Un fiocco nero per Deborah (1974)

Pubblicato: 9 febbraio 2019 in Horror

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Esplorando a fondo gli anni ’70 (epoca d’oro del nostro cinema che mai loderò abbastanza) si possono disseppellire piccoli e misconosciuti gioiellini come questa opera di Marcello Andrei, estremamente elegante e raffinata. In bilico tra l’horror, la ghost story e il melodrammone, “Un fiocco nero per Deborah” va ad incastonarsi in quel novero di pellicole nate sulla scia del planetario successo del “Rosemary’s baby” di Polanski che pronosticavano l’avvento di una progenie maligna sulla terra. La cifra stilistica del modello di riferimento è evidente anche nella scelta della protagonista femminile, la bellissima Marina Malfatti che qui rinuncia alla sua lunga chioma bionda in favore di un capello corto e rossiccio che non può non richiamare il look di Mia Farrow del capolavoro di Polanski del 1968. Il sottotitolo italiano di “Rosemary’s baby” era “Nastro rosso a New York” ma qui il nastro, o fiocco, viene sostituito dal colore nero e lascia quindi presagire che l’arrivo di un figlio non sarà propriamente un evento “gioioso”… Le analogie, però, si fermano qui: il film di Andrei è indubbiamente originale in quanto il soggetto di Giuseppe Pulieri e la sceneggiatura scritta dallo stesso Pulieri con Andrei e l’infaticabile Piero Regnoli viaggia su binari estremamente distanti dal satanismo polanskiano. L’inquietudine e la sofferenza di una donna che vuole essere madre a tutti i costi vengono rese sullo schermo con grande sensibilità e l’interpretazione dello psicodramma della Malfatti è assolutamente straordinaria, una delle migliori della sua carriera. Il resto del cast è mero contorno: Bradford Dillman, Delia Boccardo, Gig Young, Micaela Esdra, Lucretia Love… Tutti spazzati via dalla bellezza e dal talento della Malfatti, qui davvero eccezionale.
Pur essendo un horror, almeno nella tematica, il film è girato con effetti speciali ridotti al minimo e senza sangue ed è interamente costruito sull’atmosfera e questo ci piace perchè il regista punta tutto sull’inquietudine ma non vuole shockare il pubblico con facili effettacci. La scelta è indubbiamente vincente e l’eleganza della confezione è completata dalla colonna sonora classicheggiante di Albert Verrecchia che conduce in crescendo a un finale toccante.
Indubbiamente da vedere… Ma non chiedeteci perchè il film (che si meriterebbe un bel restauro) non sia attualmente reperibile su nessun supporto e si possa vedere solo grazie ad una usuratissima copia positiva d’epoca in 35 mm: è l’ennesima dimostrazione che in Italia non abbiamo la giusta attenzione per il nostro cinema.

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Roma. Deborah (Marina malfatti) e Michel (Bradford Dillman) sono una coppia sposata, apparentemente felice e realizzata: lei è una scultrice di talento e lui uno stimato professore di fisica nucleare. Deborah ha superato la trentina e dentro di lei si sta facendo strada, sempre più prepotentemente, un fortissimo desiderio di maternità; purtroppo, dopo aver fatto una serie di controlli medici, Deborah scopre di essere sterile per la particolare conformazione del suo utero e la totale assenza di condotti tubarici. Ciò nonostante la sua voglia di avere un figlio è talmente tanta che inizia a visitare alcuni brefotrofi pensando di adottare un bambino.
Deborah ha anche delle capacità medianiche inespresse: una prima avvisaglia si era manifestata quando, assistendo allo spettacolo di un circo, aveva immaginato che il trapezista mancasse la presa durante un salto e cadesse al suolo (tragedia poi realmente verificatasi). L’unico a cogliere questa sua “abilità” è il parapsicologo Herman (Gig Young) che, durante una cena a casa sua, percepisce i poteri di Deborah che, dopo un’esperimento di parapsicologia, avverte un malessere e fa esplodere alcuni bicchieri con la forza del pensiero. Tornando frettolosamente a casa in auto, Deborah e Michel assistono ad un incidente stradale: dopo un tentativo di sorpasso un’auto sbanda e finisce fuori strada. A bordo viaggiano un uomo e una donna: le loro condizioni sembrano gravi e Deborah, dopo essersi avvicinata al veicolo ormai capovolto, assiste con sgomento all’agonia della donna (Delia Boccardo) che implora aiuto…
Due giorni dopo Michel apprende dal giornale che si trattava della coppia di coniugi tedeschi Wener e che sono entrambi sopravvissuti, anche se la moglie Mira ha perso il bambino che portava in grembo da 5 mesi. Deborah è molto colpita dalla notizia e, dopo aver contattato Mira telefonicamente, la incontra più volte e crea con lei una profonda empatia. Passa qualche mese e Deborah inizia a mostrare incredibilmente i sintomi di una gravidanza: nausea, vomito, mal di testa e gonfiore dell’addome… I medici escludono categoricamente la possibilità che la donna possa essere incinta e credono si tratti di un forte fenomeno di suggestione che la condurrà ad una gravidanza isterica. Michel viene convinto dai dottori ad assecondare la moglie, anche se crede sia impazzita; questa convinzione di avere accanto una donna psicologicamente instabile sembra sul punto di indurlo a cedere alle avances della giovane collega Elena (Micaela Esdra), da sempre innamorata di lui…
Deborah parla al marito continuamente di Mira, del fatto che si vedano e si sentano spessissimo e della strana coincidenza legata alla perdita del suo bambino e il suo essere contemporaneamente rimasta incinta, quasi fosse un segno divino (una futura vita spezzata e un’altra che contemporaneamente cresce in lei). Michel vorrebbe conoscere Mira e convince Deborah ad invitarla a cena a casa loro ma, dopo aver inizialmente accettato, all’ultimo momento la donna declina l’invito.
Deborah, dopo un feroce litigio nel quale Michel la apostrofa espressamente come pazza, va via di casa. L’uomo, disperato, contatta casa Wener pensando che Deborah sia con Mira o che quantomeno la donna, ormai grande amica di sua moglie, sappia qualcosa; è a quel punto che il signor Wener gli rivela che sua moglie Mira è morta pochi giorni dopo il famoso incidente stradale…

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Cast principale:

Marina Malfatti

Bradford Dillman

Delia Boccardo

Gig Young

Micaela Esdra

Lucretia Love

Regia: Marcello Andrei

commenti
  1. giovanninagp ha detto:

    Molto carino, la Malfatti riesce a trasmettere in modo limpido la psicologia di una donna che non può provare la gioia della maternità.
    Ho gradito molto l’intreccio con il paranormale, un film che mi ha coinvolto ed emozionato. La mente umana è cosi complessa e spesso per dei traumi ti porta a cose impensabili.
    Graditissima visione, quasi quasi lo rivedo.

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