Macabro (1980)

Pubblicato: 11 maggio 2019 in Horror

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Lamberto Bava, figlio d’arte con un cognome importante alle spalle (siamo ripetitivi ma va sempre ricordato che il padre Mario è stato tra i registi più importanti che abbiamo avuto in Italia), esordisce ufficialmente alla regia con “Macabro”, scritto (insieme allo stesso Bava e a Roberto Gandus) e prodotto dai fratelli Avati. Diciamo subito che esordio migliore non poteva esserci perchè questa sua opera prima è ricca di spunti interessanti: l’abile regista, utilizzando un ritmo volutamente lento e cadenzato che instilla nello spettatore la sensazione che non succeda mai nulla, conduce il pubblico in una storia morbosa e malsana che sfocia nella necrofilia e in un finale, per converso, decisamente movimentato e con una puntina di soprannaturale.
Una didascalia ad inizio film ci informa che i fatti narrati siano ispirati ad fatto di cronaca realmente accaduto (ma sarà vero?) e questo contribuisce ulteriormente a creare la giusta tensione e curiosità. Il film è girato quasi tutto in interni e ciò crea un certo tasso di ansia: merito soprattutto del bravissimo Stanko Molnar che interpreta un cieco che va alla scoperta dei segreti nascosti della sua inquilina Bernice Stegers. Alle sue mani tremanti e incerte che vagano nel buio sono affidate le rivelazioni che tengono lo spettatore (che ha già visto tutto, a differenza sua) col fiato sospeso. Anche la Stegers (che sfoggia un bel nudo integrale full frontal) sfodera un’interpretazione convincente ma la vera rivelazione del film è la piccola Veronica Zinny, bambina diabolica e mefistofelica la cui cattiveria non lascerà indifferenti… Bava padroneggia il mezzo cinematografico con buona tecnica e dimostra di saper fare cinema sulla base di un soggetto semplice ma reso ottimamente con un’atmosfera pesante e morbosa che non può non affascinare.
Nota finale sulle ottime musiche di Ubaldo Continiello (sexy e sensuali, oseremmo dire quasi da film porno), dove il sassofono la fa da padrone: il tema principale è infatti affidato al ruffianissimo e ammaliatore sax di Gil Ventura. Film immeritatamente sottovalutato e da riscoprire.

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New Orleans. Jane (Bernice Stegers), sposa e madre di due figli, tradisce l’anziano marito con il più giovane Fred (Roberto Posse). La donna ha preso in affitto un appartamento al primo piano di un villino fuori mano dove al piano terra vivono i proprietari, il cieco Robert (Stanko Molnar) e sua madre. Qui avvengono i suoi focosi incontri segreti con il suo amante. La tredicenne Lucy (Veronica Zinny), la figlioletta più grande, scopre la tresca spulciando tra i tanti numeri di telefono scritti su una rubrica: prova a comporli tutti fino a quando, all’altro capo del telefono, le risponde proprio sua madre, ufficialmente ad una riunione di lavoro. Lucy capisce che la mamma le ha mentito e per vendetta uccide il suo fratellino, annegandolo nella vasca da bagno; poi ritelefona a quel numero e comunica l’avvenuta “disgrazia”. Nella conseguente e disperata corsa in macchina di Jane e Fred l’auto sbanda in una curva e il guard rail sfonda il parabrezza, decapitando l’uomo.
E’ passato un anno e Jane viene dimessa dall’ospedale psichiatrico dove era stata ricoverata in seguito allo shock. La donna, che aveva regolarmente continuato a pagare l’affitto della sua alcova segreta, decide di trasferirvisi definitivamente. Il cieco Robert, intanto, è rimasto solo perchè la madre è morta e tenta dei timidi approcci con Jane, senza ottenere successo. Nel silenzio del villino Robert sente tutti i rumori al piano di sopra e ode distintamente Jane parlare con qualcuno e prodursi in gemiti di piacere come se stesse facendo l’amore. Ma come è possibile se è sempre sola in casa e non riceve mai visite?
Una mattina, approfittando dell’assenza della donna, Robert decide di indagare ed entra nell’appartamento con una chiave di riserva ma non riesce a trovare nulla o quasi: sul letto, sotto le coperte, ci sono dei cuscini disposti in fila atti a simulare un corpo disteso ma frugando tra le lenzuola avviene la macabra scoperta: tra i cuscini c’è un piccolo pezzo di carne (è il lobo di un orecchio)… Continuando nel suo giro di ispezione Robert scopre che il frigorifero ha il congelatore bloccato da un piccolo lucchetto. Jane rientra in casa, Robert si nasconde in cucina e poi sente la donna parlare e godere facendo l’amore dopo aver preso qualcosa dal congelatore… L’intraprendente cieco riesce a non far chiudere il lucchetto inserendo un fiammifero spezzato all’interno del buco dove va ad alloggiare l’anello metallico all’atto della chiusura. Alla sua successiva “visita” apre quindi facilmente il lucchetto e scopre che nel freezer c’è la testa mozzata del buon Fred…
A complicare ancor più la situazione provvede la piccola Lucy che vuole continuare nella sua vendetta contro la madre e va a farle visita…

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Cast principale:

Bernice Stegers

Stanko Molnar

Veronica Zinny

Roberto Posse

Regia: Lamberto Bava

Edizioni in dvd: Aegida

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. ernesto.alto@libero.it ha detto:

    Vi piacciono i GIALLI? Sto trasformando in romanzo i migliori fim gialli che ho scritto.

    https://www.ibs.it/a-come-assassino-libro-ernesto-gastaldi/e/9788876067778

    • johntrent70 ha detto:

      Ci piacciono eccome… E su queste pagine i tuoi gialli hanno sempre avuto (ed avranno) un posto di rilievo. Immagino che questo sia solo il primo, rigorosamente in ordine alfabetico. O è casuale?..

  2. Gianluca Podda ha detto:

    secondo me il vero capolavoro di Lamberto Bava (io AMO questo regista), anche e soprattutto per quanto riguarda la colonna sonora, è La casa con la scala nel buio, del 1983…al secondo posto Morirai a mezzanotte (1986) e al terzo questo.

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