Operazione paura (1966)

Pubblicato: 25 Mag 2019 in Horror

operazione paura

Grande ritorno all’horror gotico dopo un paio di parentesi western e fantascientifiche per quell’autentico genio che risponde al nome di Mario Bava. “Operazione paura” è uno dei suoi horror più apprezzati nel mondo, a giusta ragione, dai fan che ancora oggi lo stanno riscoprendo a distanza di oltre 50 anni ma purtroppo all’uscita nelle sale non ebbe alcun successo, visto il fallimento della casa di produzione avvenuto poco dopo il termine delle riprese e una distribuzione alquanto precaria e frammentaria: un destino beffardo per un film sfortunato che avrebbe certamente meritato miglior sorte, sia in termini di incassi che di critica. Bava, che (è sempre bene ricordarlo) era in primis uno straordinario direttore della fotografia, si affida stavolta ad un uso dei colori meno caratterizzante rispetto ad alcuni lavori precedenti, conferendo al film un aspetto classicheggiante e barocco che sembra strizzare l’occhio agli horror della casa inglese Hammer.
Da un soggetto di Roberto Natale e Romano Migliorini co-sceneggiato dallo stesso Bava prende corpo una storia di fantasmi e antiche maledizioni ambientata ai primi del ‘900 in un paese che sembra la Transilvania ma che in realtà è Faleria, paese in provincia di Viterbo. Protagonista è un austero Giacomo Rossi Stuart cui si affiancano la giovane Erika Blanc, la bellissima Fabienne Dalì, uno spiritato Piero Lulli, una atterrita Micaela Esdra, l’ineffabile Giovanna Galletti e un tormentato Luciano Catenacci (qui in duplice veste sia di attore che di produttore). La vicenda ruota intorno alle apparizioni di una bambina fantasma decisamente inquietante e destinata a diventare un’autentica icona del cinema del terrore che sarebbe venuto dopo; già Federico Fellini, nel suo mediometraggio “Toby Dammit” inserito nel film a episodi “Tre passi nel delirio”, aveva pedissequamente riproposto lo stesso personaggio (cosa mai confermata ufficialmente da Fellini ma invece universalmente suffragata dalla moglie Giulietta Masina) e in futuro altri registi si ispireranno all’immagine della bambina diabolica… La curiosità più interessante (rivelata da Lamberto Bava, figlio di Mario e qui anche aiuto regista) sta nel fatto che questa bambina così spaventosa fosse in realtà… un maschietto, figlio del portiere dello stabile della produzione e scelto per caso dopo una serie interminabile di provini infruttuosi a tantissime bambine: bastò mettergli una parrucca bionda…
Bava, nonostante le ristrettezze di un budget risicato e il poco tempo a disposizione per girare, dà enorme saggio delle sue capacità registiche e visionarie regalando momenti di cinema di altissimo livello: citiamo le soggettive della bambina che si dondola sull’altalena, il panorama con gli uomini dai cappucci rossi che trasportano una bara e la clamorosa scena che vede Giacomo Rossi Stuart inseguire se stesso entrando per 8 volte nella stessa stanza (meravigliosa). Le musiche di Carlo Rustichelli, poi, fanno il resto con un tema trainante in stile carillon accompagnato dai sogghigni della bambina letale… Bellissimo.

