Signore e signori, buonanotte (1976)

Pubblicato: 12 ottobre 2019 in Commedia

signore e signori buonanotte

La satira politica è territorio alquanto impervio e complesso ed è, per larghi tratti, l’argomento principale di questo film collettivo del 1976 al quale partecipano una serie di nomi incredibili: alla regia abbiamo Luigi Comencini, Nanni Loy, Mario Monicelli, Ettore Scola e Luigi Magni e alla sceneggiatura partecipano gli stessi registi con l’aggiunta di Age e Scarpelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Ruggero Maccari e Ugo Pirro (tutti accreditati anche alla regia). Il cast è davvero straordinario: si va da Marcello Mastroianni a Ugo Tognazzi, da Vittorio Gassman a Paolo Villaggio, da Nino Manfredi a Renzo Marignano, da Lucretia Love a Monica Guerritore, da Senta Berger ad Adolfo Celi, da Eros Pagni a Mario Scaccia ed altri ancora. Gli attacchi principali vanno alla classe politica, alla Chiesa, all’esercito e alla televisione, dei quali si denunciano soprattutto la corruzione e l’ipocrisia in un florilegio di situazioni grottesche e paradossali. Si tratta di brevi ma al contempo numerosi episodi e questo rende difficile l’abbinamento di ogni regista ad ogni segmento (dubbi non ve ne sono solo su Luigi Magni e il suo “Il santo soglio”, episodio più lungo e dalla durata di quasi mezz’ora). E’ chiaro che non tutti gli episodi viaggiano sullo stesso livello qualitativo e che siamo di fronte ad un prodotto estremamente eterogeneo ma riteniamo comunque questo film un gioiellino assolutamente imprescindibile, condito da humor nero assolutamente pazzesco e da una ferocia micidiale in stile “I mostri” che ce lo fa adorare, nonostante qualche caduta di stile.
La struttura del film è concepita come una immaginaria giornata televisiva: un giornalista presente in studio, Marcello Mastroianni, legge le notizie di un fantomatico TG 3 – Studio Aperto (alquanto profetico, visto che nel 1976 non esisteva nemmeno il terzo canale Rai, figuriamoci quelli Mediaset), gestisce dibattiti in studio con ospiti ed è anche inviato speciale per i servizi esterni. Tra un’edizione e l’altra del TG 3, condita da notizie assolutamente folli, assistiamo ad una lezione di inglese, un telefilm, un film-inchiesta con successiva intervista e dibattito, un episodio della tv dei ragazzi, un reportage, un quiz televisivo e uno sceneggiato. Ovviamente non manca il celeberrimo Intervallo con i fermo immagine (notevole quelllo di Roma invasa dalla spazzatura o quello della folla oceanica assiepata davanti agli ospedali) e alcuni finti spot: si segnala soprattutto la parodia di una vecchia pubblicità della SAI (chi è stato bambino negli anni ’70 non può non ricordare il motivetto “Sì re sì re, sì mi, sì mi”) con padre e figlio che passeggiano in bicicletta. La differenza è che qui il papà non pensa al futuro del figlio stipulando una polizza vita ma varca la frontiera Svizzera per l’esportazione dei suoi capitali con la voce fuori campo di Tognazzi che recita: “E’ un bambino fortunato che ha un papà che pensa a lui, un papà che ha già portato 5 miliardi in Svizzera e altri continua a portarli… un po’ per volta.”
Tra i vari servizi giornalistici va senz’altro citato il finto rapimento di Gianni Agnelli con un filmato in bianco e nero diffuso dai rapitori nel quale l’avvocato, per raggiungere i 25 miliardi del suo riscatto, invita i suoi operai ad autotassarsi rinunciando a 3 giornate di paga base, alla cassa integrazione e agli assegni familiari; niente male anche la notizia della demolizione di un rudere di un tempio romano abusivo del quarto secolo A.C. (il Colosseo) che con la sua presenza deturpa la villa di un imprenditore edilizio e quella della scoperta scientifica del virus della corruzione (sullo schermo appare un grafico che identifica le varie particelle del virus con scudi rossocrociati della Democrazia Cristiana). La colonna sonora presenta sulla sigla iniziale il motivetto dell’inizio delle trasmissioni Rai riarrangiato in chiave moderna (è il celeberrimo finale del quarto atto del “Guglielmo Tell” di Rossini) e qualche estratto da brani di Antonello Venditti (abbiamo riconosciuto la parte finale strumentale de “Lo stambecco ferito” e “Nostra signora di Lourdes – Compromessi sposi)”) con brani originali di Giuseppe Mazzuca e Nicola Samale. Nel finale una versione di Funiculì Funiculà vede al coro, tra gli altri, lo stesso Venditti e Lucio Dalla.

