Libido (1965)

Pubblicato: 1 dicembre 2018 in Thriller

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Prima regia per lo scrittore e sceneggiatore Ernesto Gastaldi (in tandem con Vittorio Salerno, fratello di Enrico Maria) e primo grande successo per lui nel genere giallo/thrilling del quale poi diventerà icona indiscussa; è infatti proprio a Gastaldi che si devono alcune delle più famose e importanti sceneggiature del cosiddetto giallo all’italiana. Passato dietro la macchina da presa quasi per caso, si fa coadiuvare dall’amico Salerno ed insieme i due scrivono e dirigono uno dei proto-gialli italiani più interessanti e convincenti. Visto il budget limitatissimo il film viene girato in assoluta economia in soli 18 giorni e in bianco e nero (la stampa a colori era, ovviamente, molto più costosa). Per risparmiare ulteriormente il ruolo di co-protagonista viene affidato a Mara Chianetta (accreditata come Mara Maryl), moglie di Gastaldi, e il resto del cast è composto praticamente da soli altri 3 attori: la bellissima Dominique Boschero, un giovane ma già bravissimo Giancarlo Giannini (accreditato con l’incredibile pseudonimo John Charlie Johns!) e, infine, il Peter Lorre italiano Luciano Pigozzi (con il suo solito pseudonimo Alan Collins). A quei tempi l’utilizzo di pseudonimi stranieri era quasi necessario per portare il pubblico al cinema e quindi non si salva nemmeno la regia che porta la firma del fantomatico Julian Berry Storff, una sorta di fusione dei due registi: Julian Berry era lo pseudonimo utilizzato da Gastaldi per i suoi romanzi di fantascienza pubblicati nella collana Urania e Storff era il cognome della madre di Vittorio Salerno.
L’abilità di far girare l’intera storia su soli 4 personaggi rinchiusi all’interno di una villa è davvero stupefacente; il film ha davvero un buon ritmo, non eccede in lungaggini (anzi il primissimo montaggio era ancora più corto) e la suspense non manca di certo. Inoltre la trovata del pupazzetto del grillo parlante e della sedia a dondolo sono due autentici colpi di genio che strappano applausi a scena aperta! Gastaldi pone le basi del thriller italico complottista che sarà molto caro a Lenzi e ci piazza anche un trauma infantile che ricorrerà nei gialli che verranno di Dario Argento. Bello anche il titolo, composto da una sola parola, “secca” e incisiva (cosa che in futuro molti registi imiteranno). Finalone tragico e angosciante. Consigliato.

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Christian (Giancarlo Giannini) è un ragazzo che ha vissuto un terribile trauma nella sua infanzia: già orfano di madre, all’età di 5 anni aveva assistito all’omicidio di una donna da parte del padre. La donna, con mani e piedi legati ai 4 spigoli del letto, era stata strangolata e il delitto era avvenuto proprio nella loro casa, una enorme villa a picco sul mare.  Dopo quell’episodio il padre di Christian si era tolto la vita lanciandosi nel vuoto dalla scogliera (anche se in realtà il suo corpo non fu mai ritrovato). Sono trascorsi 20 anni e Christian è un uomo ricchissimo, erede universale di tutti i beni del padre (la villa e altri terreni) dei quali potrà entrarne in possesso soltanto al compimento del 25esimo anno di età (come da disposizioni testamentarie); fino ad oggi i beni sono stati amministrati da un curatore ed esecutore testamentario, Paul (Luciano Pigozzi).
Mancano ormai 3 mesi al 25° compleanno di Christian e lo stesso decide di tornare nella vecchia villa, antico teatro del tragico delitto, per procedere all’inventario insieme a Paul. Con loro ci sono anche le rispettive consorti, Helene (Dominique Boschero) e la svampita Brigitte (Mara Maryl). Christian mostra subito disagio nel ritrovarsi nuovamente all’interno di quelle mura e sembra che tutto voglia fargli rivivere quel triste passato. Cominciano strane allucinazioni e visioni: la pipa del padre ritrovata accesa su un tavolo, una sedia a dondolo che oscilla senza che nessuno sia presente nella stanza, le note di un ossessivo carillon (colonna sonora occasionale del vecchio fattaccio) che tornano a riecheggiare e la sensazione di aver visto il padre alla finestra durante una notte di pioggia…
Inizialmente Christian crede che qualcuno stia cercando di farlo impazzire e dirige i suoi sospetti su Paul, immaginando che lo stesso voglia farlo interdire per poi portargli via le sue ricchezze ma poi, lentamente, si insinua in lui il tarlo che le depravazioni paterne possano anche essere ereditarie e che egli stesso possa essere un potenziale maniaco omicida, come il suo papà… I colpi di scena non mancheranno di certo.
16 anni dopo Gastaldi e Salerno ne riproporranno una sorta di sequel: “Notturno con grida”.

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Cast principale:

Giancarlo Giannini

Dominique Boschero

Mara Chianetta

Luciano Pigozzi

Regia: Julian Berry Storff (Ernesto Gastaldi e Vittorio Salerno)

Edizioni in dvd: Cecchi Gori

Formato video 1,66:1 anamorfico

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