatto dapprima “Back to heaven” dei Number One Ensemble e poi “Northern lights” e “Switch off” (un arrangiamento che influenzerà non poco Richie Havens nella sua versione di “Going back to my roots”) di Puccio Roelens: questi due brani sono estratti da un curioso LP, “Rock satellite” del 1977, un album fuori commercio destinato a sonorizzazioni per la RAI e che comprende un misto di jazz funk /soul rockeggiante assolutamente favoloso. Nel film Tognazzi utilizza ancora i 33 giri in vinile: evidentemente non aveva preconizzato, in questo futuro distopico, l’avvento del cd…

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Cast principale:

Ugo Tognazzi

Ornella Vanoni

Corinne Clery

Pietro Brambilla

William Berger

Manuel De Blas

Regia: Ugo Tognazzi

Edizioni in dvd: Medusa

Formato video 1,85:1 anamorfico

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