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LEZIONE DI INGLESE: “UNA LINGUA PER TUTTI”
L’annunciatrice Adriana Russo introduce una lezione di inglese dove una sedicente professoressa madrelingua (Lucretia Love) elenca i nomi delle varie parti del corpo evidenziandone i termini anglofoni (compreso il seno e le natiche, che mostra senza veli). Successivamente ci si sposta all’interno di una casa ed accanto alla prof irrompe sulla scena un altro personaggio (Vittorio Gassman) che prima si esprime in inglese e poi traduce le frasi in italiano. L’uomo mostra un fucile di precisione che estrae da una valigia e che poi utilizza per uccidere un diplomatico di colore, dopo essersi posizionato sul balcone situato proprio di fronte all’Ambasciata. A quel punto l’uomo si qualifica come un agente della CIA ma l’insegnante di inglese estrae una pistola e lo fredda in quanto è anch’essa un agente segreto. L’uomo muore due volte: la prima in inglese e la seconda in italiano…

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TELEFILM: “LA BOMBA”
In un commissariato romano l’appuntato Nocella (Gianfranco Barra), scartabelando in archivio, ode un sinistro ticchettìo. Nessuno riesce ad individuarne la provenienza e allora il commissario (Eros Pagni) ordina l’immediata evacuazione dell’edificio, sospettando la presenza di un ordigno esplosivo. Giungono sul posto gli artificieri (guidati da Camillo Milli), il questore (Carlo Croccolo) e una troupe televisiva della RAI con un inviato (Angelo Pellegrino) che descrive l’evento in diretta tv. Un eroico artificiere (scelto con il metodo della conta) penetra nell’edificio e, dopo varie ricerche, risale ad una sveglia che una vecchietta aveva dimenticato all’interno di una busta della spesa. Poichè la minaccia di una bomba nei confronti della Polizia sta facendo crescere enormemente la considerazione delle forze dell’ordine nell’opinione pubblica gli alti vertici della stessa decidono di non far trapelare la notizia del falso allarme e impongono al questore e al commissario di piazzare nel commissariato una bomba vera che dovrà esplodere dopo mezz’ora. Penetrati nell’edificio da un’entrata nascosta, i nostri nascondono l’ordigno ma lo stesso esplode prima del previsto per un errato funzionamento del timer…

