Sette volte sette (1969)

Pubblicato: 2 marzo 2019 in Commedia

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Incredibile film diretto dall’ancora oggi troppo sottovalutato Michele Lupo (un regista che non ha ancora goduto di un meritato processo di rivalutazione toccato invece ad altri colleghi anche meno capaci, bisogna dirlo). Mescolando commedia, azione e avventura in un cocktail meraviglioso, Lupo inchioda gli spettatori alla sedia e li coinvolge nella storia di “un colpo” talmente incredibile, avvincente e, a tratti, inverosimile che diverte come non mai e tiene quasi con il fiato sospeso dall’inizio alla fine: vedere per credere. A contribuire alla riuscita del film abbiamo un Gastone Moschin strepitosamente ispirato in versione “crapa pelada”, un favoloso Lionel Stander che gigioneggia da par suo, un Raimondo Vianello misurato e convincente, un Adolfo Celi cinico e perfido ai limiti del mefistofelico più uno stuolo di caratteristi niente male tipo Turi Ferro, Gordon Mitchell e Geoffrey Copleston. Piccola apparizione anche per Erika Blanc e Ray Lovelock nei panni di due amanti impacciati e sorpresi dalla visione di un uomo (Paul Stevens) sul tetto…
La pellicola, prodotta da Marco Vicario, si rifà palesemente ad una coppia di pellicole precedenti dirette da lui stesso, ovvero “7 uomini d’oro” e ” Il grande colpo dei 7 uomini d’oro”, che vedono protagonisti sette matti geniali capaci di compiere una incredibile e rocambolesca rapina che nessuno oserebbe mai nemmeno concepire. Anche in questo caso il numero sette è mantenuto e anche se il cast di attori è differente dai film di Vicario il concept è sostanzialmente invariato: moltissimi anni dopo (circa 47, un’inezia) una serie tv spagnola (“La casa di carta”) ricalcherà, con le dovute differenze, l’idea centrale del film. Imperdibile.

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Il giorno prima della importantissima e seguitissima finale della Coppa d’Inghilterra di calcio tra Everton e Sheffield Wednesday i detenuti di un carcere inglese attuano una forma singolare di protesta dopo che il terribile direttore (Adolfo Celi) ha negato loro il permesso di poter assistere alla partita in tv: si rifiutano di rientrare nelle proprie celle al termine dell’ora d’aria e cessano ogni attività anche all’interno della struttura (cucina, bagni, infermeria etc.) rimanendo tutti in piedi, fermi, immobili. Naturalmente la peggio l’hanno coloro che si trovano nel cortile del carcere: dopo qualche ora comincia a piovere ma la loro resistenza prosegue strenuamente. Il direttore comincia a lanciare messaggi sibillini attraverso l’interfono e promette doppia razione di rancio per coloro che rinunceranno alla contestazione e quindi, molto lentamente, il gruppo di irriducibili comincia ad assottigliarsi. Dopo 20 ore rimangono solo in sei e, a quel punto, il direttore può usare le cattive maniere senza scatenare una sommossa e li fa manganellare dalle guardie per riportarli sulla retta via…
In realtà la contestazione era stata studiata a tavolino proprio da questi sei detenuti, capeggiati da Benjamin Burton (Gastone Moschin) e Bodoni (Raimondo Vianello), con lo scopo di farsi spedire in infermeria: lì infatti, con l’aiuto del medico interno (Turi Ferro), anch’egli detenuto, i sei hanno elaborato un piano pazzesco. Approfittando del fatto che tutti sono incollati alle tv e alle radio per seguire la partita hanno progettato una spettacolare evasione attraverso il tritarifiuti e le fogne. Il vero obiettivo, però, non è la fuga dal carcere: è domenica e vogliono recarsi alla zecca reale, approfittando della chiusura, per stampare più sterline possibili dopo aver rubato anche l’apposita filigrana in una cartiera per poi, dopo aver nascosto il tutto in un posto sicuro, rientrare regolarmente in infermeria e spartirsi con calma il malloppo dopo aver finito di scontare le rispettive condanne (sono tutti condannati per reati minori). Quale alibi migliore di questo, visto che dovrebbero trovarsi tutti in galera?
L’infermeria, naturalmente, è videosorvegliata ma la telecamera di sicurezza viene oscurata per qualche attimo, il tempo necessario per montare un proiettore 16mm e uno schermo sul quale viene proiettato un filmino girato in precedenza che mostra tutti i detenuti a letto e a riposo (era stato girato ricostruendo l’infermeria come un set cinematografico con dei manichini infilati nei letti): le guardie di servizio non si accorgono che si tratta di un filmato, anche perchè sono distratti dalla partita che stanno guardando su un piccolo televisore portatile. C’è solo un contrattempo: il vecchio Sam (Lionel Stander), anch’egli ricoverato in infermeria, pretende di far parte del piano e si aggrega alla combriccola.
Una volta evasi quale mezzo useranno i magnifici sei (ora diventati sette) per spostarsi in città e passare inosservati? Un bus a due piani! Se ne vedranno delle belle…

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Nel finale si ipotizza e si lascia anche intuire la possibilità di un secondo capitolo ma non è mai stato realizzato e non se ne hanno notizie. Michele Lupo tornerà però sul tema delle rapine avventurose e impossibili due anni dopo con “Stanza 17-17 palazzo delle tasse, ufficio imposte”, bellissimo anche questo. Purtroppo in Italia questo piccolo gioiellino è ancora oggi inedito in dvd e quindi, per recuperarlo, tocca sperare in qualche passaggio televisivo oppure bisogna cercare un vecchio dvd giapponese uscito anni fa (con audio italiano) e che oggi costa una tombola.

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Cast principale:

Gastone Moschin

Raimondo Vianello

Lionel Stander

Turi Ferro

Adolfo Celi

Erika Blanc

Ray Lovelock

Regia: Michele Lupo

Edizioni in dvd: King Records (Giappone)

Formato video 1,85:1 letterbox

commenti
  1. Sep ha detto:

    Mamma mia, quanti ricordi. Davvero film clamoroso, divertentissimo. E con una OST meravigliosa del Trovajoli (“The Getaway” ti entra in testa e mai piu’ esce!!). Da vedere assolutamente!!

    Grande rece, al solito. Grazie!!! 🙂

  2. giovanninagp ha detto:

    Film fortissimo,mi sono divertita molto vedendolo,bello sapere da dove prendono spunto film che poi sono stati proposti negli anni dopo.
    Comunque c’è poco da dire . le pellicole,gli attori i montaggi di quei periodi hanno un fascino decisamente non paragonabile a quello che vediamo realizzato oggi
    Grazie sempre per i tuoi entusiasmanti articoli che mi fanno amare sempre di più la filmografia di quegli anni mitici 😊

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