Il grande racket (1976)

Pubblicato: 10 novembre 2018 in Poliziesco

il grande racket

Teso, crudo e violento come non mai, questo film è un’autentica gemma all’interno del filone poliziesco italiano ed è sicuramente uno dei migliori lavori firmati da Enzo G. Castellari. Specialista nelle scene d’azione (qui davvero tantissime), il regista romano catapulta lo spettatore su un ottovolante che sembra non fermarsi mai fin dai titoli di testa, con la distruzione di un negozio ad opera di una banda di estorsori che taglieggia i commercianti. Il tema è fin troppo attuale e si avvale di un notevole e atletico Fabio Testi, il maresciallo di polizia protagonista che, dopo averle tentate tutte per assicurare i criminali alla giustizia, preferisce la vendetta privata al di fuori della legge. Castellari ci va giù durissimo e offre al pubblico una banda di quattro sgherri capitanata dal “marsigliese” Joshua Sinclair e composta da Massimo Vanni, Roberto Dell’Acqua, Giovanni Cianfriglia e la scatenata Marcella Michelangeli che distrugge, incendia, picchia e violenta e non risparmia nessuno, nemmeno Stefania, ovvero la tredicenne figlia del regista (accreditata come Castellari e non Girolami): la scena del suo stupro è davvero agghiacciante…
Castellari infarcisce il cast di altre facce di genere importanti come lo sbirro Sal Borgese, l’avvocato Antonio Marsina, il ladruncolo Vincent Gardenia (per l’occasione napoletano, in omaggio alle sue origini ercolanesi, e doppiato da un Ferruccio Amendola buono per tutte le stagioni, le regioni e le latitudini), il malavitoso Glauco Onorato, il campione di tiro Orso Maria Guerrini e il mite cittadino che si ribella Renzo Palmer (clamorosa la sua trasformazione da uomo tranquillo e pacifico a schizzato killer psicopatico dopo che gli muore la figlioletta). Infine la colonna sonora iperadrenalinica, firmata dai fratelloni d’Italia Guido & Maurizio De Angelis, contrappunta a dovere tutte le scene d’azione. Da vedere.

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Roma. Una banda di estorsori che ha preso di mira i negozianti terrorizza la città: chi non paga il “pizzo” può incorrere, se gli va bene, nella distruzione del proprio esercizio commerciale, sempre che non gli capitino sorti peggiori. Il maresciallo Nicola Palmieri (Fabio Testi) è sulle tracce del racket, capeggiato dal misterioso Rudy il marsigliese (Joshua Sinclair), ma viene scoperto e gettato in un burrone con la sua auto. Sopravvissuto miracolosamente solo con qualche graffio e una frattura al braccio destro, Palmieri prosegue la sua inchiesta attuando metodi violenti e poco ortodossi che suscitano le ire dei suoi superiori.
I commercianti, terrorizzati, hanno paura di sporgere denuncia e ciò non aiuta le indagini; solo uno di loro, un ristoratore (Renzo Palmer), riconosce i quattro scagnozzi che lo hanno minacciato e li denuncia. Sarà punito con il rapimento e lo stupro della figlia tredicenne (Stefania Castellari) che, per la vergogna e il dolore, si toglierà la vita. Shockato, l’uomo finirà in galera dopo aver steso a pistolettate altri due “esattori” entrati nel suo ristorante.
Rudy il marsigliese, intanto, vuole allargare il proprio giro di affari e minaccia Mazzarelli (Glauco Onorato), il re delle bische, dei night e della droga se non farà affari con lui; un blitz della polizia interrompe il loro incontro e gli uomini del marsigliese, durante la fuga, investono Mazzarelli con un auto lesionandogli la spina dorsale.
Il buon Palmieri, nonostante l’inchiesta gli sia stata revocata dal magistrato, continua a seguire la pista degli estorsori e si serve delle soffiate di un anziano borseggiatore, zio Pepe (Vincent Gardenia), che egli contribuisce a far entrare nelle grazie dell’organizzazione facendogli compiere un paio di rapine insieme al nipote (rapine per le quali il commissario chiude un occhio fingendo sempre di arrivare troppo tardi sul posto). Per una volta il giochetto non riesce: la polizia viene avvertita da una telefonata anonima di una rapina in corso e Palmieri non può far altro che arrestare zio Pepe. La folla inferocita tenta il linciaggio e il nipote ci lascia la pelle.
Un’altra rapina nei pressi della stazione Tiburtina, sempre diretta dal famigerato marsigliese, è teatro di una clamorosa sparatoria tra delinquenti e forze dell’ordine; il braccio destro di Palmieri (Sal Borgese) viene ucciso ma l’intervento provvidenziale di un campione olimpionico di tiro al piattello, l’ing. Rossetti (Orso Maria Guerrini), che si trovava casualmente sul posto, risulta decisivo. Egli infatti, con il suo fucile di precisione, riesce ad uccidere alcuni criminali. Anche stavolta la vendetta dell’organizzazione non si fa attendere: ne fa le spese la moglie di Rossetti (Anna Zinnemann), sorpresa in casa con il marito e violentata davanti ai suoi occhi. L’uomo se la cava con qualche pestone ma la moglie non riesce a salvarsi dalla morte dopo che l’appartamento è stato dato alle fiamme.
Dopo tutti questi avvenimenti Palmieri viene cacciato dalla polizia e decide di mettere in atto la sua giustizia privata, radunando tutti quelli che sono stati colpiti dal racket e che hanno desiderio di vendetta: il semiparalitico Mazzarelli, il campione di tiro al piattello + lo zio Pepe e il ristoratore folle che Palmieri fa evadere dal carcere insieme ad una sua vecchia conoscenza soprannominata il solista del mitra (Romano Puppo). I magnifici sei, armati fino ai denti, si nascondono all’interno di una fabbrica dove il giorno dopo ci sarà un grosso incontro al vertice al quale parteciperanno tutti i boss e gli affiliati al racket e preparano un caloroso comitato di accoglienza…

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Cast principale:

Fabio Testi

Renzo Palmer

Glauco Onorato

Orso Maria Guerrini

Vincent Gardenia

Marcella Michelangeli

Joshua Sinclair

Regia: Enzo G. Castellari

Edizioni in dvd: Hobby & Work

Formato video 1,85:1 anamorfico

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