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UNA CITTA’ ALLO SPECCHIO – TRITTICO NAPOLETANO:
FILM INCHIESTA: “SINITE PARVULOS”
Il Vescovo di Napoli (Andrea Bosic) premia le famiglie numerose e conferisce una medaglia a Gennarino, un bambino di circa 10 anni costretto a lavorare in una fabbrica per aiutare la mamma malata (e incinta) e i suoi 8 fratellini. Durante la sua giornata il bambino lavora sodo e, tornando a casa, osserva con malinconia i suoi coetanei che giocano a pallone su una spiaggia piena di immondizia o si divertono a spiaccicare i topi sui muri. Una volta a casa, si suicida gettandosi dal balcone. Sul fermo immagine del bambino che precipita nel vuoto si accendono le luci in studio per un commento.
INTERVISTA:
L’emerito professore di sociologia Schmidt (Paolo Villaggio), in risposta al problema della sovrappopolazione a Napoli sollevato dal film inchiesta, propone una vecchia teoria dello scrittore irlandese Jonathan Swift: mangiare i bambini. L’intervistatrice (Gabriella Farinon, che è stata realmente una signorina “buonasera” della Rai dal 1961 al 1968) ascolta con curiosità le tesi del sociologo che, oltre a consigliare vari metodi per cucinarli (bolliti, al forno e quant’altro), consiglia anche di surgelarli per un eventuale import/export auspicando però dei controlli per evitare che gli scaltri napoletani mettano nelle confezioni cani, gatti o altro al posto dei bambini.
TAVOLA ROTONDA:
Il giornalista Paolo Fiume (Marcello Mastroianni) funge da moderatore in studio per un dibattito con 4 ex amministratori della città napoletana, gli onorevoli Lo Bove. Si tratta di 4 personaggi unti e bisunti, corrotti e indecorosi (uno di loro tocca il sedere all’assistente di studio) chiamati a parlare del loro operato nel capoluogo partenopeo. I telespettatori da casa telefonano per porre delle domande ma tutte le domande trascritte non sono altro che una sequela di insulti. La situazione degenera allorquando i quattro ladroni disonesti, accusati di aver “mangiato” su Napoli, iniziano ad inneggiare alla bellezza e al loro amore per la città, finendo per mangiarsi letteralmente un plastico che riproduce il golfo di Napoli. Inoltre, approfittando della baraonda, rubano l’orologio dal polso del giornalista.

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UN GENERALE IN RITIRATA:
Mentre è in corso di svolgimento una parata militare un generale (Ugo Tognazzi) si chiude in bagno per espletare i propri bisogni fisiologici. Il mancato funzionamento dello sciacquone innesca una serie di eventi funesti: una medaglia si stacca dalla giacca della divisa e cade nella tazza sporca di escrementi. Nel tentativo di recuperarla cadono nella tazza, rispettivamente, un monocolo e un orologio da taschino con relativa catenina con la quale il generale aveva tentato di tirar su la medaglia. Lo scopino si spezza. Nel tentativo di riparare lo sciacquone il nostro sale in piedi sul wc ma perde l’equilibrio e finisce con un piede proprio dentro lì… Sporco, imbrattato, esasperato e stremato, il militare si spara al culmine della parata.

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LA TV DEI RAGAZZI: “L’ISPETTORE TUTTUMPEZZO”
Le prodi gesta dell’ispettore (Vittorio Gassman) Tuttumpezzo (non mi piego e non mi spezzo) sono decantate in rima da una voce fuori campo. Nella puntata odierna il nostro integerrimo ed incorruttibile funzionario di Polizia fa irruzione nella lussuosa villa di un losco commendatore (Adolfo Celi) per arrestarlo. Nella villa è in corso una festa e quindi, per non far sfigurare il padrone di casa dinanzi ai numerosi ospiti, Tuttumpezzo si mostra estremamente cortese e diplomatico. La moglie del commendatore (Senta Berger) tenta di sedurlo e gli sporca la divisa con dello champagne; a quel punto gli viene fornita una giacca da cameriere ed egli, da sempre servile e sottomesso al potere, si cala nel personaggio e finisce col servire gli ospiti sulle note della canzoncina:
“Tuttumpezzo con certezza non si piega e non si spezza… ma se trova chi lo frega prima si spezza e poi si piega…”

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REPORTAGE: “CRONACHE ITALIANE – IL PERSONAGGIO DEL GIORNO”
Un intervistatore (Renzo Marignano) segue per tutta la giornata un vecchio pensionato milanese, Menelao Guardabassi (Ugo Tognazzi), che sopravvive con una pensione da 32.000 lire al mese. Il vecchietto ricorre agli espedienti più disparati per scroccare qualsiasi cosa, a partire dal cibo (“pranza” in un ambulatorio facendosi fare iniezioni di vitamine e pasteggia a sciroppo). Nella sua catapecchia ha i mobili disegnati sulla parete, non ha materasso e come coperte usa i giornali. E’ capace di rinunciare a qualsiasi cosa (in un campionario di situazioni tristissime) ma quando il giornalista gli nomina il filetto di carne va fuori di senno…

