L’ossessa (1974)

Pubblicato: 3 agosto 2019 in Horror

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1974. La lunga eco del capolavoro di Friedkin “L’esorcista” continua a solleticare la fantasia dei registi italiani, sempre pronti a cavalcare l’onda di ogni successo nascente e a sfornare dei buoni prodotti di imitazione. Alla lista, già nutrita, aggiungiamo quindi il buon Mario Gariazzo, onesto ma altalenante mestierante in grado di realizzare cose buone alternate ad altre decisamente meno riuscite. Il suo “L’ossessa” è ancora oggi un oggetto misterioso quasi invisibile, distribuito poco e male nelle sale all’epoca dell’uscita e ancor peggio, dopo, in home video (per vederlo nell’italico idioma tocca ricorrere ad una rarissima vhs giapponese).
Più erotico che horror (tanto che uno dei suoi titoli esteri alternativi è “The Sexorcist”), punta tutte le sue fiches sulla fresca bellezza della giovane protagonista Stella Carnacina che, seppur posseduta dallo dimonio in persona, non viene deturpata più di tanto dal make-up (eccezion fatta per gli occhi rossi e le labbra secche e sbrindellate) e si spoglia nuda urlando in preda a irrefrenabili fremiti sessuali. Chissà se lo scarso ricorrere agli effetti speciali è stata una scelta obbligata legata alla povertà di mezzi a disposizione o una precisa scelta stilistica del regista che magari ha preferito concentrarsi maggiormente sul’erotismo pruriginoso, lasciando la parte orrorifica leggermente in secondo piano. Certamente va rimarcata l’ottima prova della Carnacina, dalla bellezza assolutamente disarmante, che urla, strepita, sgrana gli occhi ed è bramosa di sesso dopo essersi accoppiata carnalmente con il diavolaccio Ivan Rassimov che si dimostra ancora una volta il solito, irresistibile villain. Il resto del cast è decisamente sontuoso: abbiamo un Chris Avram padre della posseduta e marito indolente, la coppia di amanti sadomasochisti composta da Lucretia Love (la madre) e Gabriele Tinti (clamorosa la scena in cui la poveretta giace nuda su un letto e viene fustigata a sangue con un mazzo di rose spinose) e, dulcis in fundo, il prete esorcista Luigi Pistilli. Niente male davvero!
Alquanto calzanti sono le musiche di Marcello Giombini che, giova ricordare, è stato uno dei più grandi autori italiani di musica religiosa: il suo stile liturgico ben si sposa, dunque, con le tematiche trattate nel film e l’utilizzo dei cori femminili si riallaccia ad esempi di illustri colleghi presenti (Ennio Morricone) e futuri (Jerry Goldsmith).
Inutile dire che siamo di fronte ad un prodotto bizzarro che difficilmente incontrerà il gradimento del grande pubblico e che, in qualche frangente, cede alla tentazione di scadere nel ridicolo involontario ma a noi queste chicche misconosciute piacciono dannatamente…

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Daniela (Stella Carnacina), giovane e promettente studentessa all’accademia d’arte, supervisiona per conto di un antiquario presso il quale lavora come restauratrice l’acquisto di un crocifisso ligneo raffigurante uno dei due ladroni crocifissi con Gesù. La statua, ricavata dal tronco di un ulivo, si trova all’interno di una chiesa sconsacrata (sembra che al suo interno si svolgessero antichi riti orgiastici) ed esercita su Daniela una curiosa e morbosa attrazione. Quella sera stessa si tiene nella enorme villa di Daniela un party organizzato dai genitori (Lucretia Love e Chris Avram); mentre il padre gioca a carte la madre si apparta in camera da letto per sollazzarsi con il suo focoso amante (Gabriele Tinti) che la sottopone ad umilianti pratiche sadomasochistiche. La ragazza osserva la scena nascosta dietro una tapparella e, sconvolta, decide di abbandonare la serata per recarsi al laboratorio, dove potrà distrarsi dedicandosi al restauro di un quadro. Mentre Daniela è concentrata sul suo lavoro la statua del ladrone crocifisso, distesa su un tavolaccio, inizia a prendere vita e si manifesta Satana in persona (Ivan Rassimov) che possiede carnalmente la poveretta.
Da quel momento l’esistenza della giovane cambia radicalmente: in preda a crisi isteriche e convulsioni condite da uno smodato appetito sessuale (tenta addirittura di sedurre il padre), Daniela si contorce, urla e si dimena ossessivamente arrivando perfino a ferirsi (gli spigoli del letto vengono prudentemente coperti con delle imbottiture per attutire gli urti). Inoltre sulle sue mani e sui piedi compaiono le stimmate della crocifissione. I medici non sanno trovare una spiegazione logica e scientifica al fenomeno e uno di loro consiglia ai familiari di ricorrere ad un esorcismo. La ragazza viene dunque condotta in un antico monastero e viene chiamato a combattere il maligno l’anziano padre Zeno (Luigi Pistilli), un monaco che vive in estrema solitudine in cima ad una montagna…

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Cast principale:

Stella Carnacina

Ivan Rassimov

Lucretia Love

Gabriele Tinti

Chris Avram

Luigi Pistilli

Regia: Mario Gariazzo

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