Qua la mano (1980)

Pubblicato: 15 giugno 2019 in Commedia

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I film a episodi sono sempre stati un punto di forza del cinema italiano, soprattutto nel genere della commedia. Con “Qua la mano” si inaugura un breve e fortunato filone di pellicole con due attori di grido in grado di richiamare molto pubblico; i due si dividono equamente la scena e il film è suddiviso in due lunghi episodi che li vedono protagonisti separatamente. Questa fortunata formula viene ribattezzata “movie movie”, ovvero doppio film: anche la pubblicità spinge la gente ad andare al cinema perchè con un solo biglietto si ha la possibilità di assistere a due film in uno… Il regista Pasquale Festa Campanile dirige Enrico Montesano e Adriano Celentano in due mediometraggi aventi come caratteristica comune la tematica religiosa: delicato e ai limiti del surreale il primo segmento con un Montesano che diventa amico del Papa e gli consiglia gli spaghetti alla carbonara fatti dalla moglie, più sbarazzino e irriverente il secondo con un Celentano molleggiato in abiti talari che mescola incredibilmente atmosfere alla Don Camillo (Celentano parla in chiesa con il Cristo crocifisso e si scontra col sindaco comunista) e alla “Amici miei” (gli scherzi terribili fatti tra amici) con l’aggiunta di una spruzzata de “La febbre del sabato sera”. Nel primo episodio Philippe Leroy nei panni del Papa è alquanto credibile, Adriana Russo è la moglie di Montesano e Mario Carotenuto è l’anima nera e cattiva che sarà punita nel finale; nel secondo spiccano le birbonate di Renzo Montagnani e Enzo Robutti, c’è l’esordio cinematografico della coppia di comici televisivi Gigi e Andrea e, soprattutto, la gradevolissima dolcezza di una inedita Lilli Carati in versione ballerina… Da vedere per regalarsi due ore in assoluta allegria.

1° episodio: STO COSI’ COL PAPA

Orazio (Enrico Montesano) è un umile vetturino romano che nutre una vera e propria venerazione per il Papa. Sua madre, prima di partorirlo, aveva avuto 14 aborti e lui sostiene che sarebbe stato il quindicesimo se Papa Pio XII non fosse andato in visita all’ospedale ed avesse imposto la mano sul grembo della mamma. Non solo: visto che fu proprio il Papa a battezzarlo preferisce subire gli strali continui della moglie (Adriana Russo) perchè non ha ancora fatto battezzare suo figlio (che ha circa 10 anni) nell’attesa che lo faccia il sommo pontefice.
Le giornate di Orazio vengono riempite prevalentemente dalle continue scommesse (tutte regolarmente perse) con il perfido cavalier Marotta (Mario Carotenuto), sarto ufficiale del Papa (Philippe Leroy). Ossessionato dall’idea di incontrare il Santo Padre, Orazio si introduce all’interno della residenza estiva di Castel Gandolfo (dove il Papa è in vacanza) e si getta dinanzi alla papamobile, simulando un incidente e fingendosi cardiopatico. Soccorso dall’autista e portato nella villa, Orazio riesce ad avere un colloquio privato con Sua Santità e gli consegna un orecchino appartenuto a sua madre; lo aveva ritrovato all’interno della sua carrozza 7 anni prima, quando aveva trasportato l’anziana signora (che sarebbe morta di lì a poco) insieme a lui (che all’epoca non era nemmeno cardinale) in giro per Roma. Il Papa resta molto colpito ed invita Orazio a trascorrere un po’ di tempo con lui. Nei giorni seguenti i due giocano a bocce insieme, pranzano insieme e Orazio gli insegna perfino il romanesco.
Questa frequentazione amicale spinge il nostro a confidarsi con gli amici e con la moglie ma nessuno crede che sia entrato in intimità con il sommo pontefice e tutti gli danno del visionario. Orazio decide allora di fare una scommessa clamorosa e impossibile con l’odiato sarto: affacciarsi alla finestra con il Papa…