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TELEQUIZ: “IL DISGRAZIOMETRO”
Un presentatore televisivo (Paolo Villaggio) introduce 3 concorrenti che si sfidano in studio a colpi di disgrazie. Il primo, muto, presenta una disgrazia scritta nella quale racconta di aver dimenticato su un treno un miliardo di lire da riciclare per conto di un losco imprenditore ma viene squalificato in quanto non trattasi di disgrazia ma di idiozia. Restano in gara una anziana signora che si dichiara “vedova vergine” e un altro concorrente arrestato per un errore giudiziario, sodomizzato da compagni di cella e personale di guardia e per questo accusato di atti osceni con aumento di pena. La battaglia è senza esclusione di colpi: la vecchietta racconta che, mentre si stava recando in studio, era stata scippata e aveva preso un calmante. Si trattava però di una purga e proprio in quel momento aveva fatto i suoi bisogni in diretta… Il pubblico è in delirio ma il top lo si raggiunge con l’altro concorrente che preme il pulsante e, a causa di un corto circuito, muore in diretta, fulminato in cabina. Per fare il verso a Mike Bongiorno e al suo celeberrimo slogan “Allegriaaaa!” il conduttore televisivo chiude il programma urlando “Malinconiaaaa!”.

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SCENEGGIATO: “IL SANTO SOGLIO” (80° e ultima puntata)
Nel ‘500 è in atto una aspra lotta di successione per accedere al soglio pontificio. I due principali candidati sono il cardinale Piazza-Colonna (Mario Scaccia) e il cardinale Canareggio (Sergio Graziani), che ha anche avvelenato l’ultimo Papa per prenderne il posto. Entrambi possono contare sullo stesso numero di voti e la situazione è in stallo: basterebbe un voto in più a fare la differenza. Entrambi pensano di accattivarsi i favori di un anziano e malridotto cardinale, Felicetto De Li Caprettari (Nino Manfredi), gravemente malato e ormai moribondo da tempo, che non partecipa al conclave in quanto allettato e bisognoso di continua assistenza. Felicetto ringrazia per l’attenzione ma rifiuta le offerte dei due candidati. Dopo il primo scrutinio finito in parità la notte si insanguina: Piazza-Colonna e Canareggio fanno uccidere dai loro affiliati coloro che avevano votato per il rivale ma anche stavolta il conteggio resta in parità. Si contano 36 omicidi (18 per parte) e allora il cardinale decano (Franco Scandurra), per fermare la mattanza, opta per l’elezione di un Papa di transizione, un cardinale anziano che muoia presto in modo tale che ci sia una tregua in attesa di tempi migliori. La scelta ricade proprio su Felicetto De Li Caprettari che però, appena viene eletto Papa, da moribondo guarisce miracolosamente e rivela che la sua lunga malattia era stata solo una finzione durata 10 anni in attesa che la lotta di potere portasse alla scelta di un Papa di transizione con poco da vivere. Egli aveva dunque inscenato la sua malattia proprio per essere eletto Papa ma in realtà godeva di ottima salute; il suo primo provvedimento consisterà nel far giustiziare dal boia proprio i due cardinali Piazza-Colonna e Canareggio, in modo tale da stare tranquillo.

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LA CERIMONIA DELLE CARIATIDI:
Nel salone delle cariatidi, nel momento dell’inaugurazione dell’anno giudiziario al quale partecipano le più alte cariche dello Stato e della Chiesa, i partecipanti cantano e ballano sulle note di Funiculì Funiculà mentre in studio il giornalista Paolo Fiume e la sua assistente (Monica Guerritore), che avevano flirtato tutto il giorno, si baciano appassionatamente. Fine delle trasmissioni.

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Cast principale:

Marcello Mastroianni

Vittorio Gassman

Ugo Tognazzi

Paolo Villaggio

Nino Manfredi

Senta Berger

Eros Pagni

Adolfo Celi

Monica Guerritore

Regia: Luigi Comencini, Nanni Loy, Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Magni

Edizioni in dvd: 01

Formato video 1,85:1 letterbox

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