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1907. Il dottor Eswai (Giacomo Rossi Stuart) giunge nel paese di Karmingam, convocato dall’ispettore di polizia Krueger (Piero Lulli) per effettuare l’autopsia sul corpo di una giovane donna, Irina Hollander (Mirella Pamphili). La ragazza si è ufficialmente suicidata lanciandosi dall’alto di una rupe sugli spuntoni di un cancello ma Krueger non ci vede chiaro e crede si tratti di omicidio in quanto, poco prima, la ragazza gli aveva fatto pervenire una lettera nella quale accennava a cose terribili riguardanti Villa Graps, dove lavorava come cameriera al servizio della baronessa Graps (Giovanna Galletti). Il dottore viene accolto con diffidenza e ostilità dalla popolazione locale e inizia a scontrarsi con omertà e superstizione: due uomini vengono fermati giusto in tempo mentre stavano per seppellire Irina prima che venisse svolto l’esame autoptico e venisse profanata… Ad affiancare il dottore nel suo lavoro giunge la giovane studentessa di medicina Monica (Erika Blanc) e, durante la dissezione del corpo, i due vi trovano una moneta d’argento conficcata nel cuore: secondo le superstizioni locali è un modo per far giacere serenamente l’anima della persona morta… Eswai non ha però la possibilità di rivelare la sua scoperta a Krueger che intanto si era recato a Villa Graps per parlare con la baronessa e viene ritrovato morto con un colpo di pistola alla tempia. La lettera di Irina è stata bruciata…
L’unica persona che sembra voler tendere una mano al dottore forestiero è il borgomastro del paese, Karl (Luciano Catenacci). L’uomo è sposato con Ruth (Fabienne Dalì), una sorta di maga fattucchiera che in paese tutti rispettano e venerano in quanto è l’unica ad avere il potere di contrastare, con i suoi riti magici, un’antica maledizione che grava su Karmingam: 20 anni prima, mentre si svolgeva una festa in paese, la piccola Melissa Graps, figlia della baronessa, venne investita da un cavallo ma nella confusione generale nessuno se ne accorse. La bambina (che aveva 7 anni), tentando di chiedere aiuto, si aggrappò alle corde della campana del paese ma nemmeno quei sinistri rintocchi furono sufficienti a richiamare l’attenzione della popolazione e quindi la piccola morì dissanguata. La leggenda narra che Melissa, di tanto in tanto, compaia vestita di bianco con i suoi lunghi capelli biondi e con in mano una palla; quando ciò accade la sventurata persona cui appare viene inesorabilmente spinta al suicidio…
Secondo la maledizione tutti gli abitanti di Karmingam e i loro discendenti dovranno morire di morte violenta: anche la figlia del proprietario della locanda (Micaela Esdra) non sfugge al suo destino dopo aver visto Melissa dietro una finestra… In paese tutti hanno paura di Villa Graps, ritenuto un luogo infestato da presenze oscure, e nessuno osa avvicinarvisi. Il dottore, scettico e pragmatico, decide di andare a parlare con la baronessa e qui si convincerà che dietro c’è molto di più di una sciocca superstizione di paese…

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Cast principale:

Giacomo Rossi Stuart

Erika Blanc

Fabienne Dalì

Luciano Catenacci

Piero Lulli

Giovanna Galletti

Regia: Mario Bava

Edizioni in vhs: Lamberto Forni

Edizioni in dvd: Sinister Film e Neo Publishing (Francia)

Edizioni in blu-ray: Arrow (UK) e Koch Media (Germania)

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. giovanninagp ha detto:

    Filmone … che io adoro 😍

  2. Ernesto Gastaldi ha detto:

    Scrissi per Bava “La frusta e il corpo”. Usò luci colorate: bellissimo effetto.

  3. Gianluca Podda ha detto:

    Sicuramente uno dei 3 film più belli di Mario Bava…forse il più bello. La bambina con la palla (in realtà un bambino con la parrucca) mi ha sempre impressionato, tra l’altro è stata “plagiata” qualche anno dopo da Federico Fellini per il suo episodio “Toby Dammit” del film “Tre passi nel delirio”…le palle che rimbalzano (per le scale e non) sono state un incubo anche per il figlio Lamberto, che nel 1983 ne ha utilizzato un barile pieno in “La casa con la scala nel buio”, anche se stavolta si trattava di palle da tennis, anche nell’incipit del film ne veniva lanciata una con violenza. Capolavoro.

    • johntrent70 ha detto:

      Esatto. E anche de “La casa con la scala nel buio” (film che adoro nonostante Occhipinti) parleremo prossimamente…

      • Gianluca Podda ha detto:

        La casa con la scala nel buio (1983) è al secondo posto nella mia personalissima classifica dei film gialli più belli di tutti i tempi (dietro al Gatto dagli occhi di giada di Bido e davanti a Profondo rosso di Argento)….sono quindi più che contento che se ne parlerà! Concordo sulla recitazione di Occhipinti, e diciamo anche su quella di Annie P. ma quella di Michele Soavi è molto buona e anche la colonna sonora è fantastica. Una sorta di Psycho in chiave moderna….

  4. Stefano ha detto:

    Semplicemente un capolavoro. Ho avuto la fortuna di poterlo vedere qualche anno fa proiettato dal MIC di Milano all’interno di una rassegna del cinema horror italiano e su grande schermo è davvero meraviglioso.

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