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2° episodio: IL PRETE BALLERINO

Don Fulgenzio (Adriano Celentano) è il parroco di un piccolo paesino dell’hinterland milanese. Anche se ha superato la quarantina è un eterno ragazzone e con 3 inseparabili amici (Enzo Robutti, Dino Emanuelli e Renzo Montagnani) si rende protagonista di scherzi terribili. Uno di loro, Libero (Montagnani), è anche il sindaco comunista del paese e vive in eterno conflitto con il parroco: l’unico modo per spingerlo a confessarsi dopo 20 anni è perdere un incontro di boxe contro l’amico/nemico prete… L’ultima trovata ai danni del sindaco è quella di imporgli un clamoroso digiuno di protesta, proclamato durante un’intervista televisiva nella quale un reportage aveva portato alla ribalta il fatto che il loro paese fosse l’unico ad avere un solo albero.
Tutti i sabato sera Don Fulgenzio sale a bordo della sua moto e si allontana furtivamente dal paese: tutti gli amici (e anche i suoi superiori, in particolare il cardinale Carlo Bagno) credono che il bizzarro prete si incontri con una donna ma in realtà Don Fulgenzio raggiunge una discoteca a circa 100 km di distanza e va a ballare perchè ha una sfrenata e irresistibile passione per la musica (in casa ha nascosto un potentissimo impianto hi-fi chiuso a chiave in un armadio e quando è da solo si scatena nella danza). In una di queste sue trasferte danzerecce viene agganciato in discoteca dalla bella e giovane Rossana (Lilli Carati) che, tra una chiacchiera e l’altra, tenta di sedurlo; il prete è confuso ma la allontana, dichiarandosi sposato.
In seguito ad un temporale un fulmine distrugge l’ultimo albero rimasto e Don Fulgenzio crede si tratti di una punizione divina per il suo essere stato indotto in tentazione. L’occasione per rimediare gli viene posta immediatamente su un piatto d’argento: viene indetta una gara regionale di danza moderna e il premio consiste nell’impiantare 10 alberi per ogni abitante del paese di provenienza del vincitore. Purtroppo la gara è solo per coppie: Fulgenzio, in barba al suo abito e ai divieti, danzerà proprio con Rossana…

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Detto Mariano firma la colonna sonora del film che, soprattutto nell’episodio con Celentano, assume una forte connotazione dance. Bisogna certamente avere l’orecchio allenato ma siamo davvero di fronte ad un florilegio di “citazioni” (non vogliamo parlare di plagio per non beccarci una querela ma giudicate voi facendo qualche confronto). Si parte con la main title “Qua la mano” (con testo di Claudia Mori) che presenta qualche assonanza con “Da ya think i’m sexy?” di Rod Stewart. Continuiamo con “Space race romance”, interpretata da Moonalisa durante l’incontro di pugilato con Montagnani, che si “ispira” in maniera evidente a “Knock on wood” di Amii Stewart. Anche “Mad”, interpretata da Angella Dean, “rivisita” “We are family” delle Sister Sledge con un giro di basso identico che ritroviamo anche nel brano strumentale “Gocce d’acqua”. La fantasia al potere. C’è spazio però anche per qualche brano originale: “Skate board dancin'” di Zack Ferguson (ottimo brano disco), danzato dagli aspiranti partecipanti alla gara di ballo, e “Rise”, del trombettista Herb Alpert, che viene ballato da Celentano mentre prepara la sua cena a ritmo di musica. Let’s dance!

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Cast principale:

Adriano Celentano

Enrico Montesano

Lilli Carati

Philippe Leroy

Renzo Montagnani

Adriana Russo

Mario Carotenuto

Enzo Robutti

Regia: Pasquale Festa Campanile

Edizioni in dvd: Filmauro

Formato video 1,85:1 anamorfico

commenti
  1. giovanninagp ha detto:

    Le tue recensioni sono sempre gradevolissime da leggere.😊

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